Oslo Universitetssykehus HF
Centro verificato
Oslo, Norvegia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio valuta persone con multiple myeloma recidivato o refrattario, cioè un tumore del midollo osseo che è tornato dopo un trattamento oppure non ha risposto bene alle cure precedenti. Il trattamento in studio è AZD0120, una terapia con cellule del sistema immunitario modificate in laboratorio per riconoscere e colpire le cellule del tumore. Questo trattamento viene confrontato con i trattamenti standard già usati per questa malattia, come carfilzomib con dexamethasone, daratumumab con dexamethasone e pomalidomide con dexamethasone, oppure bortezomib con dexamethasone.
Lo scopo dello studio è capire se AZD0120 sia più utile e sicuro dei trattamenti standard nel multiple myeloma recidivato o refrattario. Dopo l’assegnazione casuale a uno dei trattamenti, le persone ricevono la terapia prevista e vengono seguite nel tempo con controlli regolari. Durante lo studio si osserva come procede la malattia e se compaiono effetti indesiderati, senza entrare nei dettagli tecnici delle valutazioni.
Le terapie standard usate nello studio includono farmaci per bocca e farmaci dati in vena. Dexamethasone è un cortisone usato per ridurre l’infiammazione e aiutare il controllo della malattia. Pomalidomide, carfilzomib, bortezomib e daratumumab sono farmaci contro il tumore che agiscono in modi diversi per rallentare o fermare la crescita delle cellule malate.
Lo studio si svolge in 9 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è una terapia cellulare CAR-T fatta con cellule del paziente stesso. Le cellule vengono raccolte, modificate in laboratorio per riconoscere due bersagli presenti sulle cellule del mieloma multiplo, BCMA e CD19, e poi reinfuse nel paziente. Nel trial viene confrontata con i trattamenti standard per capire se può controllare meglio la malattia e aiutare a ottenere risposte più profonde e più durature.
è un farmaco usato contro il mieloma multiplo. Si somministra in vena e aiuta a bloccare la crescita delle cellule tumorali. In questo studio fa parte di uno dei trattamenti standard di confronto.
è un anticorpo usato nel mieloma multiplo. Si somministra in vena e aiuta il sistema immunitario a riconoscere e colpire le cellule della malattia. Nel trial viene usato insieme ad altri farmaci come uno dei regimi standard confrontati con AZD0120.
è un farmaco assunto per bocca che aiuta a rallentare la crescita delle cellule del mieloma e a sostenere la risposta del sistema immunitario contro la malattia. Nel trial viene usato in combinazione con altri trattamenti standard.
è un corticosteroide assunto per bocca. Nel mieloma multiplo viene spesso usato insieme ad altri farmaci per aumentare l’effetto del trattamento e ridurre l’infiammazione. In questo studio fa parte dei regimi standard di confronto.
è un farmaco usato nel mieloma multiplo che si somministra in vena. Agisce bloccando processi importanti per la sopravvivenza delle cellule tumorali. Nel trial è uno dei farmaci dei trattamenti standard confrontati con AZD0120.
AZD0120 è una terapia cellulare somministrata per infusione endovenosa, cioè attraverso una vena, sotto forma di soluzione per infusione. È una terapia sperimentale ancora in fase di studio nella letteratura medica e non è ancora un trattamento di uso comune; viene valutata soprattutto nel mieloma multiplo recidivato o refrattario, una forma di tumore del midollo osseo che è tornata o non risponde più bene alle cure. Appartiene alla classe delle terapie CAR-T, cioè cellule T del paziente modificate in laboratorio per riconoscere bersagli presenti sulle cellule tumorali; in questo caso colpisce BCMA e CD19, così da aiutare il sistema immunitario a trovare e distruggere le cellule malate.
Bortezomib si somministra per via endovenosa come soluzione per iniezione, cioè viene dato direttamente in vena da personale sanitario. È un farmaco già ben noto e ampiamente usato nella pratica clinica e nella letteratura, soprattutto nel mieloma multiplo e in alcuni altri tumori del sangue. Appartiene alla classe degli inibitori del proteasoma: blocca una struttura delle cellule che serve a eliminare proteine vecchie o danneggiate, e questo porta le cellule tumorali a stressarsi e morire più facilmente.
Daratumumab si somministra per via endovenosa come soluzione per iniezione. È un medicinale già affermato nella medicina moderna e molto presente nella letteratura, usato soprattutto nel mieloma multiplo, anche quando la malattia è tornata o non risponde alle cure. Appartiene agli anticorpi monoclonali: si lega a una proteina chiamata CD38 presente sulla superficie delle cellule del mieloma e aiuta il sistema immunitario a eliminarle.
Dexamethasone si assume per bocca in compresse. È un farmaco molto noto e ampiamente usato in medicina, con un ruolo importante sia come antinfiammatorio sia come parte di molti schemi contro il mieloma multiplo. Appartiene ai corticosteroidi e agisce entrando nelle cellule e attivando o bloccando alcuni segnali genetici, riducendo l’infiammazione e aiutando anche a rallentare la crescita delle cellule tumorali.
Carfilzomib si somministra per via endovenosa come soluzione per infusione. È un medicinale già conosciuto e presente nella pratica clinica, usato soprattutto nel mieloma multiplo, in particolare quando la malattia torna o non risponde bene ad altri trattamenti. Appartiene agli inibitori del proteasoma e blocca un sistema interno della cellula che ricicla le proteine; quando questo sistema si ferma, le cellule tumorali accumulano sostanze di scarto e vanno incontro a morte.
Pomalidomide si assume per bocca in capsule rigide. È un farmaco già consolidato nella medicina e nella letteratura, impiegato soprattutto nel mieloma multiplo recidivato o refrattario. Appartiene agli immunomodulatori: aiuta il sistema immunitario a reagire meglio contro il tumore e, allo stesso tempo, interferisce con segnali che favoriscono la crescita delle cellule tumorali e la formazione di nuovi vasi che le nutrono.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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