Klinikum der Universitaet Muenchen AöR
Centro verificato
Monaco di Baviera, Germania
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda il cancro ai polmoni non a piccole cellule (NSCLC) in fase avanzata (stadio IV) che presenta un alto carico tumorale e una marcata espressione di PD‑L1 alta, un indicatore biologico che può influenzare la risposta alle terapie. I partecipanti potranno ricevere una combinazione di Tislelizumab, un farmaco immunoterapico, insieme a una chemioterapia a base di platino che può includere pemetrexed, paclitaxel albumin‑bound, cisplatin, carboplatin, pembrolizumab o paclitaxel, tutti somministrati per via endovenosa in dosi specifiche.
Lo scopo principale è valutare se l’aggiunta della chemioterapia al farmaco immunoterapico può prolungare la survival libera da progressione, cioè il periodo in cui il paziente vive senza che il tumore peggiori o senza decesso per qualsiasi causa. Dopo l’arruolamento, i pazienti saranno assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi di trattamento e seguiranno un ciclo di infusioni periodiche in ambito ospedaliero, con controlli regolari per monitorare la risposta del tumore e la tollerabilità della terapia; al termine del trattamento verranno effettuati ulteriori controlli per valutare la durata della risposta e la qualità della vita.
Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco immunoterapico che blocca una proteina chiamata PD‑1, permettendo al sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Nel trial viene somministrato per via endovenosa e viene testato sia da solo sia in combinazione con la chemioterapia per capire se l’aggiunta della chemioterapia migliora la durata della risposta della malattia.
è un farmaco chemioterapico che interferisce con la sintesi del DNA nelle cellule tumorali, impedendone la crescita. Viene infuso per via endovenosa e fa parte del regime di chemioterapia combinato con un farmaco a base di platino e, talvolta, con l’immunoterapia.
è una forma di paclitaxel legata a particelle di albumina, il che permette una migliore penetrazione nel tumore. Viene somministrato per via endovenosa e fa parte della combinazione chemioterapica usata insieme al farmaco a base di platino e, se previsto, con l’immunoterapia.
è un farmaco chemioterapico a base di platino che danneggia il DNA delle cellule tumorali, impedendone la replicazione. Viene dato per via endovenosa e viene usato nella combinazione con altri farmaci per valutare l’effetto dell’aggiunta della chemioterapia all’immunoterapia.
è un altro farmaco chemioterapico a base di platino, simile al cisplatino ma con un profilo di effetti collaterali diverso. Viene infuso per via endovenosa e costituisce il componente di platino nella terapia combinata studiata nel trial.
è un altro immunoterapico che blocca la proteina PD‑1, simile al tislelizumab. Viene somministrato per via endovenosa e può essere usato come confronto o come parte dell’armonia immunoterapica per valutare il suo effetto da solo rispetto alla combinazione con chemioterapia.
È somministrato per infusione endovenosa come soluzione concentrata. È un farmaco già approvato e molto studiato per diversi tumori, tra cui il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC). Agisce bloccando la proteina PD‑1, permettendo al sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. È classificato come inibitore del checkpoint immunitario anti‑PD‑1.
Si somministra per infusione endovenosa in soluzione. È un farmaco approvato per il trattamento del NSCLC e del mesotelioma e ampiamente descritto in letteratura oncologica. Inibisce gli enzimi coinvolti nella sintesi del DNA, interrompendo la crescita delle cellule tumorali. È classificato come antimetabolita, in particolare antifolato.
Viene dato per infusione endovenosa come soluzione contenente paclitaxel legato all'albumina. È un farmaco approvato per NSCLC, cancro al seno e altri tumori solidi, con numerosi studi disponibili. Stabilizza i microtubuli delle cellule, impedendo loro di dividersi correttamente. È classificato come taxano, inibitore dei microtubuli.
Si somministra per infusione endovenosa in forma di soluzione. È un agente alchilante a base di platino approvato per molti tumori solidi, incluso il NSCLC, ed è ben documentato nella letteratura. Forma legami incrociati tra le catene di DNA, bloccando la replicazione cellulare. È classificato come composto a base di platino, agente alchilante.
Viene somministrato per infusione endovenosa come soluzione. È un farmaco di uso comune per NSCLC, tumori ovarici e altri, con ampia evidenza clinica. Agisce creando legami tra le basi del DNA, impedendo la divisione delle cellule tumorali. È classificato come agente a base di platino.
È somministrato per infusione endovenosa in forma di soluzione. È un anticorpo monoclonale approvato per numerosi tumori, compreso il NSCLC, e ampiamente studiato. Blocca la proteina PD‑1, favorendo la risposta immunitaria contro le cellule cancerose. È classificato come inibitore del checkpoint immunitario anti‑PD‑1.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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