Istituto Europeo Di Oncologia S.r.l.
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Milano, Italia
Malattie rare
Molecole in studio
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Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda pazienti con cancro ovarico seroso ad alto grado, cancro delle tube di Falloppio o cancro peritoneale primario che non rispondono più ai trattamenti a base di platino e che mostrano presenza della proteina Cyclin E1.
I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a ricevere oppure azenosertib (ZN-c3; KP-2638) per via orale, oppure una delle terapie di scelta dell'investigatore, che includono topotecan, Gemcitabine, Doxorubicin e paclitaxel, somministrate mediante infusione endovenosa. Per ridurre gli effetti collaterali di nausea, vengono utilizzati palonosetron e netupitant.
Lo scopo dello studio è valutare la sopravvivenza libera da progressione (PFS), cioè il periodo in cui il tumore non peggiora. I pazienti assumono il farmaco per cicli di alcune settimane, seguiti da visite di controllo per monitorare la risposta del tumore e la comparsa di eventuali effetti indesiderati. La durata complessiva dello studio prevede un periodo di trattamento seguito da un follow‑up per osservare gli esiti a lungo termine.
Lo studio si svolge in 9 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco chemioterapico somministrato attraverso una infusione endovenosa. Nel contesto di questo studio, il topotecan è usato come uno dei trattamenti di confronto, cioè uno dei farmaci standard che il medico può scegliere di dare ai pazienti per confrontarlo con il nuovo farmaco in prova. Serve a valutare se il nuovo trattamento è più efficace o ha meno effetti indesiderati rispetto a questa terapia tradizionale.
è il farmaco sperimentale che viene testato nello studio. Viene assunto per via orale sotto forma di compressa rivestita. L’obiettivo è capire se, rispetto alle terapie di confronto, l’azenoseritib può prolungare il tempo in cui la malattia non peggiora (progressione della malattia) nei pazienti con tumori dell’ovaio, del peritoneo o della tuba di Falloppio resistenti al platino. È il trattamento “test” del trial.
è un altro farmaco chemioterapico somministrato per infusione endovenosa. È incluso tra le opzioni di scelta dell’investigatore come terapia di confronto. La gemcitabina è usata da tempo per trattare diversi tipi di tumori e, in questo studio, serve a confrontare la sua efficacia con quella dell’azenoseritib.
è una combinazione di due farmaci, palonosetron e netupitant, contenuti in capsule dure. Viene dato per via orale e ha lo scopo di prevenire nausea e vomito che spesso accompagnano la chemioterapia. Nel trial, Akynzeo è usato come terapia di supporto per tutti i pazienti, indipendentemente dal farmaco di chemioterapia ricevuto, per migliorare il loro comfort durante il trattamento.
è un agente chemioterapico somministrato per infusione endovenosa. È una delle opzioni di trattamento che il medico può scegliere come confronto al nuovo farmaco. La doxorubicina è conosciuta per la sua capacità di interferire con la crescita delle cellule tumorali.
è un farmaco chemioterapico dato anch’esso per infusione endovenosa. Come la doxorubicina e gli altri farmaci di confronto, il paclitaxel è disponibile per il medico come alternativa standard da confrontare con l’azenoseritib nello studio. Aiuta a valutare se il nuovo trattamento offre vantaggi rispetto a questa terapia consolidata.
è somministrato per via endovenosa in infusione, tipicamente in dose di 4 mg/m². È un farmaco già approvato e ampiamente studiato nella letteratura oncologica. Viene usato principalmente per trattare tumori ovarici e altri tumori solidi resistenti a trattamenti precedenti. Agisce inibendo un enzima chiamato topoisomerasi I, bloccando la capacità delle cellule tumorali di replicare il loro DNA; è classificato come agente antitumorale alchilante.
è una compressa rivestita da 400 mg da assumere per via orale. È un farmaco sperimentale attualmente in fase di studi clinici avanzati per tumori ginecologici. È indicato per pazienti con cancro ovarico ad alta aggressività che mostrano una certa caratteristica molecolare. Blocca una proteina chiamata CHK1, impedendo alle cellule tumorali di riparare danni al DNA; appartiene alla classe degli inibitori delle chinasi.
si somministra tramite infusione endovenosa, generalmente a 1000 mg/m². È un farmaco consolidato e presente in numerosi studi clinici per vari tumori solidi. È usato soprattutto per trattare cancro al pancreas, alla vescica e alcuni tumori ovarici. Interferisce con la sintesi del DNA bloccando gli enzimi che lo costruiscono, ed è classificato come antimetabolita antitumorale.
è una capsula rigida da 300 mg contenente due principi attivi, palonosetron e netupitant, da assumere per via orale. È un medicinale già approvato e ampiamente usato per prevenire nausea e vomito causati dalla chemioterapia. Viene impiegato per migliorare il benessere dei pazienti sottoposti a trattamenti oncologici. Palonosetron blocca i recettori della serotonina, mentre netupitant blocca i recettori della sostanza P, entrambi riducendo i segnali che provocano nausea; è classificato come antiemetico combinato.
viene somministrato per via endovenosa in infusione, con una dose tipica di 40 mg/m². È un farmaco ben noto e presente da decenni nella pratica oncologica. È indicato per numerosi tumori solidi, inclusi il cancro al seno, al sarcoma e alcuni tumori ovarici. Agisce inserendosi nel DNA e impedendo la sua replicazione, ed è classificato come antibiotico antitumorale della famiglia delle antracicline.
è somministrato per via endovenosa, di solito a 80 mg/m² per infusione. È un farmaco consolidato e ampiamente studiato per diversi tumori solidi. È usato principalmente per cancro al seno, alla ovulazione e al polmone. Stabilizza le fibre di tubulina impedendo la divisione cellulare, e appartiene alla classe degli agenti antimitotici.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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