Instytut Psychiatrii I Neurologii
Centro verificato
Varsavia, Polonia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
La Neurodegenerazione con accumulo di ferro cerebrale (NBIA) è una malattia rara che provoca un progressivo deposito di ferro nel cervello, portando a difficoltà motorie, rigidità muscolare e problemi di equilibrio. Tra le forme più conosciute vi sono la PKAN (neurodegenerazione associata alla pantotenato chinasi) e la MPAN (neurodegenerazione associata alla proteina della membrana mitocondriale). Attualmente non esiste una cura definitiva e le terapie disponibili mirano principalmente a rallentare i sintomi.
Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e l’efficacia del farmaco dimethyl fumarate rispetto a un placebo. Il farmaco viene somministrato per via orale sotto forma di capsule gastro‑resistenti, cioè capsule che si dissolvono solo nell’intestino per proteggere lo stomaco. I partecipanti assumono il trattamento ogni giorno per circa 25 settimane, periodo durante il quale vengono monitorati regolarmente per eventuali effetti indesiderati e per verificare se la malattia si stabilizza.
Durante lo studio vengono registrati gli effetti avversi (eventuali problemi di salute legati al trattamento) e si utilizza una scala di valutazione specifica per ciascuna forma di NBIA per misurare eventuali cambiamenti nella progressione della malattia. Inoltre, vengono prelevati campioni di sangue per analizzare i biomarcatori, cioè sostanze che indicano lo stato di danno neuronale o l’infiammazione, aiutando i ricercatori a capire meglio l’attività della malattia e la risposta al farmaco.
Lo studio si svolge in 9 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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Dimethyl fumarate è una capsula da assumere per via orale con rivestimento gastro-resistente, progettata per resistere all’acido dello stomaco e rilasciare il farmaco nell’intestino. È un medicinale che agisce modulando il sistema immunitario e riducendo l’infiammazione. Nello studio clinico, il dimethyl fumarate viene testato per verificare se è sicuro e se può migliorare i sintomi dei pazienti affetti da neurodegenerazione con accumulo di ferro nel cervello (NBIA), comprese le forme MPAN e PKAN. I ricercatori lo confrontano con l’assenza di trattamento per capire se può rallentare la progressione della malattia o alleviare i disturbi neurologici associati.
è una capsula gastro‑resistente da assumere per via orale; il farmaco è già approvato per la sclerosi multipla e figura nella letteratura come immunomodulatore; ora è in studio per la neurodegenerazione con accumulo di ferro cerebrale (NBIA); agisce attivando la via Nrf2, che riduce lo stress ossidativo e l’infiammazione, ed è classificato come immunomodulatore/antiossidante.
è una capsula gastro‑resistente da assumere per via orale; è lo stesso principio già usato nella sclerosi multipla e riconosciuto come immunomodulatore; è sperimentato per trattare NBIA, incluse le forme PKAN e MPAN; funziona stimolando la via Nrf2 per proteggere le cellule dallo stress ossidativo e viene classificato come immunomodulatore/antiossidante.
È un gruppo di malattie rare caratterizzate da depositi di ferro nel cervello, soprattutto nei gangli della base. Questi depositi provocano un deterioramento progressivo delle funzioni motorie e cognitive. I sintomi tipicamente includono rigidità, movimenti involontari, difficoltà di equilibrio e problemi di linguaggio. La malattia tende a peggiorare gradualmente nel tempo, con un aumento dei segni neurologici.
È una variante di NBIA causata da mutazioni nel gene PANK2, che codifica la chinasi della pantotenato. Il deficit enzimatica porta a un accumulo di ferro soprattutto nel nucleo subtalamico. I pazienti mostrano rigidità, distonia, difficoltà di deglutizione e segni di deterioramento cognitivo. La progressione è tipicamente lenta ma costante, con peggioramento dei sintomi motori nel tempo.
È una variante di NBIA legata a mutazioni nel gene C19orf12, che codifica una proteina della membrana mitocondriale. Anche in questa forma si osserva un accumulo di ferro nei gangli della base. I sintomi includono debolezza muscolare, spasticità, difficoltà di equilibrio e alterazioni cognitive. La malattia progredisce gradualmente, con un aumento della compromissione motoria e cognitiva nel corso degli anni.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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