Amicare Sp. z o.o. S.K.
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Malattie rare
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Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Il Crohn’s disease è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino che può provocare dolore addominale, diarrea e perdita di peso. Lo studio confronta un trattamento biologico chiamato mirikizumab, somministrato per iniezione sottocutanea, con la terapia standard a base di azathioprine assunta per via orale, spesso associata a glucocorticoidi per controllare l’infiammazione. Lo scopo dello studio è valutare se il regime di induzione e mantenimento con mirikizumab è più efficace nel raggiungere una deep remission rispetto alla terapia tradizionale.
I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi e seguiti per circa 52 settimane. Il gruppo che riceve mirikizumab riceve una dose iniziale di 200 mg per iniezione sottocutanea, seguita da dosi di mantenimento, mentre il gruppo di controllo prende azathioprine a una dose basata sul peso corporeo. Durante il periodo di studio vengono effettuate visite regolari per valutare i sintomi clinici mediante lo CDAI (indice che misura la gravità dei sintomi) e l’aspetto dell’intestino mediante la scala SES‑CD (valutazione endoscopica delle lesioni). Gli esami includono anche il controllo dell’uso di glucocorticoidi, la presenza di fistole (aperture anomale) e di stenosi (restringimenti) intestinali, per determinare se il paziente ha raggiunto una remissione profonda senza interventi chirurgici.
Lo studio si svolge in 5 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco biologico, una proteina progettata per legarsi a una sostanza chiamata interleuchina‑23 (IL‑23) che è coinvolta nell’infiammazione intestinale. Viene somministrato tramite iniezione sotto la pelle oppure per via endovenosa. Nel trial il mirikizumab è usato sia nella fase iniziale (induzione) che per mantenere i risultati nel tempo, con l’obiettivo di ridurre l’attività della malattia di Crohn e di portare i pazienti a una remissione profonda.
è un farmaco immunosoppressore che si prende per via orale. Agisce indebolendo l’attività del sistema immunitario, in modo da limitare la risposta infiammatoria che causa i sintomi della malattia di Crohn. Nel confronto dello studio, l’azatioprina rappresenta la terapia standard di cura, usata per mantenere la malattia sotto controllo.
(o glucocorticoidi) sono farmaci steroidei anti‑infiammatori assunti per via orale. Sono molto efficaci nel ridurre rapidamente l’infiammazione intestinale, ma di solito vengono usati per brevi periodi a causa dei possibili effetti collaterali. Nel protocollo di cura standard, i corticosteroidi sono combinati con l’azatioprina per gestire la malattia nei pazienti.
È somministrato per via sottocutanea (iniezione) ed è in fase di studio per la malattia di Crohn, mentre è già approvato per la colite ulcerosa; la sua efficacia è documentata nella letteratura scientifica recente. Viene utilizzato per trattare forme moderate‑severe di infiammazione intestinale. Agisce legandosi all’interleuchina‑23, bloccando questo segnale che provoca l’infiammazione. È un anticorpo monoclonale umanizzato classificato come immunomodulatore.
Si assume per via orale sotto forma di compresse ed è un farmaco consolidato da decenni nella pratica clinica. È indicato per il mantenimento della remissione nella malattia di Crohn e in altre malattie autoimmuni. Il suo meccanismo consiste nell’inibire la sintesi del DNA delle cellule immunitarie, riducendo così la risposta infiammatoria. È classificato come immunosoppressore antimetabolita.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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