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Studio sull'efficacia di epcoritamab, venetoclax e ibrutinib in pazienti con leucemia linfatica cronica o linfoma piccolo linfocitico con alterazioni TP53

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Di che cosa tratta questo studio?

Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici

La ricerca riguarda il Chronic Lymphocytic Leukemia e il B-cell small lymphocytic lymphoma, due forme di cancro del sangue in cui i linfociti crescono in modo anomalo. Alcuni pazienti presentano alterazioni del gene TP53, una mutazione che può rendere la malattia più difficile da controllare. Il protocollo utilizza una combinazione di tre farmaci: venetoclax, una compressa che induce la morte delle cellule tumorali; epcoritamab, una soluzione iniettata sotto la pelle che attiva il sistema immunitario contro le cellule cancerose; e ibrutinib, un'altra compressa che blocca segnali di crescita delle cellule tumorali.

Lo scopo è valutare l’efficacia di questa terapia combinata nei pazienti che non hanno ancora ricevuto trattamenti per queste condizioni. I partecipanti assumono i farmaci per via orale e ricevono iniezioni sottocutanee secondo un calendario stabilito, con controlli regolari in cui vengono eseguiti esami del sangue e visite mediche per monitorare la risposta al trattamento e la comparsa di eventuali effetti indesiderati.

Dopo il periodo di trattamento, i pazienti continuano ad essere seguiti per verificare la durata della risposta, la necessità di ulteriori terapie e la sopravvivenza complessiva. Gli studi includono la valutazione di remissione completa, cioè l’assenza di segni di malattia, e la ricerca di cellule cancerose residue molto piccole, per capire quanto il trattamento abbia eliminato la malattia.

Come si svolge lo studio

Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.

  1. Passaggio 1

    Ingresso nello studio

    Dopo aver firmato il consenso, il paziente entra formalmente nello studio clinico EVITA.

  2. Passaggio 2

    Inizio della terapia combinata

    Il trattamento prevede l'uso simultaneo di epcoritamab, venetoclax e ibrutinib secondo le dosi indicate nello schema di studio.

  3. Passaggio 3

    Assunzione orale di venetoclax

    Il paziente prende una compressa di venetoclax da 400 mg per via orale, nella forma di compressa rivestita.

  4. Passaggio 4

    Assunzione orale di ibrutinib

    Il paziente prende una compressa di ibrutinib da 420 mg per via orale.

  5. Passaggio 5

    Iniezione sottocutanea di epcoritamab

    Il paziente riceve un'iniezione sottocutanea di epcoritamab da 48 mg, in soluzione per iniezione.

  6. Passaggio 6

    Continua somministrazione secondo il protocollo

    Le tre terapie vengono proseguite per l'intera durata prevista dallo studio, secondo le indicazioni fornite dal personale di ricerca.

  7. Passaggio 7

    Visite di monitoraggio per valutare risposta e sicurezza

    Il paziente partecipa a visite periodiche in cui vengono eseguiti esami clinici e di laboratorio per verificare la risposta al trattamento e monitorare eventuali effetti indesiderati.

Chi può partecipare allo studio?

22 criteri

  • Deve aver firmato volontariamente il consenso informato prima di qualsiasi procedura dello studio.
  • Deve poter rispettare il calendario delle visite dello studio e gli altri requisiti del protocollo.
  • Deve avere un’età di almeno 18 anni ma meno di 80 anni al momento della firma del consenso.
  • Deve avere un punteggio CIRS (valutazione della gravità delle altre malattie) pari o inferiore a 6.
  • Deve avere una diagnosi di leucemia linfatica cronica (CLL) o linfoma a piccole cellule B (SLL) non trattata, con marcatori CD20+ e un punteggio RMH o Matutes superiore a 3.
  • Deve presentare alterazioni del gene TP53 (cancellazione del 17p o mutazioni) secondo le linee guida ERIC.
  • Deve necessitare di trattamento secondo le linee guida iwCLL 2018.
  • Deve avere una malattia misurabile: conta assoluta dei linfociti > 5.000/μL, linfonodo palpabile o visibile di almeno 1,5 cm in imaging, o coinvolgimento del midollo osseo.
  • Deve avere uno stato di performance ECOG compreso tra 0 e 2 (valuta la capacità di svolgere attività quotidiane).
  • Deve avere una funzione ematopoietica adeguata entro 7 giorni dall’arrivo nello studio: neutrofili (ANC) ≥ 1 G/L, piastrine ≥ 50 G/L, emoglobina ≥ 8 g/dL.
  • Deve avere una funzione renale adeguata, con clearance della creatinina ≥ 50 ml/min, calcolata con formule standard (MDRD, CKD‑EPI o Cockcroft‑Gault).
  • Deve avere una funzione epatica adeguata: bilirubina totale < 1,5 × ULN e enzimi epatici (AST, ALT) < 3 × ULN, a meno che non siano dovuti alla CLL/SLL o alla sindrome di Gilbert.
  • Deve essere stata vaccinata contro lo pneumococco (meno di 5 anni fa) e contro il SARS‑CoV‑2 (meno di 1 anno fa), con almeno 21 giorni dal vaccino più recente all’arrivo nello studio.
  • Le donne in età fertile devono avere un test di gravidanza negativo (sensibilità minima 25 mIU/mL) entro 28 giorni dall’arrivo nello studio.
  • Le donne in età fertile devono usare un metodo contraccettivo molto efficace dalla fase di screening fino a almeno 12 mesi dopo l’ultima dose di epcoritamab, o 3 mesi dopo l’ultima dose di ibrutinib, o 30 giorni dopo l’ultima dose di venetoclax, a seconda di quale sia più lungo.
  • Le donne devono astenersi dall’allattamento durante la partecipazione allo studio.
  • Le donne devono eseguire un test di gravidanza ogni mese durante lo studio.
  • Le donne non devono donare ovuli (ova) per la fecondazione assistita durante tutto lo studio.
  • Gli uomini con capacità riproduttiva devono usare un metodo contraccettivo accettabile durante il trattamento e non devono donare spermatozoi durante lo studio.
  • Il soggetto deve essere coperto da un sistema di sicurezza sociale (Francia).
  • Il soggetto deve capire e parlare una delle lingue ufficiali del paese, a meno che non sia ammesso l’uso di traduttori indipendenti.
  • Il soggetto deve avere una speranza di vita superiore a 6 mesi.

Chi non può partecipare allo studio?

29 criteri

  • Uso di qualsiasi terapia specifica per CLL o SLL prima dello studio, anche rituximab per problemi autoimmuni.
  • Avere avuto un ictus (stroke) o emorragia cerebrale negli ultimi 6 mesi.
  • Avere un intervento chirurgico importante previsto prima della firma del consenso informato.
  • Avere disturbi della coagulazione (tendenza a sanguinare eccessivamente).
  • Infezione attiva da virus dell'epatite C (HCV) con risultato positivo al test PCR dell'RNA; se il virus è stato curato e non si trova più, è possibile partecipare.
  • Infezione attiva da virus dell'epatite B (HBV) con risultato positivo al test PCR del DNA; se è solo una storia di infezione passata (PCR negativo) è permesso, ma con terapia antivirale preventiva.
  • Essere sieropositivi per HIV (infezione da virus dell'immunodeficienza umana).
  • Avere allergia o reazione grave (anafilassi) a uno dei farmaci o agli ingredienti del trial.
  • Necessità di assumere warfarin o altri anticoagulanti vitamina K, o terapia antipiastrinica doppia.
  • Necessità di assumere un inibitore o induttore forte del citocromo CYP3A4 (enzima che influisce su molti farmaci).
  • Avere ricevuto vaccini vivi attenuati negli ultimi 6 mesi.
  • Malattie cardiache significative, tra cui: infarto del miocardio negli ultimi 6 mesi; angina instabile negli ultimi 3 mesi; insufficienza cardiaca di classe NYHA III o IV (grave); pressione alta non controllata; aritmie importanti (battito cardiaco irregolare grave) come tachicardia ventricolare sostenuta, fibrillazione ventricolare o torsades de pointes; intervallo QTcF superiore a 480 ms (misura dell'attività elettrica del cuore); blocco cardiaco di secondo o terzo grado senza pacemaker permanente; frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) inferiore al 50% (misura della funzione di pompaggio del cuore).
  • Essere già coinvolti in un altro studio clinico che possa interferire con questo.
  • Aver usato qualsiasi farmaco anticancro standard o sperimentale negli ultimi 28 giorni o 5 emivite (il tempo necessario perché la metà del farmaco sia eliminata).
  • Aver ricevuto in passato un anticorpo bispecifico che colpisce CD3 e CD20.
  • Avere subito un trapianto di cellule staminali allogenico o autologo.
  • Essere incinta, pianificare una gravidanza o allattare.
  • Avere condizioni mediche, risultati di laboratorio o problemi psichiatrici che il medico ritiene possano ostacolare la partecipazione.
  • Avere un'infezione attiva (batterica, virale, fungina, micobatterica, parassitaria) che richiede trattamento sistemico al momento dell'iscrizione o nelle 2 settimane precedenti, inclusa COVID‑19 o CMV positivo.
  • Essere privati della libertà per decisione giudiziaria o amministrativa.
  • Essere ricoverati in ospedale senza consenso.
  • Essere adulto sotto tutela legale.
  • Avere cirrosi epatica avanzata (Child‑Pugh).
  • Evidenza di coinvolgimento del sistema nervoso centrale dalla CLL.
  • Storia di leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML) confermata.
  • Avere una malattia autoimmune attiva o altra che richieda trattamento immunosoppressivo permanente, compresi steroidi > 20 mg al giorno di prednisone (o equivalente) entro 15 giorni dall'iscrizione.
  • Avere anemia emolitica autoimmune o porpora trombocitopenica idiopatica non controllate, richiedenti steroidi > 20 mg al giorno entro 15 giorni dall'iscrizione.
  • Avere una trasformazione Richter o linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) in passato.
  • Avere un cancro attivo diverso da quello studiato, a meno che non sia stato libero da malattia per almeno 2 anni. Eccezioni consentite: carcinoma basocellulare o epidermico non invasivo, carcinoma in situ della cervice o del seno, piccola scoperta istologica di cancro alla prostata (stadio T1a o T1b); una donna con terapia ormonale per cancro al seno può partecipare se la terapia è iniziata da almeno 2 anni.
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Farmaci in studio

  • Venetoclax

    è un farmaco orale che blocca una proteina che aiuta le cellule tumorali di leucemia a sopravvivere. In questo studio viene dato insieme agli altri farmaci per cercare di eliminare le cellule cancerose nei pazienti con CLL/SLL e alterazioni TP53.

  • Epcoritamab (GEN3013)

    è un anticorpo monoclonale somministrato mediante iniezione sottocutanea. Aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule leucemiche. Nel trial è usato in combinazione con gli altri due farmaci per migliorare la risposta terapeutica.

  • Ibrutinib

    è una pillola che inibisce un enzima chiave per la crescita delle cellule di leucemia. Viene somministrato oralmente e, combinato con Venetoclax ed Epcoritamab, si spera che la terapia sia più efficace contro la malattia.

Che cosa si sa già del trattamento

  • Venetoclax

    È una compressa rivestita da assumere per via orale, generalmente da 400 mg al giorno. È un farmaco già approvato e ampiamente studiato nella letteratura medica. Viene usato principalmente per trattare la leucemia linfatica cronica e il linfoma a piccole cellule B. Agisce bloccando una proteina chiamata BCL‑2, che aiuta le cellule tumorali a morire, e per questo è classificato come inibitore di BCL‑2.

  • Epcoritamab

    Si presenta come una soluzione iniettabile da somministrare sottocutaneamente, di solito 48 mg per dose. È ancora in fase di sperimentazione clinica e non è ancora approvato per uso generale. È indicato per la leucemia linfatica cronica e il linfoma a piccole cellule B. Il suo meccanismo consiste nel collegare le cellule tumorali B (tramite CD20) alle cellule immunitarie T (tramite CD3), così da farle attaccare, ed è classificato come anticorpo bispecifico.

  • Ibrutinib

    È una compressa da assumere per via orale, tipicamente 420 mg al giorno. È un farmaco già approvato e molto studiato nella pratica clinica. Viene impiegato per la leucemia linfatica cronica e il linfoma a piccole cellule B. Funziona bloccando un enzima chiamato BTK, che è importante per la crescita delle cellule B, ed è classificato come inibitore di BTK.

Malattie studiate

  • Leucemia linfatica cronica

    è una neoplasia del sangue caratterizzata da proliferazione di linfociti B maturi nel midollo osseo e nel sangue periferico. Si presenta con aumento dei linfociti nel sangue, linfonodi ingranditi e milza aumentata. La malattia avanza lentamente, ma può evolvere in forme più aggressive con incremento delle cellule anomale. Le alterazioni del gene TP53 indicano un possibile decorso più complesso.

  • Linfoma a piccole cellule B

    è un linfoma non Hodgkin a cellule B di piccole dimensioni che coinvolge principalmente linfonodi, midollo osseo e sangue periferico. Si manifesta con linfonodi ingrossati, talvolta splenomegalia e sintomi sistemici lievi. Il decorso è generalmente indolente, ma può trasformarsi in una forma più aggressiva. Anche in questo caso le alterazioni di TP53 possono influenzare la sua evoluzione.

Dettagli dello studioUltimo aggiornamento 18 ott 2026
Etàda 18 anni in suFaseFase IINumero dello studio2025-520893-20-00Codice del protocolloEVITAPartecipanti previsti32 personePromotoreLYSARC

fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri

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