Oslo Universitetssykehus HF
Centro verificato
Oslo, Norvegia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
La Juvenile Idiopathic Arthritis è una malattia infiammatoria cronica che colpisce le articolazioni dei bambini, provocando dolore, gonfiore e difficoltà di movimento. Per trattare questa condizione si utilizzano farmaci chiamati TNF alpha inhibitor, che bloccano una sostanza del corpo responsabile dell’infiammazione. Tra i farmaci studiati ci sono golimumab, etanercept e adalimumab, tutti somministrati mediante iniezione sottocutanea.
L’obiettivo principale è valutare se interrompere gradualmente il farmaco rispetto al mantenere la dose stabile possa influire sul rischio di una ricomparsa della malattia, chiamata “flare”, nei bambini e negli adolescenti che hanno avuto una remissione prolungata.
I partecipanti, che hanno mostrato inattività della malattia per almeno dodici mesi, verranno assegnati a caso a due gruppi: uno continuerà a ricevere la stessa dose del farmaco, l’altro seguirà un percorso di riduzione fino all’interruzione. Durante i successivi dodici mesi saranno effettuati controlli regolari per valutare la presenza di sintomi, il numero di articolazioni coinvolte e l’eventuale ritorno dell’attività della malattia.
Lo studio si svolge in 6 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco che blocca una proteina chiamata TNF‑alpha, coinvolta nell’infiammazione. Viene somministrato mediante iniezione sottocutanea (sotto la pelle) e aiuta a mantenere inattiva la forma giovanile di artrite idiopatica, riducendo il rischio di riacutizzazioni. Nel trial i partecipanti continuano a ricevere questo farmaco senza cambiare la dose, per confrontarlo con un gruppo in cui la dose viene gradualmente ridotta.
è un altro inibitore del TNF‑alpha che si inietta sottocutaneamente. Interferisce con l’azione della TNF‑alpha, diminuendo l’infiammazione e mantenendo sotto controllo i sintomi dell’artrite idiopatica giovanile. Nel contesto dello studio, i pazienti continuano a usare etanercept al dosaggio stabile oppure ricevono una riduzione progressiva della dose per valutare l’effetto sul ritorno della malattia.
è anch’esso un inibitore del TNF‑alpha somministrato per iniezione sottocutanea. Agisce riducendo l’infiammazione e mantenendo l’artrite in stato di inattività nei giovani pazienti. Nel trial, alcuni partecipanti continuano a ricevere adalimumab alla dose abituale, mentre altri hanno la dose diminuita gradualmente per capire se è possibile sospendere il trattamento senza aumentare il rischio di flare.
Si somministra mediante iniezione sottocutanea, in soluzione per iniezione preconfezionata da 50 mg, di solito una volta al mese. È un farmaco già approvato e ampiamente studiato per artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondilite anchilosante e artrite idiopatica giovanile. Agisce legandosi alla proteina TNF‑α, bloccandone l’effetto infiammatorio. È classificato come inibitore del TNF‑α, anticorpo monoclonale.
Viene dato per iniezione sottocutanea, in soluzione preconfezionata da 25 mg o 50 mg, tipicamente una volta alla settimana. È un medicinale approvato per artrite reumatoide, artrite idiopatica giovanile, psoriasi e altre malattie infiammatorie. Funziona come un “recettore finto” che cattura il TNF‑α e il TNF‑β, riducendo così l’infiammazione. È classificato come inibitore del TNF‑α, proteina di fusione.
Si somministra tramite iniezione sottocutanea, in soluzione preconfezionata da 20 mg o 40 mg, solitamente ogni due settimane. È un farmaco già in uso per artrite reumatoide, artrite idiopatica giovanile, malattia di Crohn e altre condizioni autoimmuni. Blocca il TNF‑α legandosi direttamente a questa molecola, impedendone l’azione infiammatoria. È classificato come inibitore del TNF‑α, anticorpo monoclonale.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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