Hospital General Universitario De Valencia
Centro verificato
Valencia, Spagna
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda pazienti affetti da High-grade Serous Epithelial Ovarian, Primary Peritoneal, or Fallopian Tube Cancer che hanno avuto una ricaduta dopo una chemioterapia a base di platino. Il trattamento sperimentale prevede l’infusione endovenosa di raludotatug deruxtecan (indicato anche come R‑DXd) da solo o in combinazione con altri farmaci anticancro, tra cui carboplatin, paclitaxel, bevacizumab e pembrolizumab. Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e l’efficacia di queste combinazioni nel controllare la crescita del tumore.
I partecipanti riceveranno le infusioni in ospedale secondo un calendario prestabilito, con controlli regolari per verificare eventuali effetti indesiderati e per misurare la risposta del tumore. Gli effetti collaterali saranno registrati e classificati con il sistema CTCAE, che serve a valutare la gravità degli eventi avversi. La risposta del tumore sarà valutata con i criteri RECIST 1.1, che confrontano le dimensioni del tumore prima e dopo il trattamento per capire se il tumore è diminuito, rimasto stabile o è progredito. Durante lo studio verranno effettuati esami clinici, analisi di laboratorio e imaging (come scansioni) per monitorare la salute dei partecipanti.
Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un anticorpo monoclonale che blocca la formazione di nuovi vasi sanguigni che nutrono il tumore. In questo studio viene somministrato per impedire al tumore di ricevere ossigeno e nutrienti, migliorando l’efficacia delle altre terapie con cui è combinato.
è un farmaco chemioterapico. Agisce interferendo con la capacità delle cellule tumorali di dividere il proprio DNA, fermando così la loro crescita e la loro diffusione.
è un altro farmaco chemioterapico. Danneggia il DNA delle cellule cancerose, impedendo loro di replicarsi e portando alla morte delle cellule tumorali.
è un immunoterapia, conosciuta come inibitore del checkpoint immunitario. Aiuta il sistema immunitario del paziente a riconoscere e attaccare le cellule tumorali, potenziando la risposta naturale contro il cancro.
è un nuovo agente investigativo, un anticorpo‑farmaco coniugato. È progettato per riconoscere le cellule tumorali e rilasciare direttamente al loro interno una sostanza che uccide le cellule, riducendo gli effetti su tessuti sani.
è somministrato per via endovenosa come soluzione per infusione. È un farmaco già approvato e ampiamente studiato per il trattamento di diversi tumori solidi. Agisce bloccando una proteina chiamata VEGF, che normalmente aiuta i tumori a creare nuovi vasi sanguigni. È classificato come inibitore dell'angiogenesi, una monoclonale anticorpo.
si dà per via endovenosa mediante infusione. È un chemioterapico consolidato usato in molti tipi di cancro, compresi quelli dell'ovaio. Il suo meccanismo consiste nel legare le strutture chiamate microtubuli, impedendo alle cellule tumorali di dividersi. È classificato come taxano, una classe di agenti antineoplastici.
viene somministrato per via endovenosa come soluzione per infusione. È un farmaco approvato per diversi tumori e fa parte della terapia immunitaria. Blocca la proteina PD‑1 sul sistema immunitario, permettendo alle cellule immunitarie di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. È classificato come inibitore del checkpoint immunitario, una monoclonale anticorpo.
è somministrato per via endovenosa mediante infusione. È un chemioterapico già approvato e usato per tumori come quello ovarico. Funziona legandosi al DNA delle cellule tumorali, impedendo loro di replicarsi correttamente. È classificato come agente alchilante/platinum, una classe di farmaci antineoplastici.
si somministra per via endovenosa come soluzione per infusione. È un farmaco ancora in fase di sperimentazione clinica per il cancro ovarico e correlati. È un coniugato anticorpo‑farmaco che porta una sostanza tossica direttamente alle cellule tumorali, riducendo i danni ai tessuti sani. È classificato come ADC (conjugato anticorpo‑farmaco), una terapia mirata.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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