Alexandra Hospital
Centro verificato
Atene, Grecia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda pazienti con Multiple Myeloma appena diagnosticato, cioè un tipo di cancro che colpisce le cellule del sangue prodotte nel midollo osseo. I partecipanti non sono candidati a un trapianto di cellule staminali come prima terapia. Il trattamento sperimentale combina ramantamig, una nuova molecola somministrata sotto la pelle, con daratumumab, un farmaco già usato che agisce sul sistema immunitario per attaccare le cellule tumorali. Il gruppo di confronto riceve, a scelta del medico, una combinazione di bortezomib, lenalidomide e dexamethasone oppure una combinazione di daratumumab, lenalidomide e dexamethasone. Tutti questi farmaci sono già impiegati nella cura del mieloma.
L’obiettivo principale è verificare se la combinazione di ramantamig e daratumumab prolungherà il tempo in cui la malattia non peggiora, indicato come PFS, e aumenterà la percentuale di pazienti che, dopo un anno, raggiungono una MRD-negative complete response, cioè una risposta completa senza tracce rilevabili di cellule tumorali. I partecipanti saranno assegnati in modo casuale a uno dei due regimi terapeutici e seguiranno un periodo di trattamento che comprende diverse cicli di somministrazione, seguiti da visite di controllo per monitorare l’andamento della malattia.
Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è una capsula orale che agisce come modulatore del sistema immunitario. Aiuta a rallentare la crescita delle cellule di mieloma e a migliorare la risposta del corpo contro il tumore.
è una compressa steroidea assunta per via orale. Riduce l’infiammazione e, in combinazione con altri farmaci, può contribuire a distruggere le cellule di mieloma.
è una soluzione per iniezione somministrata per via endovenosa o sottocutanea. È un inibitore del proteasoma, cioè blocca un meccanismo che le cellule tumorali usano per eliminare le proteine danneggiate, provocandone la morte.
è una soluzione iniettabile somministrata sottocutaneamente. È un anticorpo monoclonale che si lega a una proteina chiamata CD38 presente sulla superficie delle cellule di mieloma, segnalandole al sistema immunitario perché le distrugga.
è un anticorpo monoclonale trispecifico sperimentale somministrato sottocutaneamente. È progettato per collegare le cellule T del sistema immunitario alle cellule di mieloma, riconoscendo tre bersagli diversi (CD3, BCMA e un altro recettore), in modo da potenziare l’attacco immunitario contro il tumore.
è una terapia sperimentale che viene data insieme a daratumumab. Si pensa che possa migliorare l’efficacia del trattamento, contribuendo a bloccare la crescita delle cellule di mieloma, anche se il suo meccanismo preciso è ancora in fase di studio.
Il farmaco è disponibile in capsule rigide da assumere per via orale. È un principio già approvato e ampiamente studiato per il trattamento del mieloma multiplo e di alcune sindromi mielodisplastiche. Agisce potenziando l’attività delle cellule immunitarie e bloccando segnali che favoriscono la crescita delle cellule tumorali. Si classifica come immunomodulatore (IMiD).
Viene somministrato sotto forma di compresse da ingerire per via orale. È un corticosteroide ben consolidato nella pratica clinica e usato in numerose patologie infiammatorie e autoimmuni. Nel mieloma multiplo è impiegato per ridurre l’infiammazione e sopprimere l’attività del sistema immunitario, favorendo l’effetto degli altri farmaci. La sua classe è glucocorticoide.
È fornito come soluzione per iniezione sottocutanea. È un anticorpo monoclonale già approvato per il mieloma multiplo e riconosciuto nella letteratura medica. Si lega alla proteina CD38 presente sulle cellule di mieloma, attivando il sistema immunitario a distruggerle. Viene classificato come anticorpo monoclonale antineoplastico.
Si presenta come polvere per soluzione da somministrare per via endovenosa o sottocutanea. È un inibitore del proteasoma approvato e ben documentato nel trattamento del mieloma multiplo. Blocca il processo di degradazione delle proteine all’interno delle cellule tumorali, provocandone la morte. Appartiene alla classe degli inibitori del proteasoma.
Il composto è una soluzione iniettabile da somministrare per via sottocutanea. Si tratta di un anticorpo IgG1 trispecifico ancora in fase di sperimentazione clinica, designato come farmaco orfano. Collega le cellule T del sistema immunitario al recettore CD3, al BCMA e al GPRC5D espressi sulle cellule di mieloma, favorendo un attacco diretto contro il tumore. È classificato come anticorpo monoclonale trispecifico.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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