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Alpelisib negli studi clinici: efficacia, sicurezza e popolazioni studiate

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In breve

Questa pagina riassume gli studi clinici che stanno valutando Alpelisib. I trial analizzano soprattutto efficacia, sicurezza e tollerabilità in diversi gruppi di pazienti, come persone con tumore della mammella, sindromi da alterazione di PIK3CA e altre malattie rare. Alcuni studi sono completati, altri autorizzati o ritirati.

Punti chiave

  • Gli studi clinici su Alpelisib riguardano soprattutto il tumore della mammella, ma anche alcune malattie rare legate a PIK3CA e altri tumori solidi. La maggior parte dei trial è di fase 2 o fase 3, quindi mira a valutare sia la sicurezza sia l’efficacia. In diversi studi Alpelisib viene usato con terapia endocrina, come fulvestrant o letrozolo, oppure confrontato con altri trattamenti. Gli endpoint più comuni sono la sopravvivenza libera da progressione, la risposta al trattamento e la sicurezza. Alcuni studi si concentrano anche su problemi specifici come l’iperglicemia o la tollerabilità nel tempo. I trial includono adulti, ma in alcuni casi anche bambini e adolescenti.

Panoramica degli studi clinici

Gli studi raccolti qui valutano Alpelisib in contesti diversi, soprattutto in oncologia, ma anche in alcune malattie rare legate a PIK3CA. I trial includono studi interventistici, cioè ricerche in cui i partecipanti ricevono un trattamento assegnato dallo studio.

Le domande principali sono se Alpelisib aiuta a controllare la malattia, per quanto tempo la malattia resta stabile e quanto è tollerato nel tempo. In alcuni studi si misurano anche problemi specifici, come l’iperglicemia, cioè l’aumento dello zucchero nel sangue.

Studi nel tumore della mammella

Molti trial su Alpelisib riguardano il tumore della mammella avanzato o metastatico, soprattutto nei casi HR+/HER2-, cioè con recettori ormonali positivi e senza sovraespressione di HER2. In diversi studi sono inclusi pazienti con mutazione di PIK3CA, una modifica genetica che è parte importante della selezione dei partecipanti.

Lo studio Metallica valuta se la metformina può prevenire l’iperglicemia nei pazienti con tumore della mammella avanzato HR+/HER2- e mutato PIK3CA trattati con Alpelisib più terapia endocrina. Il risultato principale è la percentuale di pazienti con iperglicemia grave nelle prime 8 settimane di trattamento, oppure la sospensione definitiva di Alpelisib per eventi avversi correlati, a seconda del gruppo di studio.

Un altro studio di fase 2 valuta Alpelisib con fulvestrant in pazienti con tumore della mammella HR+/HER2- avanzato dopo trattamento con un inibitore di CDK4/6 e un inibitore dell’aromatasi. L’obiettivo principale è la progression-free survival, cioè il tempo prima che la malattia peggiori o che il paziente muoia per qualsiasi causa.

Lo studio SEQUEL-Breast esamina Alpelisib e fulvestrant dopo progressione con fulvestrant precedente, in donne pre- o postmenopausali e in uomini con tumore HR+/HER2- e mutazione attivante di PIK3CA. Anche qui il risultato principale è la PFS, con attenzione al momento in cui la malattia ricomincia a progredire o si verifica il decesso.

Lo studio che confronta Alpelisib più fulvestrant con ribociclib più fulvestrant usa come criterio principale la PFS nei pazienti con tumore della mammella metastatico HR+/HER2- e ctDNA PIK3CA mutato persistente dopo terapia iniziale con CDK4/6 inibitore e fulvestrant. In questo caso il sangue viene usato per cercare DNA tumorale, cioè frammenti genetici rilasciati dal tumore nel circolo sanguigno.

Un altro studio di fase 3 confronta Alpelisib più fulvestrant con placebo più fulvestrant in partecipanti con tumore della mammella avanzato HR+/HER2-. L’obiettivo è vedere se la combinazione con Alpelisib prolunga la PFS rispetto al controllo.

Lo studio ALPHABET valuta Alpelisib in pazienti con tumore della mammella avanzato o recidivato HER2+ e mutato PIK3CA, già trattati con trastuzumab. Qui il confronto riguarda PFS e diverse combinazioni terapeutiche, inclusa la versione con o senza fulvestrant nei sottogruppi definiti dallo studio.

Un altro studio di fase 1 in tumore della mammella avanzato HR+ cerca la dose massima tollerata e la dose raccomandata per la fase 2 di combinazioni con letrozolo, Alpelisib e ribociclib, chiamato anche LEE011 nel testo dello studio. Qui sono misurate anche tossicità limitanti la dose, eventi avversi, cambiamenti negli esami di laboratorio, ECG e parametri farmacocinetici, cioè come i farmaci si muovono nel corpo.

Studi in malattie rare e condizioni non oncologiche

Alpelisib viene studiato anche in PROS, cioè il PIK3CA-related overgrowth spectrum, un gruppo di condizioni da crescita eccessiva legate a PIK3CA. In questi studi partecipano adulti, bambini e adolescenti, a seconda del protocollo.

Lo studio EPIK-P4 valuta efficacia, sicurezza e farmacocinetica di Alpelisib in pazienti pediatrici e adulti con PROS. L’endpoint principale è la proporzione di partecipanti con una risposta obiettiva confermata, cioè una risposta radiologica confermata da un controllo successivo dopo almeno 4 settimane.

Lo studio NCT04589650 confronta Alpelisib con placebo in bambini, adolescenti e adulti con PROS e misura la risposta confermata da una revisione indipendente centralizzata delle immagini. La risposta è definita come una riduzione di almeno il 20% del volume delle lesioni bersaglio, senza peggioramento delle altre lesioni e senza nuove lesioni.

Un altro studio osserva la sicurezza a lungo termine di Alpelisib in persone con PROS confermato, con attenzione agli eventi avversi emergenti di grado 3 o superiore. Questo tipo di studio è utile per capire cosa succede quando il trattamento viene seguito per più tempo.

Alpelisib è anche studiato nelle malformazioni linfatiche associate a mutazione PIK3CA, con valutazione della risposta radiologica alla settimana 24 rispetto al placebo. Lo studio include adulti e bambini e usa la risonanza magnetica come metodo di valutazione delle lesioni.

Nel trial ALPEDENT, Alpelisib viene testato in pazienti con Dent 2 disease per vedere se aumenta l’assorbimento renale del 99mTc-DMSA, un esame di medicina nucleare usato come misura della capacità di riassorbimento dei tubuli renali prossimali. Lo studio è piccolo e dura 4 settimane, con dosi orali iniziali seguite da un aumento della dose.

Un altro studio di malattia rara valuta Alpelisib in MCAP, cioè megalencefalia-malformazione capillare-polimicrogiria, e misura il cambiamento nel comportamento adattivo con la Vineland II Adaptive Behavior Scale dopo 24 mesi. Questo endpoint guarda alle abilità quotidiane, non solo alle immagini o ai dati di laboratorio.

Fasi degli studi e criteri di valutazione

Negli studi su Alpelisib compaiono soprattutto le fasi 2 e 3, ma sono presenti anche studi di fase 1 e di fase 4. Questo significa che la ricerca sta andando sia verso la conferma dell’efficacia sia verso il confronto con altri trattamenti o con placebo.

Gli endpoint più usati sono la PFS, la risposta obiettiva, la risposta radiologica e la sicurezza. Alcuni studi misurano anche eventi avversi gravi, interruzioni definitive del trattamento e alterazioni di laboratorio, come l’iperglicemia.

In diversi trial la valutazione dei risultati avviene con criteri standardizzati come RECIST 1.1 o con revisione centrale indipendente, per rendere il giudizio più uniforme. In alcuni studi si usano anche criteri del Common Terminology Criteria for Adverse Events, abbreviato CTCAE, per classificare la gravità degli effetti indesiderati.

Chi può partecipare

La popolazione cambia molto da studio a studio. Alcuni trial includono solo adulti con tumore della mammella avanzato, mentre altri includono anche uomini, donne in postmenopausa, bambini e adolescenti.

Molti studi richiedono una caratteristica biologica precisa, come mutazione di PIK3CA o stato HR+/HER2-. Questo serve a selezionare persone che, secondo il protocollo dello studio, potrebbero avere più probabilità di beneficiare del trattamento o di rispondere in modo misurabile.

In alcuni trial sono richiesti trattamenti precedenti specifici, come un inibitore di CDK4/6, una terapia endocrina o trastuzumab. In altri casi la diagnosi stessa, per esempio PROS, MCAP o Dent 2 disease, è il criterio principale di ingresso.

Studi di confronto e disegno della ricerca

Alcuni trial confrontano Alpelisib con un altro trattamento attivo, mentre altri lo confrontano con placebo. Questo aiuta a capire se il beneficio osservato dipende davvero dal farmaco studiato.

In altri studi Alpelisib viene usato insieme a terapie endocrine come fulvestrant o letrozolo, perché il protocollo vuole verificare se la combinazione migliora i risultati rispetto alla sola terapia di controllo. Alcuni studi valutano anche il momento della somministrazione, il digiuno e la dieta povera di carboidrati per vedere se cambiano tossicità ed efficacia.

Il trial DRUP non studia Alpelisib da solo, ma include Piqray tra molti farmaci mirati usati in base al profilo molecolare del tumore. L’obiettivo generale è descrivere attività antitumorale, tossicità e accesso a terapie mirate in tumori avanzati con un bersaglio molecolare noto.

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