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Malattie rare
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Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
La Crohn’s Disease è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino che può causare dolore addominale, diarrea, perdita di peso e affaticamento. In questo studio vengono confrontati due farmaci biologici: Guselkumab, somministrato tramite iniezione sottocutanea, e risankizumab, anch’esso somministrato per iniezione. Entrambi i farmaci agiscono bloccando specifiche proteine del sistema immunitario, riducendo così l’infiammazione nella zona intestinale.
Lo scopo dello studio è valutare l’efficacia di guselkumab rispetto a risankizumab dopo 52 settimane di trattamento. I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi e ricevono le iniezioni a intervalli regolari per un anno, con visite periodiche per controllare la salute e gli eventuali effetti collaterali. Durante lo studio si verifica se i pazienti raggiungono una “remissione profonda”, cioè l’assenza quasi totale di sintomi e segni di infiammazione, per capire quale dei due farmaci sia più efficace nel gestire la malattia.
Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco biologico somministrato mediante iniezione sottocutanea. Agisce bloccando una proteina chiamata interleuchina‑23, che è coinvolta nell’infiammazione intestinale nella malattia di Crohn. Nel trial è il farmaco in fase di test e viene confrontato con il risankizumab per valutare se è altrettanto efficace e sicuro nel ridurre i sintomi della malattia.
è lo stesso principio attivo del risankizumab, ma viene somministrato per via endovenosa, cioè direttamente in una vena. Anche questo farmaco blocca l’interleuchina‑23 e quindi l’infiammazione intestinale. Nel trial è usato come comparatore, cioè serve a confrontare i risultati ottenuti con il guselkumab.
è la stessa sostanza attiva del risankizumab, ma viene data mediante iniezione sottocutanea, cioè sotto la pelle. Come l’infusione endovenosa, riduce l’infiammazione bloccando l’interleuchina‑23. Anche questa forma è un comparatore nello studio, per verificare se il guselkumab funziona meglio o ugualmente bene rispetto a questa terapia già conosciuta.
è disponibile sia come soluzione per infusione endovenosa (concentrato da 600 mg) sia come soluzione per iniezione subcutanea (360 mg in cartuccia); si somministra tramite infusione in vena o iniezione sotto la pelle con siringa pre‑riempita. È un farmaco già approvato e ampiamente studiato per la malattia di Crohn moderata‑severa e altre malattie infiammatorie. Agisce bloccando la proteina IL‑23, legandosi al suo subunità p19 e impedendo l’attivazione di cellule infiammatorie. È classificato come anticorpo monoclonale anti‑IL‑23, appartenente alla classe degli immunosoppressori specifici.
si presenta come soluzione per iniezione subcutanea in siringa pre‑riempita e viene somministrato sotto la pelle. È anch’esso approvato e presente nella letteratura medica per il trattamento della malattia di Crohn attiva, oltre a indicazioni in psoriasi. Il suo meccanismo consiste nel legare l’IL‑23, bloccandone l’attività e riducendo la risposta infiammatoria. È un anticorpo monoclonale anti‑IL‑23, rientrante nella categoria degli immunomodulatori.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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