Hospital Universitario Fundacion Jimenez Diaz
Centro verificato
Madrid, Spagna
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio valuta il trattamento di un HER2-positive advanced breast cancer, cioè un tumore della mammella avanzato con una proteina chiamata HER2 presente in quantità elevata sulle cellule tumorali. Lo scopo è capire la sicurezza e i primi segnali di efficacia di una combinazione di farmaci formata da zanidatamab, tucatinib e chemioterapia con capecitabina oppure eribulina mesilato. Lo studio prevede una prima parte in cui si cercano le dosi più adatte dei farmaci e una seconda parte in cui si osserva il trattamento nel tempo. Alcuni farmaci di supporto, come diphenhydramine hydrochloride, loperamide hydrochloride, paracetamol, hydrocortisone sodium succinate e dexamethasone sodium phosphate, possono essere usati per aiutare a controllare sintomi o reazioni al trattamento.
Il trattamento viene somministrato con diverse modalità: zanidatamab viene dato in vena, mentre tucatinib e capecitabina si assumono per bocca; eribulina mesilato viene somministrata in vena. Durante lo studio i partecipanti ricevono il trattamento e vengono seguiti nel tempo per osservare come viene tollerato e come si comporta la malattia. La durata complessiva dello studio è di circa due anni.
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è una chemioterapia da assumere per bocca. Nel trial viene usata insieme agli altri farmaci per cercare di controllare il tumore al seno HER2-positivo avanzato. Il suo ruolo è aiutare a rallentare o fermare la crescita delle cellule tumorali.
è una terapia mirata presa per bocca. Agisce su una proteina chiamata HER2, che è presente in quantità elevata in alcuni tumori al seno. Nel trial viene usato insieme ad altri trattamenti per rendere il controllo della malattia più efficace.
è una chemioterapia somministrata in vena. Nel trial può essere usata al posto della capecitabina in una delle combinazioni studiate. Il suo scopo è colpire le cellule tumorali per rallentare la crescita del tumore.
è una terapia mirata somministrata in vena, studiata per i tumori HER2-positivi. Nel trial viene aggiunta agli altri trattamenti per vedere se la combinazione è sicura e se aiuta a tenere sotto controllo la malattia.
è un farmaco usato per controllare la diarrea. Nel trial può essere dato come trattamento di supporto, per aiutare a gestire questo effetto indesiderato durante la terapia.
è un farmaco usato per ridurre dolore e febbre. Nel trial può essere usato come supporto per alleviare fastidi o reazioni lievi legate al trattamento.
Si somministra per infusione endovenosa, cioè direttamente in vena in ambiente sanitario. È un medicinale recente, ancora in fase di studio clinico, e non è ancora parte della pratica medica di uso comune. Si usa soprattutto nel tumore della mammella avanzato HER2-positivo; agisce legandosi a HER2, una proteina presente sulla superficie delle cellule tumorali, e blocca i segnali che aiutano queste cellule a crescere e sopravvivere. Dal punto di vista farmacologico, è un anticorpo monoclonale mirato contro HER2.
Si assume per bocca sotto forma di compressa rivestita. È un farmaco moderno e già descritto nella letteratura medica per il trattamento di alcuni tumori HER2-positivi, soprattutto quando la malattia è avanzata. È usato nel tumore della mammella HER2-positivo e agisce bloccando l’enzima chiamato tirosina chinasi di HER2, riducendo così i segnali che favoriscono la crescita delle cellule tumorali. Appartiene alla classe degli inibitori delle tirosin-chinasi, cioè farmaci mirati contro HER2.
Si prende per bocca in compresse rivestite. È un medicinale ben noto e ampiamente usato in oncologia da molti anni. Serve per vari tumori, tra cui il tumore della mammella e altri tumori solidi; nel corpo viene trasformata in 5-fluorouracile, una sostanza che danneggia il materiale genetico delle cellule che si dividono rapidamente. Fa parte dei farmaci antitumorali di tipo antimetabolita, in particolare delle fluoropirimidine.
Si somministra per iniezione endovenosa, di solito da personale sanitario. È un farmaco antitumorale già presente nella pratica clinica e nella letteratura medica, usato in pazienti selezionati. È indicato soprattutto nel tumore della mammella avanzato e in alcuni altri tumori; blocca la formazione del fuso cellulare, una struttura necessaria alle cellule per dividersi, e così rallenta o ferma la crescita del tumore. Appartiene agli antitumorali che impediscono la divisione cellulare, noti come inibitori della dinamica dei microtubuli.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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