Centre Hospitalier Universitaire De Bordeaux
Centro verificato
Bordeaux, Francia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda pazienti con heart failure che hanno una ridotta capacità di pompare il sangue (ejection fraction diminuita) e che devono sottoporsi a un intervento di chirurgia cardiaca con cardiopulmonary bypass. I partecipanti hanno già ricevuto, per almeno quattro settimane, farmaci della classe SGLT-2 inhibitor, nello specifico dapagliflozin o empagliflozin, che sono noti per migliorare la funzione cardiaca. L’obiettivo è confrontare due approcci: mantenere il farmaco fino al mattino dell’intervento oppure interromperlo tre giorni prima, per verificare quale strategia riduca meglio i problemi cardiaci dopo l’intervento.
I pazienti verranno assegnati casualmente a uno dei due gruppi e seguiti per circa un mese dopo l’intervento. Durante questo periodo verranno osservati eventuali danni al cuore (rilevati con high-sensitivity troponin I), la comparsa di low cardiac output syndrome, la necessità di rientrare in ospedale per insufficienza cardiaca sinistra, la mortalità, e possibili effetti collaterali rari come euglycaemic ketoacidosis o acute renal failure. La qualità della vita sarà valutata con il questionario EQ5D prima dell’intervento e a 30 giorni, e saranno registrati anche la durata della degenza in terapia intensiva e in ospedale.
Lo studio si svolge in 8 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è una compressa che contiene due farmaci: il metformin, che aiuta a controllare la glicemia riducendo la produzione di glucosio dal fegato, e il dapagliflozin, un inibitore SGLT-2 che fa uscire il glucosio in eccesso attraverso le urine. Nel trial i pazienti che hanno preso questo medicinale per almeno quattro settimane vengono valutati per capire se continuare o interrompere il dapagliflozin prima dell’intervento chirurgico influisce sugli esiti cardiovascolari post‑operatori.
è un farmaco appartenente alla classe degli inibitori SGLT-2. Agisce facendo perdere più zucchero nelle urine, contribuendo così a diminuire i livelli di glucosio nel sangue. Nel contesto dello studio, il suo utilizzo è testato per vedere se mantenerlo fino al giorno dell’intervento chirurgico migliora la salute del cuore rispetto a fermarlo tre giorni prima dell’intervento.
è una compressa combinata che contiene metformin, che riduce la produzione di glucosio nel fegato, e empagliflozin, un altro inibitore SGLT-2 che elimina il glucosio in eccesso attraverso le urine. Lo studio osserva se i pazienti che continuano questo trattamento fino al giorno dell’intervento hanno risultati migliori rispetto a chi lo interrompe qualche giorno prima.
è un inibitore SGLT-2 che aiuta a ridurre la glicemia facendo aumentare l’eliminazione del glucosio nelle urine. Nell’ambito della ricerca, il farmaco viene valutato per capire se la sua continuità fino al momento dell’intervento chirurgico protegge il cuore rispetto a una sospensione anticipata.
La combinazione è disponibile in compresse da assumere per via orale. È un farmaco già approvato e ampiamente studiato per il trattamento del diabete di tipo 2 e, più recentemente, per la gestione dell’insufficienza cardiaca. Il metformin riduce la produzione di glucosio dal fegato, mentre il dapagliflozin blocca il riassorbimento del glucosio nei reni, favorendo la sua eliminazione con l’urina. Appartiene alle classi dei biguanidi (metformin) e degli inibitori SGLT‑2 (dapagliflozin).
Si presenta sotto forma di compresse da assumere per via orale. È un farmaco approvato per il diabete di tipo 2 e per la riduzione del rischio di peggioramento dell’insufficienza cardiaca. Agisce impedendo al rene di riassorbire il glucosio, così che il glucosio viene eliminato con l’urina. È classificato come inibitore SGLT‑2.
La combinazione è fornita come compresse da prendere per via orale. È un farmaco già autorizzato per il diabete di tipo 2 e per il trattamento dell’insufficienza cardiaca. Il metformin diminuisce la produzione di glucosio dal fegato, mentre l’empagliflozin blocca il riassorbimento renale del glucosio, aumentando la sua escrezione. Rientra nelle classi dei biguanidi (metformin) e degli inibitori SGLT‑2 (empagliflozin).
Si tratta di compresse da assumere per via orale. È approvato per il diabete di tipo 2 e per migliorare la prognosi nei pazienti con insufficienza cardiaca. Funziona bloccando il trasporto del glucosio nei reni, così il glucosio viene espulso con l’urina. È classificato come inibitore SGLT‑2.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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