Amsterdam UMC
Centro verificato
Amsterdam, Paesi Bassi
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Il chronic graft-versus-host disease (cGVHD) è una patologia in cui le cellule immunitarie del donatore, introdotte durante un trapianto di midollo osseo o di cellule staminali, attaccano i tessuti del ricevente, provocando infiammazione e danni in vari organi. La sperimentazione coinvolge pazienti di età pari o superiore a 12 anni che non hanno risposto o hanno avuto recidiva dopo due‑cinque cicli di systemic therapy. Il farmaco in fase di valutazione è il belumosudil, somministrato per via orale, e viene confrontato con la best available therapy, che comprende farmaci già usati per questa condizione, quali sirolimus, ibrutinib, everolimus, imatinib mesilate, rituximab, carfilzomib, pentostatin, methotrexate sodium, bortezomib, ixazomib citrate e mycophenolate mofetil.
Lo scopo dello studio è verificare se il belumosudil è più efficace della terapia standard in termini di overall response rate a 24 settimane. I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi: uno riceve il farmaco in compresse, l’altro segue la terapia standard con uno dei medicinali elencati. Il periodo di trattamento dura circa sei mesi, con visite periodiche per controllare i sintomi della malattia, l’uso di corticosteroidi, gli eventuali effetti indesiderati e il benessere generale. Durante il follow‑up si registra se la condizione migliora, peggiora o rimane stabile, senza introdurre nuovi trattamenti sistemici fino alla fine della valutazione.
Lo studio si svolge in 9 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco che agisce come immunosoppressore, cioè riduce l’attività del sistema immunitario. Viene usato per limitare la risposta immunitaria che può causare il rigetto dei trapianti e, in questo studio, è uno dei trattamenti disponibili come terapia di confronto per la malattia graft versus host cronica.
è un inibitore della tirosina chinasi che blocca specifici segnali cellulari coinvolti nella crescita delle cellule del sistema immunitario. È impiegato per trattare alcune forme di leucemia e, in questo contesto, è considerato una possibile opzione per gestire la cGVHD.
è un altro immunosoppressore che agisce in modo simile al sirolimus, riducendo l’attività delle cellule immunitarie. Viene utilizzato come terapia di confronto per aiutare a controllare l’infiammazione nella cGVHD.
è un farmaco inibitore della tirosina chinasi che blocca la crescita di alcune cellule del sangue. È stato approvato per diverse malattie oncologiche e, in questo studio, è incluso tra le terapie di confronto per la cGVHD.
è un anticorpo monoclonale che elimina le cellule B, un tipo di globuli bianchi coinvolti nella risposta immunitaria. Viene somministrato per infusione e può aiutare a ridurre l’attività anomala del sistema immunitario nella cGVHD.
è un inibitore del proteasoma somministrato per infusione. Agisce bloccando la degradazione delle proteine all’interno delle cellule, riducendo così la proliferazione delle cellule immunitarie che possono danneggiare i tessuti nei pazienti con cGVHD.
Questo farmaco si assume per bocca sotto forma di compressa ed è un medicinale approvato utilizzato principalmente per prevenire il rigetto dei trapianti d'organo. Agisce bloccando una proteina chiamata mTOR, che aiuta a impedire alle cellule immunitarie di diventare iperattive. Il sirolimus appartiene alla classe degli inibitori di mTOR ed è riportato nella letteratura medica come agente immunosoppressore standard.
L'ibrutinib è una compressa orale approvata per diversi tumori del sangue, come la leucemia linfatica cronica. Blocca un enzima chiamato tirosin-chinasi di Bruton, rallentando la crescita delle cellule B maligne. Il farmaco è classificato come inibitore della BTK (tirosin-chinasi di Bruton) ed è ampiamente citato nelle linee guida per il trattamento dei tumori.
L'everolimus si assume per bocca ed è approvato per prevenire il rigetto dei trapianti d'organo e per trattare alcuni tumori. Anch'esso blocca la via di mTOR, riducendo l'attività delle cellule immunitarie e tumorali. Questo farmaco fa parte della classe degli inibitori di mTOR ed è ben documentato nell'attuale pratica medica.
L'imatinib mesilato è disponibile in compresse orali ed è approvato per la leucemia mieloide cronica e per alcuni tumori gastrointestinali. Blocca una proteina chiamata tirosin-chinasi BCR‑ABL, impedendo alle cellule tumorali di moltiplicarsi. L'imatinib è un inibitore delle tirosin-chinasi e ha la designazione di farmaco orfano per il suo impiego nelle malattie rare.
Il rituximab viene somministrato come soluzione per infusione ed è un anticorpo monoclonale approvato, utilizzato per alcuni linfomi e per alcune malattie autoimmuni. Si lega a un marcatore chiamato CD20 presente sulle cellule B, portando alla loro eliminazione dal sangue. Il farmaco appartiene alla classe degli anticorpi monoclonali anti‑CD20 e ha lo status di farmaco orfano per alcune condizioni rare.
Il carfilzomib viene somministrato mediante infusione endovenosa ed è approvato per il trattamento del mieloma multiplo. Agisce bloccando in modo permanente il proteasoma, una struttura cellulare che degrada le proteine, provocando la morte delle cellule tumorali. Questo farmaco è classificato come inibitore del proteasoma ed è ampiamente utilizzato in oncoematologia.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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