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Studio di fase III su pazienti con mieloma multiplo precedentemente trattato: cevostamab più pomalidomide e dexametazone versus terapia standard

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Di che cosa tratta questo studio?

Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici

Lo studio riguarda il Multiple Myeloma, un tumore del sangue che colpisce le cellule plasmatiche nel midollo osseo. Viene valutata una nuova combinazione terapeutica costituita da cevostamab, somministrato per IV infusion, insieme a pomalidomide e dexamethasone, entrambe assunte per via orale. Lo scopo è confrontare l’efficacia di questa combinazione con le terapie attualmente utilizzate per il paziente con una storia di uno‑tre trattamenti precedenti.

I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi: il nuovo regime o le cure standard. Durante il periodo di trattamento, che comprende cicli mensili per diversi mesi, i pazienti sono sottoposti a controlli regolari, tra cui prelievi di sangue e aspirazioni di midollo osseo per verificare la presenza di MRD (quantità molto piccola di cellule tumorali residua) e la comparsa di una CR (assenza di segni di malattia). Vengono inoltre monitorati il tempo in cui la malattia non peggiora, indicato come PFS, e la comparsa di eventuali effetti collaterali, con visite di follow‑up per valutare la salute generale del paziente.

Come si svolge lo studio

Lo studio si svolge in 10 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.

  1. Passaggio 1

    Randomizzazione e inizio trattamento

    Dopo l'ammissione allo studio, il paziente viene assegnato casualmente a uno dei due gruppi: il gruppo sperimentale che riceve cevostamab in combinazione con pomalidomide e dexametasone, oppure il gruppo di cura standard che può includere farmaci come elotuzumab, carfilzomib, daratumumab e dexametasone.

    La prima somministrazione avviene nel giorno 1 del ciclo 1.

  2. Passaggio 2

    Somministrazione di cevostamab (gruppo sperimentale)

    cevostamab è fornito come concentrato per soluzione per infusion da somministrare per via iv infusion.

    La dose e la durata dell’infusione sono definite dal protocollo dello studio; il paziente riceve l’infusione secondo il calendario stabilito per ciascun ciclo.

  3. Passaggio 3

    Assunzione di pomalidomide (gruppo sperimentale)

    pomalidomide è una compressa da assumere per via orale.

    La frequenza di assunzione e la durata del trattamento sono indicate nel protocollo e vengono seguite per ogni ciclo di terapia.

  4. Passaggio 4

    Assunzione di dexamethasone (entrambi i gruppi)

    dexametasone può essere somministrato per via orale o iv infusion a seconda del gruppo di trattamento.

    La dose, la frequenza e la durata sono stabilite dal protocollo di studio.

  5. Passaggio 5

    Somministrazione di farmaci della cura standard (gruppo di controllo)

    I pazienti assegnati alla cura standard possono ricevere uno o più dei seguenti farmaci: elotuzumab (infusione iv), carfilzomib (infusione iv), daratumumab (somministrazione sottocutanea) e dexametasone.

    Ogni farmaco è somministrato secondo le modalità (via, dose, frequenza) indicate nel protocollo.

  6. Passaggio 6

    Cicli di trattamento

    Il trattamento è organizzato in cicli ripetuti; ogni ciclo comprende le somministrazioni di cevostamab (o farmaci della cura standard), pomalidomide e dexametasone secondo il calendario previsto.

    La durata complessiva del trattamento dipende dal numero di cicli stabiliti dal protocollo e dalla risposta del paziente.

  7. Passaggio 7

    Valutazioni cliniche e di laboratorio

    Durante lo studio vengono eseguite regolari valutazioni cliniche, esami del sangue e, quando indicato, prelievi midollari per verificare la presenza di cellule tumorali residuali (mr d).

    Le valutazioni avvengono alla fine di ogni ciclo o secondo le tempistiche specificate nel protocollo.

  8. Passaggio 8

    Monitoraggio della risposta al trattamento

    La risposta al trattamento viene valutata mediante criteri di risposta internazionale (imwg) e include misurazioni come mr d‑negative complete response, progression‑free survival e altri indicatori di efficacia.

    I risultati vengono registrati ad intervalli stabiliti (ad esempio a 9 mesi, 12 mesi, ecc.).

  9. Passaggio 9

    Gestione degli effetti avversi

    Ogni effetto avverso osservato viene registrato e classificato secondo le linee guida internazionali (ad esempio nci ctcae v5.0).

    Se necessario, il medico può modificare la dose, interrompere temporaneamente il trattamento o sospenderlo definitivamente.

  10. Passaggio 10

    Fine del trattamento e follow‑up

    Al termine del periodo di trattamento previsto, il paziente entra nella fase di follow‑up, durante la quale continuano le valutazioni di sopravvivenza, progressione della malattia e qualità della vita.

    Il follow‑up prosegue fino a quando il paziente rimane in vita o fino alla chiusura dello studio.

Chi può partecipare allo studio?

10 criteri

  • Essere disposti a fare tutti gli esami e le procedure programmate, compresa la biopsia del midollo osseo (prelievo di un piccolo campione dal midollo per l'analisi).
  • Avere uno stato di salute valutato con la scala ECOG pari a 0 o 1 al momento dello screening e subito prima di iniziare il trattamento; chi ha un valore 2 per via di dolore locale dovuto al mieloma è comunque accettato (ECOG misura quanto bene una persona riesce a svolgere le attività quotidiane).
  • Prevedere una speranza di vita di almeno 12 settimane (tempo stimato di vita rimanente).
  • Avere una diagnosi di Multiple Myeloma confermata secondo i criteri dell'IMWG (organizzazione internazionale che definisce le linee guida per questa malattia).
  • Presentare una malattia “misurabile”, cioè almeno uno dei seguenti risultati di laboratorio:
    • Proteina M nel sangue (M‑protein) pari o superiore a 0,5 g/dL.
    • Proteina M nelle urine pari o superiore a 200 mg in 24 ore.
    • Nel caso di mieloma a catene leggere, avere catene leggere libere nel sangue > 10 mg/dL e un rapporto anormale tra le catene kappa e lambda (meno di 0,26 o più di 1,65).
    • Aver ricevuto da una a tre linee di terapia precedente, includendo almeno due cicli consecutivi di uno dei seguenti trattamenti:
      • Una terapia anti‑CD38 (un farmaco che colpisce una specifica proteina delle cellule tumorali).
      • Una terapia con lenalidomide (un farmaco usato per trattare il mieloma).
      • Per i pazienti negli Stati Uniti, una terapia contenente un PI (proteasome inhibitor) (un farmaco che interferisce con un meccanismo cellulare importante per le cellule tumorali). Nei paesi fuori dagli Stati Uniti, il PI è opzionale.

Chi non può partecipare allo studio?

6 criteri

  • Storia nota di amiloidosi (una malattia in cui proteine anormali si depositano nei tessuti; può essere rilevata con un esame chiamato tampone Congo Red o con una scansione del serum amyloid P).
  • Presenza di lesioni (aree anormali) vicino a organi vitali che potrebbero peggiorare improvvisamente se il tumore si infiamma, cioè durante un flare tumorale).
  • Diagnosi di leucemia a cellule plasmatiche o un numero di cellule plasmatiche nel sangue superiore a 500 per microlitro (o più del 5 % dei globuli bianchi del sangue).
  • Diagnosi di macroglobulinemia di Waldenström o di sindrome POEMS (una condizione rara che coinvolge diversi organi).
  • Impossibilità di assumere o controindicazione all’uso di profilassi antitrombotica (farmaci che prevengono la formazione di coaguli di sangue).
  • Storia nota di malattia polmonare interstiziale (una patologia che colpisce il tessuto di supporto dei polmoni, rendendo difficile la respirazione).
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Farmaci in studio

  • Cevostamab

    è un anticorpo monoclonale somministrato per infusione endovenosa. Nel trial viene usato nel braccio sperimentale insieme a pomalidomide e desametasone per verificare se migliora la risposta dei pazienti con mieloma multiplo rispetto alle terapie standard.

  • Pomalidomide

    è un farmaco orale appartenente alla classe degli immunomodulatori. Aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Nel trial è incluso sia nella combinazione sperimentale (con Cevostamab e desametasone) sia come parte delle terapie standard di confronto.

  • Dexamethasone

    è uno steroide anti‑infiammatorio e immunosoppressore, somministrato per via orale o endovenosa. Viene aggiunto al regime di Cevostamab per potenziare l’effetto anticancro e viene anche utilizzato nelle terapie di controllo.

  • Elotuzumab

    è un anticorpo monoclonale somministrato per infusione endovenosa, approvato per il trattamento del mieloma multiplo. Serve come una delle opzioni di terapia standard contro cui confrontare il nuovo regime.

  • Carfilzomib

    è un inibitore della proteasoma somministrato per infusione endovenosa. Blocca la degradazione delle proteine nelle cellule tumorali, contribuendo a fermare la loro crescita. È incluso tra le terapie di standard di cura nel confronto.

  • Daratumumab

    è un anticorpo monoclonale somministrato per via sottocutanea. Si lega a una proteina presente sulle cellule del mieloma e aiuta il sistema immunitario a distruggerle. È una delle terapie di riferimento nel braccio di controllo.

Che cosa si sa già del trattamento

  • Cevostamab

    Viene somministrato per via endovenosa come concentrato per infusione. È un farmaco ancora in fase di sperimentazione e ha ottenuto la designazione di farmaco orfano per il mieloma multiplo. Agisce legandosi a una proteina della cellula tumorale (BCMA) e a una proteina dei linfociti T (CD3), facendo avvicinare le due cellule per eliminare il tumore. È classificato come anticorpo bispecifico, appartenente alla categoria delle immunoterapie.

  • Dexamethasone

    Può essere assunto per via orale o somministrato per via endovenosa. È un farmaco già approvato e usato da decenni in molte malattie, compreso il mieloma multiplo in combinazione con altri farmaci. Il suo principio è un corticosteroide che, legandosi al recettore dei glucocorticoidi, riduce l’infiammazione e sopprime il sistema immunitario. È classificato come glucocorticoide.

  • Elotuzumab

    Si somministra per via endovenosa come soluzione per infusione. È approvato per il trattamento del mieloma multiplo in combinazione con altri farmaci. L’anticorpo si lega a una proteina chiamata SLAMF7 presente sulle cellule tumorali e attiva le cellule naturali killer per distruggere il tumore. È un anticorpo monoclonale, rientrante nella classe delle immunoterapie.

  • Carfilzomib

    Viene dato per via endovenosa come infusione. È un farmaco già autorizzato per il mieloma multiplo, soprattutto nei pazienti che hanno già ricevuto altri trattamenti. Inibisce il proteasoma, un “macchinario” cellulare che rimuove le proteine, provocando l’accumulo di proteine tossiche e la morte delle cellule tumorali. È classificato come inibitore del proteasoma.

  • Pomalidomide

    Si prende per via orale sotto forma di compresse. È un farmaco approvato per il mieloma multiplo nei pazienti che hanno fallito altre terapie. Modifica la risposta immunitaria, riduce la formazione di nuovi vasi sanguigni e interferisce direttamente sulla crescita delle cellule tumorali. È un agente immunomodulatore (IMiD).

  • Daratumumab

    Viene somministrato per via sottocutanea. È un anticorpo già approvato per il trattamento del mieloma multiplo, spesso usato in combinazione con altri farmaci. Si lega alla proteina CD38 presente sulla superficie delle cellule tumorali, attivando diversi meccanismi del sistema immunitario per eliminarle. È un anticorpo monoclonale, classe delle immunoterapie.

Malattie studiate

mieloma multiplo - è un tumore del sangue che nasce dalle cellule plasmatiche nel midollo osseo. Le cellule tumorali si moltiplicano e occupano lo spazio nel midollo, riducendo la produzione di cellule sanguinee sane. Con il tempo, il tumore può causare un aumento dei livelli di proteine anomale nel sangue. Le lesioni ossee possono comparire a causa dell’attività delle cellule tumorali. La malattia tende a progredire lentamente, ma può accelerare se le cellule diventano più aggressive.
Dettagli dello studioUltimo aggiornamento 8 ott 2026
Etàda 18 anni in suFasePhase IIINumero dello studio2025-524028-23-00Codice del protocolloCO46096Partecipanti previsti384 personePromotoreF. Hoffmann-La Roche AG

fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri

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