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Alteplase nei trial clinici: studi su ictus, embolia polmonare, infezioni pleuriche e altre condizioni

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In breve

Questo articolo riassume i trial clinici che stanno studiando Alteplase. I trial valutano soprattutto efficacia e sicurezza in diverse condizioni, come ictus ischemico, embolia polmonare, infezioni pleuriche e congelamento degli arti. I pazienti coinvolti variano in base alla malattia, alla fase dello studio e agli obiettivi misurati.

Punti chiave

  • Nei trial forniti, Alteplase viene studiato in molte situazioni acute, soprattutto ictus ischemico ed embolia polmonare. La maggior parte degli studi è in fase 3, quindi mira a confrontare il trattamento con la cura standard o con altre strategie. I pazienti inclusi variano: alcuni hanno ictus con occlusione di un vaso grande, altri embolia polmonare a rischio intermedio-alto, altri ancora infezioni pleuriche o congelamento grave. Gli esiti più comuni riguardano disabilità funzionale, sopravvivenza, recidiva della malattia e, in alcuni studi, amputazioni o miglioramento della vista. In alcuni trial Alteplase è usato da solo, mentre in altri è combinato con procedure come trombectomia meccanica o trattamenti pleurici.

Panoramica dei trial su Alteplase

I trial forniti studiano Alteplase in diversi contesti clinici, quasi sempre in studi interventistici, cioè studi in cui i ricercatori assegnano un trattamento e osservano gli effetti. La maggior parte degli studi è in fase 3, mentre uno è in fase 2. Gli obiettivi principali sono capire se Alteplase migliora gli esiti clinici, se è sicuro in gruppi specifici di pazienti e come si confronta con altre cure o procedure.

Trial nell’ictus ischemico

Molti studi su Alteplase riguardano l’ictus ischemico acuto, una condizione in cui un vaso del cervello si chiude e il sangue non arriva bene al tessuto cerebrale. In questi trial, Alteplase viene valutato in pazienti con ictus trattati entro finestre di tempo precise o in combinazione con altre procedure, come la trombectomia meccanica.

Nel trial SIFT, i ricercatori confrontano il miglioramento neurologico precoce tra pazienti trattati con trombolisi endovenosa e pazienti con la cura standard, in persone con ictus ischemico acuto che assumono inibitori del fattore Xa. L’esito principale è il miglioramento neurologico precoce, misurato con la NIHSS, una scala che valuta la gravità dei sintomi dell’ictus.

Nel trial CHOICE2TRIAL, Alteplase viene studiato come trattamento aggiuntivo alla trombectomia meccanica in pazienti con ictus acuto e ricanalizzazione quasi completa o completa di un vaso prossimale. L’obiettivo è vedere se questa aggiunta migliora la funzione a 90 giorni, misurata con la Modified Rankin Scale (mRS).

Nel trial sull’infusione intra-arteriosa durante trombectomia meccanica, il trattamento viene valutato in persone con ictus acuto da occlusione di grosso vaso nella circolazione anteriore. Anche qui l’esito principale è la quota di pazienti con mRS 0-1, cioè con disabilità assente o minima.

Nel trial STROACT, i ricercatori studiano la sicurezza della trombolisi endovenosa con rtPA in pazienti con ictus ischemico acuto che assumono anticoagulanti orali diretti e che hanno ricevuto un antidoto specifico per annullarne l’effetto. Questo studio ha sia una parte interventistica, che osserva eventi trombotici e decessi, sia una parte osservazionale, che valuta gli esiti funzionali a 90 giorni con la mRS.

Nel trial DO-IT, Alteplase o tenecteplase vengono confrontati con la cura standard in pazienti con ictus ischemico acuto e recente assunzione di anticoagulanti orali diretti. L’esito principale è la funzione a 90 giorni, misurata con la mRS come analisi di distribuzione dei punteggi.

Nel trial sull’occlusione dell’arteria basilare, Alteplase è parte del confronto con tenecteplase e con la cura standard in pazienti con ictus ischemico acuto da occlusione basilare. Lo studio vuole capire quale strategia porti più spesso a un buon recupero funzionale a 3 mesi, definito come mRS 0-1 o ritorno al livello di disabilità precedente.

Nel trial 2023-506935-14-01, l’uso intra-arterioso di Alteplase viene testato dopo una riperfusione già riuscita in pazienti con ictus da occlusione di grosso vaso nella circolazione anteriore. L’obiettivo è vedere se la trombolisi aggiuntiva migliora il risultato funzionale a 90 giorni, misurato con la mRS.

Nel trial ASSET, Alteplase compare nel gruppo di trattamento standard per l’ictus ischemico, mentre lo studio valuta la sicurezza e l’efficacia di un altro trattamento aggiunto nella fase acuta. L’esito principale è ancora un miglioramento della distribuzione dei punteggi mRS, cioè una migliore funzione dopo l’ictus.

Trial nell’embolia polmonare

Alteplase viene studiato anche nell’embolia polmonare, una ostruzione di un’arteria del polmone da parte di un coagulo. In questi studi l’obiettivo è ridurre il carico del trombo e prevenire il peggioramento clinico o la morte.

Nel trial PEITHO-3, i ricercatori valutano una dose ridotta di terapia trombolitica in pazienti con embolia polmonare acuta a rischio intermedio-alto. L’esito primario è un composito di morte per qualsiasi causa, scompenso emodinamico o recidiva confermata di embolia polmonare entro 30 giorni.

Nel trial STRATIFY II, Alteplase a basso dosaggio viene confrontato con eparina e con embolectomia percutanea in pazienti con embolia polmonare acuta a rischio intermedio-alto. Lo studio misura la riduzione del modified Miller score, un punteggio che descrive quanto è esteso il trombo e quanto sangue passa nei rami arteriosi del polmone.

Nel trial di trombolisi guidata da catetere, Alteplase viene confrontato con la terapia anticoagulante standard in pazienti con embolia polmonare acuta a rischio intermedio-alto. Gli esiti principali includono morte, recidiva di embolia polmonare e scompenso cardiorespiratorio entro 7 giorni.

Trial in altre condizioni

Alteplase non viene studiato solo nell’ictus e nell’embolia polmonare. In un trial sul congelamento degli arti, i ricercatori confrontano Alteplase con iloprost nei casi gravi, con l’obiettivo di ridurre le amputazioni distali e valutare anche la funzione a lungo termine.

Nel trial TIGER, Alteplase viene usato per l’emorragia submaculare secondaria a degenerazione maculare essudativa, insieme ad altre procedure come vitrectomia, gas SF6 e anti-VEGF intravitreale. L’esito principale è il guadagno di almeno 10 lettere ETDRS nella migliore acuità visiva corretta a 12 mesi, cioè un miglioramento misurabile della vista.

Nel trial NCT04095676, Alteplase viene studiato per l’empiema pleurico, confrontando fibrinolisi intrapleurica e DNase con la chirurgia toracica videoassistita. Il riassunto dello studio indica che si vuole capire se la chirurgia iniziale sia superiore al drenaggio nei pazienti con empiema pleurico.

Nel trial EPISSOC, Alteplase fa parte del trattamento delle infezioni pleuriche complicate, confrontato con una strategia di irrigazione pleurica precoce e con la cura standard. L’esito principale è il fallimento del trattamento entro 30 giorni, definito da morte, necessità di chirurgia toracica o ulteriore terapia enzimatica intrapleurica.

Esiti misurati nei trial

Gli esiti principali cambiano in base alla malattia studiata, ma alcuni temi si ripetono spesso.

  • Funzione dopo ictus: molti studi misurano la mRS a 90 giorni o a 3 mesi, perché questo indica quanto il paziente riesce a vivere in modo autonomo dopo il trattamento.
  • Miglioramento neurologico precoce: in alcuni studi si guarda se i sintomi dell’ictus migliorano già nelle prime 24 ore, usando la NIHSS.
  • Sopravvivenza e complicanze: negli studi sull’embolia polmonare si valutano morte, peggioramento emodinamico e recidiva dell’embolia.
  • Amputazioni: nel congelamento grave degli arti si osserva il livello di amputazione distale e anche la funzione a lungo termine.
  • Vista: nello studio TIGER il risultato principale è il recupero visivo misurato con le lettere ETDRS.
  • Fallimento del trattamento: negli studi sulle infezioni pleuriche si valuta se serve chirurgia o un ulteriore trattamento dopo la prima strategia scelta.

Chi può partecipare

I pazienti inclusi nei trial hanno condizioni molto specifiche, per esempio ictus ischemico acuto, embolia polmonare a rischio intermedio-alto, congelamento grave degli arti o infezioni pleuriche complicate.

Alcuni studi richiedono che il trattamento inizi entro poche ore dall’esordio dei sintomi, come nel trial SIFT e in altri studi sull’ictus acuto. Altri includono pazienti già trattati con procedure come trombectomia meccanica o con anticoagulanti orali diretti, perché vogliono capire se Alteplase è utile in situazioni più complesse.

Come leggere questi studi

Quando si legge un trial su Alteplase, è utile guardare tre elementi: la condizione studiata, il gruppo di confronto e l’endpoint primario, cioè il risultato principale che lo studio vuole misurare. Molti studi confrontano Alteplase con la cura standard, con un altro farmaco o con una procedura diversa, per capire quale strategia offre il miglior equilibrio tra beneficio e rischio.

Alcuni trial sono non inferiority, cioè cercano di vedere se Alteplase non è peggiore di un’altra terapia di riferimento di una quantità clinicamente importante. Altri sono studi di superiorità, che vogliono dimostrare che una strategia è migliore di un’altra.

Domande frequenti

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