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Studio su pazienti con carcinoma mammario HER2‑ negativo (stadio II–IIIB) per valutare abemaciclib in combinazione con altri farmaci nella de‑escalation chirurgica

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Di che cosa tratta questo studio?

Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici

Lo studio riguarda il cancro al seno precoce HR+/HER2−, una forma di tumore al seno che esprime recettori per gli estrogeni ma non il recettore HER2, e che si presenta tipicamente in stadio II–IIIB. L’obiettivo è valutare se, grazie a un test genetico, sia possibile evitare la chemioterapia tradizionale e ridurre l’estensione dell’intervento chirurgico.

I partecipanti ricevono una terapia basata su abemaciclib associata a una terapia endocrina neoadiuvante (farmaci orali che bloccano gli estrogeni) come exemestane, anastrozole o letrozole. La decisione di usare questo approccio è guidata dal risultato di Oncotype DX, un test che analizza il materiale prelevato dalla biopsia iniziale. In alternativa, alcuni pazienti possono ricevere la chemioterapia neoadiuvante standard, che comprende farmaci somministrati per via endovenosa come doxorubicin, epirubicin, paclitaxel e cyclophosphamide.

Il percorso dello studio prevede visite regolari per monitorare la risposta al trattamento, eventuali effetti collaterali e la pianificazione dell’intervento chirurgico. Alla fine del periodo di terapia, i medici confrontano il tipo di intervento consigliato inizialmente con quello realmente effettuato, per verificare se è stato possibile passare da una mastectomia a una chirurgia conservativa del seno o da una dissezione completa dei linfonodi a una biopsia sentinel. I risultati raccolti serviranno a capire se il nuovo approccio può ridurre l’uso della chemioterapia e rendere la chirurgia meno invasiva.

Come si svolge lo studio

Lo studio si svolge in 10 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.

  1. Passaggio 1

    Inizio del protocollo di studio

    Dopo aver firmato il consenso informato, Lei entra a far parte del VIOLET trial e riceve un numero di identificazione di studio.

    Il personale di ricerca registra i dati anagrafici e le informazioni cliniche di base nel sistema di studio.

  2. Passaggio 2

    Valutazione diagnostica iniziale

    Viene effettuata una biopsia del tumore mammario per confermare la diagnosi di carcinoma mammario estrogeno‑recettore positivo (ER+) e HER2‑negativo.

    Il tessuto prelevato viene inviato per il test Oncotype DX, che fornisce un punteggio di rischio di recidiva (Recurrence Score).

  3. Passaggio 3

    Discussione del caso e assegnazione al trattamento

    Un comitato multidisciplinare (MDT) esamina i risultati della biopsia, del test Oncotype DX e le caratteristiche cliniche per decidere se Lei riceverà la terapia neoadiuvante endocrina (NET) più abemaciclib oppure una chemioterapia standard.

    Le viene comunicato il piano terapeutico scelto, senza alcuna pressione a partecipare a ulteriori interventi.

  4. Passaggio 4

    Inizio della terapia neoadiuvante endocrina con <b>abemaciclib</b>

    Se il MDT ha indicato la strategia NET + abemaciclib, Lei inizia a prendere un inibitore dell’aromatasi (una delle seguenti opzioni, secondo la prescrizione):

    Anastrozolo 1 mg per via orale al giorno, Letrozolo 2,5 mg per via orale al giorno, oppure Exemestano 25 mg per via orale al giorno.

    Contemporaneamente, Lei assume abemaciclib 300 mg per via orale una volta al giorno, per tutta la durata del trattamento neoadiuvante (generalmente 4‑6 mesi, fino al momento della valutazione pre‑operatoria).

  5. Passaggio 5

    Inizio della chemioterapia neoadiuvante (braccio comparatore)

    Se il MDT ha raccomandato la chemioterapia, Lei riceve una serie di infusioni endovenose secondo il seguente schema:

    Doxorubicina 60 mg/m² per via endovenosa, somministrata in infusione singola ogni tre settimane;

    Epirubicina 90 mg/m² per via endovenosa, somministrata in infusione singola ogni tre settimane;

    Paclitaxel 80 mg/m² per via endovenosa, somministrato in infusione settimanale;

    Ciclofosfamide 600 mg/m² per via endovenosa, somministrata in infusione singola ogni tre settimane.

    Il ciclo completo di chemioterapia dura tipicamente 12‑16 settimane, a seconda della risposta clinica.

  6. Passaggio 6

    Monitoraggio clinico e di laboratorio durante il trattamento

    Durante il periodo di terapia (sia endocrina sia chemioterapia) Lei effettua visite di controllo ogni 2‑3 settimane.

    Vengono eseguiti esami del sangue per valutare la funzionalità epatica, renale e gli ematociti, oltre a controllare eventuali effetti avversi secondo la classificazione CTCAE v6.0.

  7. Passaggio 7

    Valutazione della risposta tumorale

    Al termine del ciclo neoadiuvante, viene eseguita una risonanza magnetica (RM) o una mammografia per valutare la risposta del tumore al trattamento.

    I risultati della valutazione guidano la decisione chirurgica finale.

  8. Passaggio 8

    Decisione chirurgica e possibile de‑escalation

    Il chirurgo, basandosi sul risultato della risposta tumorale, decide se è possibile passare da una mastectomia a un intervento di conservazione del seno (breast‑conserving surgery) o, per i linfonodi, da una dissezione completa a una biopsia del linfonodo sentinella (sentinel lymph node biopsy).

    Questa decisione è documentata e comparata con la raccomandazione chirurgica iniziale del MDT.

  9. Passaggio 9

    Intervento chirurgico definitivo

    L’intervento viene eseguito secondo il piano stabilito (conservazione del seno o mastectomia, con o senza dissezione linfonodale).

    Il tessuto rimosso viene inviato al laboratorio per l’analisi patologica, che determina la presenza di una risposta patologica completa (pCR) o residui tumorali.

  10. Passaggio 10

    Terapia adiuvante (se necessaria) e follow‑up

    Se la valutazione patologia indica la necessità di ulteriori trattamenti, può essere prescritta una terapia endocrina di mantenimento (stesso inibitore dell’aromatasi usato in neoadiuvanza) per un periodo prolungato.

    Lei partecipa a visite di follow‑up a 6 e 12 mesi dopo l’intervento, durante le quali vengono raccolti dati di sopravvivenza libera da progressione, qualità della vita (QoL) mediante i questionari EORTC QLQ‑C30, QLQ‑BR42 e QLQ‑FA12, e segnalazione di eventuali eventi avversi.

Chi può partecipare allo studio?

16 criteri

  • Donna di età pari o superiore a 18 anni.
  • Funzione del sangue adeguata: conta dei neutrofili ≥1500/mm³, piastrine ≥100 × 10⁹/L, emoglobina ≥8 g/dL (è possibile una trasfusione di sangue per raggiungere questo valore).
  • Funzione renale normale: creatinina sierica ≤1,5 volte il limite superiore normale o clearance della creatinina ≥50 mL/min (formula di Cockcroft‑Gault).
  • Funzione epatica normale: bilirubina totale ≤1,5 volte il limite superiore, AST e ALT ≤3 volte il limite, fosfatasi alcalina ≤2,5 volte il limite (è accettata la sindrome di Gilbert con bilirubina ≤2 volte il limite).
  • Test di gravidanza negativo entro le 2 settimane precedenti (preferibilmente 7 giorni) e uso di contraccezione non ormonale (condom, diaframma, astinenza) fino all’intervento chirurgico; non è permesso l’uso di contraccettivi ormonali.
  • Stato menopausale documentato secondo criteri clinici o di laboratorio.
  • Disponibilità a sottoporsi a chirurgia del seno dopo il trattamento neoadiuvante.
  • Disponibilità a fornire campioni di sangue e tessuto tumorale per lo studio, incluso il test centrale Oncotype Dx.
  • Diagnosi primaria confermata di carcinoma mammario invasivo.
  • Tumore positivo al recettore degli estrogeni (ER) con ≥10 % di cellule positive (secondo linee guida ASCO/CAP); è accettato qualsiasi livello di recettore della progesterone.
  • Tumore HER2‑negative (senza sovra‑espressione del recettore HER2) confermato localmente.
  • Stadio della malattia II‑IIIB secondo la classificazione AJCC (assenza di metastasi a distanza, eccetto eventuali linfonodi della catena mammaria interna rilevati con procedura sentinella).
  • Candidato a ricevere chemioterapia neoadiuvante secondo indicazione del consiglio multidisciplinare tumorale.
  • Non idoneo a chirurgia conservante del seno (BCS) inizialmente, ma potenzialmente idoneo se il tumore si riduce, oppure non candidato a dissezione dei linfonodi sentinella (SLND) per malattia linfonodale clinicamente positiva.
  • Stato di performance ECOG 0‑1 (capacità di svolgere le normali attività quotidiane senza limitazioni).
  • Capacità di deglutire medicinali per via orale.

Chi non può partecipare allo studio?

19 criteri

  • Presenza di metastasi a distanza (stadio IV) o malattia in stadio IIIC: la malattia è già diffusa in altre parti del corpo.
  • Infezione sistemica attiva, come infezione batterica che richiede antibiotici per via endovenosa, infezione fungina o infezione virale nota (ad esempio HIV o epatite B/C attiva).
  • Intolleranza o allergia nota al farmaco sperimentale o ai suoi eccipienti: reazioni avverse al medicinale o agli ingredienti inattivi.
  • Cancro al seno infiammatorio o localmente avanzato non operabile: tumore molto aggressivo o troppo esteso per essere asportato chirurgicamente.
  • Precedente cancro invasivo al seno nello stesso seno (ipsilaterale) in qualsiasi momento.
  • Precedente o contemporaneo cancro invasivo diverso, a meno che non sia uno dei seguenti tipi trattati adeguatamente:
    • carcinoma basocellulare o squamocellulare della pelle;
    • melanoma in situ;
    • carcinoma non invasivo non al seno;
    • carcinoma in situ al seno nello stesso o opposto seno;
    • tumore invasivo non al seno diagnosticato almeno 5 anni fa senza recidiva;
    • carcinoma papillare della tiroide in stadio I;
    • carcinoma della cervice in stadio Ia;
    • carcinoma endometriale in stadio Ia o Ib;
    • tumore borderline o in stadio I dell’ovaio.
    • Storia di malattie cardiovascolari significative, come angina non controllata, pressione alta molto alta (≥ 180/110 mmHg), diabete non controllato, difficoltà respiratoria a riposo, necessità di ossigeno continuo, insufficienza cardiaca grave (classe NYHA III o IV), svenimenti di origine cardiaca, aritmie ventricolari pericolose (tachicardia ventricolare o fibrillazione ventricolare) o arresto cardiaco improvviso.
    • Donne incinte o che allattano; l’allattamento deve essere interrotto prima dell’ingresso nello studio.
    • Condizioni mediche serie o non controllate che, a giudizio del medico, impedirebbero la partecipazione (ad esempio malattia polmonare interstiziale, difficoltà respiratoria grave a riposo o che richiede ossigeno, insufficienza renale grave con clearance della creatinina < 30 ml/min, interventi chirurgici importanti allo stomaco o all’intestino, malattia infiammatoria intestinale come Crohn o colite ulcerosa, o diarrea di grado 2 o superiore).
    • Intervento chirurgico maggiore entro 14 giorni prima dell’inizio dello studio.
    • Uso di un trattamento sperimentale in un altro studio clinico negli ultimi 30 giorni (o 5 volte l’emivita del farmaco, se più lungo) o partecipazione attuale a un altro tipo di ricerca medica incompatibile con questo studio.
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Farmaci in studio

  • Exemestane

    è un farmaco orale che blocca l’azione degli estrogeni, ormoni che possono far crescere alcuni tumori al seno. Nel trial viene usato per ridurre l’attività ormonale nella terapia neoadiuvante.

  • Doxorubicin

    è un chemioterapico somministrato per via endovenosa. Agisce interferendo con il DNA delle cellule tumorali, impedendo loro di crescere e di dividersi. Viene usato come comparatore nella terapia standard.

  • Abemaciclib

    è un farmaco orale che inibisce specifiche proteine (CDK4/6) coinvolte nella crescita delle cellule tumorali. Nel trial è testato insieme alla terapia ormonale per vedere se può eliminare la necessità della chemioterapia tradizionale.

  • Epirubicin

    è un altro chemioterapico somministrato per via endovenosa. Funziona in modo simile al doxorubicina, danneggiando il DNA delle cellule tumorali. È incluso come comparatore nella combinazione di trattamento.

  • Paclitaxel

    è un chemioterapico endovenoso che blocca la divisione cellulare impedendo la formazione del fuso mitotico. Viene usato come parte del regime di comparazione per valutare l’efficacia rispetto alla nuova combinazione.

  • Anastrozole

    è un farmaco orale che riduce la produzione di estrogeni bloccando l’enzima aromatasi. Viene impiegato nella terapia ormonale per trattare i tumori al seno sensibili agli estrogeni.

Che cosa si sa già del trattamento

  • Exemestane

    È una compressa rivestita da assumere per via orale; è un farmaco approvato e ampiamente studiato per il cancro al seno ormonodipendente. Viene usato principalmente per trattare tumori al seno che hanno recettori estrogenici positivi. Agisce bloccando l'enzima aromatasi, riducendo così la produzione di estrogeni che alimentano la crescita tumorale. È classificato come inibitore steroideo dell'aromatasi.

  • Doxorubicin

    Si presenta come una soluzione per infusione da somministrare per via endovenosa; è un farmaco consolidato nella pratica oncologica per diversi tipi di cancro, incluso il carcinoma mammario. È indicato come chemioterapia per tumori solidi avanzati. Il suo meccanismo consiste nell'inserirsi tra i filamenti del DNA e generare radicali liberi, danneggiando le cellule tumorali. È classificato come antibiotico antitumorale della classe degli antraciclinici.

  • Abemaciclib

    È una compressa da assumere per via orale; è un farmaco recentemente approvato per il trattamento del carcinoma mammario ormonodipendente HER2‑negativo. Viene impiegato in combinazione con terapia ormonale per migliorare i risultati nei pazienti con alto rischio di recidiva. Blocca le proteine CDK4 e CDK6, che controllano la divisione cellulare, impedendo la proliferazione delle cellule tumorali. È classificato come inibitore delle chinasi ciclina‑dipendenti (CDK4/6).

  • Epirubicin

    Si tratta di una soluzione per iniezione o infusione endovenosa; è un farmaco noto e utilizzato da tempo nella chemioterapia dei tumori al seno. È indicato per trattare neoplasie mammarie in fase avanzata o preoperatoria. Come altri antraciclinici, si inserisce nel DNA e genera danni ossidativi, portando alla morte delle cellule tumorali. È classificato come antibiotico antitumorale della classe degli antraciclinici.

  • Paclitaxel

    È una soluzione per infusione endovenosa; è un farmaco consolidato nella terapia dei tumori al seno e di altri tumori solidi. Viene usato come chemioterapia neoadiuvante o adiuvante. Il suo meccanismo consiste nel fissare i microtubuli, impedendo la loro disassemblazione e bloccando la divisione cellulare. È classificato come taxano, una classe di agenti antimicrotubulari.

  • Anastrozole

    È una compressa rivestita da prendere per via orale; è un farmaco approvato e ampiamente impiegato per il carcinoma mammario con recettori estrogenici positivi. Viene usato per ridurre la produzione di estrogeni nei pazienti postmenopausali. Inibisce l'enzima aromatasi, bloccando la sintesi degli estrogeni che alimentano il tumore. È classificato come inibitore non steroideo dell'aromatasi.

Malattie studiate

  • Carcinoma mammario

    è una neoplasia che si origina dalle cellule della mammella. Si sviluppa a partire da una proliferazione anomala delle cellule epiteliali del seno. Con il tempo può crescere localmente e, se non contenuta, può estendersi ai tessuti circostanti.

  • Carcinoma mammario recettore estrogenico positivo

    è una forma di tumore della mammella che esprime i recettori per gli estrogeni. La presenza di questi recettori indica che le cellule tumorali possono rispondere agli ormoni estrogeni. Il tumore tende a crescere in risposta a questi ormoni, ma la sua evoluzione rimane principalmente locale fino a quando non avviene una diffusione.

  • Carcinoma mammario HER2 negativo

    è una variante del tumore della mammella priva di sovraespressione della proteina HER2. L'assenza di HER2 influisce sul comportamento biologico della neoplasia, che di solito si sviluppa più lentamente rispetto a forme HER2‑positive. La crescita avviene comunque in maniera locale prima di eventuali metastasi.

  • Carcinoma mammario in stadio II–IIIB

    indica una malattia localmente avanzata, in cui il tumore è più grande o coinvolge i linfonodi regionali, ma non ha ancora metastatizzato a distanza. Nei primi stadi (II) il tumore può essere limitato al seno con coinvolgimento limitato dei linfonodi. Nello stadio IIIB il tumore può estendersi alla parete toracica o alla pelle, ma rimane comunque confinato nella zona toracica.

Dettagli dello studioUltimo aggiornamento 18 ott 2026
Etàda 18 anni in suFaseFase IINumero dello studio2026-525457-37-00Codice del protocolloVIOLETPartecipanti previsti150 personePromotoreIstituto Di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri

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