Fakultni Nemocnice Kralovske Vinohrady
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Praga, Cechia
Malattie rare
Molecole in studio
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Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio coinvolge adulti con Chronic Lymphocytic Leukemia (CLL) o Small Lymphocytic Lymphoma (SLL) che sono “relapsed or refractory”, cioè la malattia è tornata dopo un trattamento precedente o non ha risposto a esso. Vengono confrontati due farmaci orali: il farmaco sperimentale rocbrutinib e il farmaco già approvato pirtobrutinib (nome commerciale Jaypirca). Entrambi sono compresse da assumere una volta al giorno. Questi farmaci inibiscono l’attività di BTK, un enzima che favorisce la crescita delle cellule tumorali.
Lo scopo principale è valutare quale dei due farmaci riesca a mantenere la malattia stabile più a lungo, misurato come progression-free survival. I partecipanti saranno assegnati in modo casuale a uno dei due trattamenti e saranno seguiti con visite mediche periodiche e semplici esami del sangue per controllare lo stato della malattia e gli eventuali effetti indesiderati. Lo studio continuerà finché la malattia non mostrerà segni di peggioramento, il partecipante interromperà il trattamento o si concluderà lo studio.
Lo studio si svolge in 6 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco orale che blocca un enzima chiamato BTK, importante per la crescita di alcune cellule cancerose nel sangue. Nel trial viene usato come trattamento di confronto perché è già disponibile per pazienti con leucemia linfatica cronica (CLL) o linfoma linfocitario piccolo (SLL) che hanno già ricevuto altri inibitori di BTK. I partecipanti prendono le compresse per valutare quanto bene il farmaco controlla la progressione della malattia rispetto al nuovo trattamento in studio.
è un nuovo farmaco sperimentale, anch'esso una compressa da assumere per via orale, che agisce inibendo lo stesso enzima BTK. Viene testato come trattamento sperimentale per capire se può rallentare o fermare la crescita del cancro in pazienti con CLL o SLL che hanno già provato altri inibitori di BTK. Nel trial i pazienti ricevono rocbrutinib per confrontarne l’efficacia con quella di pirtobrutinib.
è disponibile in compresse rivestite da 100 mg da assumere per via orale, una compressa al giorno; è già approvato e descritto nella letteratura per il trattamento della leucemia linfatica cronica (CLL) e del linfoma linfocitario piccolo (SLL) in pazienti pretrattati; agisce legandosi in modo reversibile all’enzima Bruton tirosina chinasi (BTK) bloccando i segnali che favoriscono la crescita delle cellule B; è classificato come inibitore di BTK, una terapia mirata contro il tumore.
è fornito come compresse da 200 mg da ingerire per via orale, una compressa al giorno; è ancora in fase di sperimentazione clinica e non è ancora approvato, ma è studiato per la stessa indicazione di CLL/SLL nei pazienti che hanno già ricevuto inibitori covalenti di BTK; si lega in maniera covalente all’enzima BTK, creando un legame permanente che interrompe il segnale di crescita delle cellule tumorali; appartiene alla classe degli inibitori di BTK, una terapia mirata.
è un tumore del sangue caratterizzato da un aumento di linfociti B maturi nel sangue e nel midollo osseo. Queste cellule si accumulano lentamente e possono invadere anche la milza e i linfonodi. Con il tempo la quantità di cellule sane diminuisce, causando affaticamento e vulnerabilità alle infezioni. La malattia può rimanere stabile per anni o progredire con l’aumento del numero di linfociti e l’ingrossamento degli organi coinvolti. Nei casi di recidiva o resistenza, la malattia ritorna o non risponde più alle terapie precedenti, mostrando una crescita più rapida.
è una forma di linfoma non Hodgkin che colpisce i linfonodi, caratterizzata da piccole cellule B simili a quelle della CLL. Le cellule si accumulano nei linfonodi, nella milza e talvolta nel midollo osseo. La malattia può evolvere lentamente, ma può anche aumentare di volume dei linfonodi e coinvolgere altri organi. Con il tempo, la proliferazione delle cellule tumorali può compromettere la funzione immunitaria. Nei casi recidivanti o refrattari, la crescita delle lesioni linfonodali può accelerare e la malattia può espandersi ulteriormente.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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