Herlev Hospital
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Herlev, Danimarca
Malattie rare
Molecole in studio
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Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda pazienti con Incidental Subsegmental Pulmonary Embolism diagnosticata incidentalmente, cioè scoperta per caso durante esami di routine, e con cancer. Questa condizione è una piccola formazione di coagulo di sangue nei vasi dei polmoni, che può aumentare il rischio di problemi respiratori e di complicazioni legate alla malattia.
Ai partecipanti verrà assegnato, in modo casuale, o un anticoagulante orale come edoxaban o apixaban o rivaroxaban, oppure un anticoagulante iniettabile come dalteparin, tinzaparin o enoxaparin, oppure non verrà somministrato alcun farmaco (placebo). Lo scopo dello studio è confrontare l’inizio di un trattamento anticoagulante con la decisione di non trattare.
I partecipanti saranno seguiti per diversi mesi con visite regolari in cui verranno effettuati esami di imaging (come una radiografia o una TAC) per verificare la presenza o la scomparsa del coagulo, e verranno raccolte informazioni su eventuali sanguinamenti, sulla necessità di interrompere le terapie oncologiche e sulla qualità della vita attraverso questionari semplici. Durante il periodo di osservazione, i medici registreranno eventuali eventi importanti come decessi, nuovi coaguli o sanguinamenti gravi.
Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco anticoagulante che si prende per via orale. Aiuta a prevenire la formazione di nuovi coaguli di sangue bloccando un fattore specifico della coagulazione. Nel trial viene usato per valutare se l’inizio del trattamento anticoagulante può ridurre i rischi di complicazioni nei pazienti oncologici con embolia polmonare subsegmentale.
è un anticoagulante somministrato mediante iniezione sottocutanea. Rallenta la capacità del sangue di formare coaguli, riducendo il rischio di ulteriori embolie. Nel contesto dello studio è uno dei farmaci testati per capire se avviare una terapia anticoagulante è più sicuro rispetto a non trattare.
è un altro anticoagulante iniettabile sotto la pelle. Funziona in modo simile al dalteparin, impedendo al sangue di coagularsi e quindi prevenendo nuovi episodi di embolia. Viene valutato nello studio per confrontare i benefici e i rischi dell’anticoagulazione rispetto all’osservazione.
è un anticoagulante orale che agisce bloccando un fattore della coagulazione, riducendo la probabilità di formazione di coaguli. Nel trial è usato per verificare se l’assunzione di questo farmaco può migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti con cancro e embolia polmonare.
è un anticoagulante somministrato tramite iniezione sottocutanea. Aiuta a prevenire la formazione di nuovi coaguli di sangue. Nel contesto della ricerca, serve a confrontare l’efficacia dell’inizio del trattamento anticoagulante rispetto a non trattare i pazienti.
è un anticoagulante orale che impedisce al sangue di formare coaguli bloccando un fattore chiave della coagulazione. Viene testato nello studio per capire se l’avvio di questa terapia può ridurre la mortalità e le complicazioni emorragiche nei pazienti oncologici con embolia polmonare subsegmentale.
È una compressa da assumere per via orale, solitamente da 60 mg. È un farmaco approvato e molto usato per prevenire la formazione di coaguli, ad esempio in pazienti con fibrillazione atriale o dopo interventi chirurgici. Agisce bloccando direttamente il fattore Xa, una proteina chiave nella coagulazione del sangue. È classificato come anticoagulante orale diretto (DOAC).
Si somministra per via sottocutanea, in iniezioni di circa 18 000 UI/kg. È un eparina a basso peso molecolare (LMWH) già approvata e comunemente impiegata per prevenire e trattare trombosi venose, soprattutto nei pazienti oncologici. Potenzia l’attività dell’antitrombina, inibendo il fattore Xa e riducendo la formazione di coaguli. È classificato come eparina a basso peso molecolare.
Viene iniettato sottocutaneamente, di solito 175 UI/kg. È un LMWH approvato per la prevenzione e il trattamento della trombosi venosa profonda e dell’embolia polmonare. Funziona aumentando l’effetto dell’antitrombina sul fattore Xa, impedendo così la formazione di coaguli. È classificato come eparina a basso peso molecolare.
È una compressa da assumere per via orale, tipicamente da 20 mg. È un farmaco approvato per la prevenzione di ictus in fibrillazione atriale e per il trattamento delle trombosi venose. Blocca direttamente il fattore Xa, interrompendo il processo che porta alla formazione del coagulo. È classificato come anticoagulante orale diretto (DOAC).
Si somministra per via sottocutanea, in dosi di circa 2 mg/kg. È un LMWH già autorizzato per la prevenzione e il trattamento di coaguli, soprattutto dopo interventi chirurgici o in presenza di tumore. Agisce potenziando l’antitrombina e inibendo il fattore Xa, riducendo così il rischio di coaguli. È classificato come eparina a basso peso molecolare.
È una compressa orale da 30 mg, contenente anche lattosio come eccipiente. È un anticoagulante diretto già approvato per il trattamento e la prevenzione di trombosi venose e per la prevenzione di ictus in fibrillazione atriale. Inibisce direttamente il fattore Xa, limitando la formazione di coaguli. È classificato come anticoagulante orale diretto (DOAC).
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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