Centre Leon Berard
Centro verificato
Lione, Francia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda il HER2-positive advanced breast cancer, un tipo di cancro al seno che cresce più rapidamente a causa di una proteina chiamata HER2. Alcuni tumori presentano anche una variazione genetica nota come PIK3CA mutation, che può influenzare la risposta ai farmaci. Il trattamento in esame combina il farmaco orale alpelisib (BYL719) con due farmaci somministrati per via endovenosa, trastuzumab e pertuzumab. Questi tre medicinali vengono dati insieme come terapia di mantenimento, cioè dopo che il tumore è stato controllato con altri trattamenti, per cercare di mantenerlo sotto controllo più a lungo.
Lo scopo dello studio è valutare se l'aggiunta di alpelisib al regime già standard di trastuzumab e pertuzumab possa prolungare il periodo in cui la malattia non peggiora rispetto a un gruppo che riceve lo stesso regime più un placebo. I partecipanti saranno assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi e non sapranno quale trattamento ricevono. Dopo l'inizio del trattamento, i pazienti saranno seguiti per diversi mesi con visite mediche regolari, esami del sangue e controlli di imaging per verificare l'andamento della malattia e monitorare la sicurezza dei farmaci.
Lo studio si svolge in 11 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è una pillola che viene presa per via orale. Nello studio è stato usato insieme a due farmaci contro il tumore per bloccare una via di crescita delle cellule cancerose che è attiva quando è presente una mutazione PIK3CA. L’obiettivo è vedere se, combinato con gli altri trattamenti, può aiutare a mantenere la risposta al trattamento e a prolungare il tempo in cui la malattia non peggiora.
è un anticorpo monoclonale somministrato per via endovenosa. Si lega a una proteina chiamata HER2 presente sulla superficie di alcune cellule tumorali al seno, impedendo loro di crescere e di diffondersi. Nel trial è parte della terapia di mantenimento e viene dato a tutti i partecipanti per valutare se, in combinazione con gli altri farmaci, può migliorare il risultato del trattamento.
è anch'esso un anticorpo monoclonale somministrato per via endovenosa. Si lega a un’altra parte della proteina HER2, lavorando insieme a trastuzumab per bloccare più efficacemente il segnale di crescita delle cellule tumorali. Nel contesto dello studio, è usato insieme a trastuzumab e alpelisib per verificare se questa combinazione può prolungare il periodo in cui la malattia resta stabile.
Alpelisib è somministrato per via orale sotto forma di compressa da 300 mg. È un farmaco approvato per il trattamento di alcuni tumori al seno con mutazione PIK3CA ed è oggetto di studi clinici per altre indicazioni. Viene usato principalmente per il cancro al seno avanzato HER2‑positivo con mutazione PIK3CA. Agisce bloccando l’enzima PI3Kα, interrompendo così un segnale che favorisce la crescita delle cellule tumorali; è classificato come inibitore selettivo della PI3K e terapia mirata.
Trastuzumab si somministra per via endovenosa mediante infusione lenta. È un farmaco ampiamente approvato e studiato per il cancro al seno HER2‑positivo. Viene impiegato per trattare il tumore al seno avanzato HER2‑positivo, sia da solo che in combinazione con altri farmaci. Si lega al recettore HER2 sulla superficie delle cellule tumorali, bloccandone l’attivazione e attivando il sistema immunitario contro la cellula; è una monoclonale anti‑HER2.
Pertuzumab viene dato per via endovenosa mediante infusione. È un anticorpo monoclonale approvato per il cancro al seno HER2‑positivo e spesso usato in combinazione con trastuzumab. È indicato per il trattamento del tumore al seno avanzato HER2‑positivo. Il suo meccanismo consiste nel legarsi a una parte diversa del recettore HER2, impedendo la formazione di dimeri con HER3 e quindi la crescita cellulare; è classificato come anticorpo monoclonale anti‑HER2.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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