Assistance Publique Hopitaux De Marseille
Marsiglia, Francia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
La sepsis è una risposta infiammatoria molto forte dell’organismo a un’infezione, che può portare a danni agli organi e richiede cure intensive. Nei reparti di terapia intensiva i pazienti con infezioni da batteri gram‑negativi vengono trattati con antibiotici della classe beta-lactam, tra cui piperacillin, tazobactam, amoxicillin, cefotaxime, cefepime, ceftazidime, avibactam e meropenem.
Lo studio ha lo scopo di valutare se una strategia personalizzata di dosaggio, che combina la MIC (concentrazione minima necessaria per fermare la crescita batterica), il TDM (controllo dei livelli del farmaco nel sangue) e un aggiustamento basato su modelli matematici, possa migliorare il numero di giorni senza necessità di ICU entro 28 giorni dall’inizio del trattamento. Questa strategia, chiamata BETARGET, cerca di adattare la dose di antibiotico alle esigenze specifiche di ciascun paziente.
Nel corso della ricerca i pazienti verranno assegnati in modo casuale a ricevere la terapia personalizzata o la terapia standard. Durante la degenza saranno effettuati prelievi di sangue per verificare i livelli del farmaco e saranno monitorati i segni vitali e la funzione degli organi. Alla dimissione o al termine del periodo di osservazione verranno raccolti dati su sopravvivenza, tempo di dimissione dall’unità di terapia intensiva e altri indicatori di recupero.
Lo studio si svolge in 9 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un antibiotico beta‑lattamico usato per trattare infezioni batteriche gravi, soprattutto quelle causate da gram‑negative. Nel trial viene somministrata per via endovenosa per aiutare a eliminare i batteri responsabili dell’infezione nei pazienti in terapia intensiva.
è un inibitore della beta‑lattamasi, una sostanza che protegge gli antibiotici beta‑lattamici dalla degradazione da parte dei batteri. Viene combinato con la piperacillina per rendere più efficace il trattamento contro batteri resistenti.
è un antibiotico beta‑lattamico a spettro ampio, spesso usato per infezioni respiratorie e urinarie. Nel contesto dello studio è somministrata per via endovenosa per valutare la sua efficacia quando la dose è personalizzata in base ai livelli nel sangue.
è un antibiotico cefalosporinico di terza generazione, efficace contro molti batteri gram‑negativi. Viene dato per infusione endovenosa per trattare le infezioni gravi nei pazienti in terapia intensiva.
è un antibiotico cefalosporinico di quarta generazione, con buona attività contro batteri gram‑negativi e alcuni gram‑positivi. Nel trial è usato per verificare se la personalizzazione del dosaggio migliora i risultati clinici.
è un antibiotico cefalosporinico di terza generazione particolarmente attivo contro i batteri gram‑negativi, inclusi quelli resistenti. Viene somministrato per via endovenosa per trattare le infezioni severe dei pazienti in terapia intensiva.
È somministrato per via endovenosa mediante infusione; è un antibiotico beta‑lattamico della classe delle penicilline ampiamente impiegato e ben documentato nella letteratura medica; è indicato per trattare infezioni gravi causate da batteri gram‑negativi, inclusa la sepsi; agisce bloccando la sintesi della parete cellulare batterica legandosi alle proteine leganti la penicillina, provocando la morte del microrganismo.
Viene somministrato per infusione endovenosa; è un inibitore della beta‑lattamasi usato da molti anni e riconosciuto nella pratica clinica; è indicato per potenziare antibiotici beta‑lattamici contro batteri che producono enzimi di resistenza, come nelle infezioni gravi e nella sepsi; il suo meccanismo consiste nel legarsi all’enzima beta‑lattamasi e impedirne l’attacco all’antibiotico, proteggendo così quest’ultimo.
Si somministra per via endovenosa mediante infusione; è un antibiotico beta‑lattamico della classe delle penicilline, molto diffuso e ben studiato; è usato per infezioni di medio grado causate da batteri gram‑positivi e gram‑negativi, compresa la sepsi lieve; inibisce la formazione della parete cellulare batterica legandosi alle proteine penicillina‑leganti, facendo indebolire e rompere il batterio.
È somministrata per infusione endovenosa; è un antibiotico cefalosporinico di terza generazione, ampiamente utilizzato e presente nella letteratura clinica; è indicata per trattare infezioni gravi da gram‑negativi, comprese quelle in terapia intensiva e la sepsi; agisce interferendo con la sintesi della parete cellulare batterica legandosi alle proteine penicillina‑leganti, provocando la morte del microrganismo.
Viene somministrato per via endovenosa tramite infusione; è un antibiotico cefalosporinico di quarta generazione, ben consolidato nella pratica medica; è indicato per infezioni severe da gram‑negativi, inclusa la sepsi in ambiente ospedaliero; il suo meccanismo è lo stesso delle cefalosporine, bloccando la costruzione della parete cellulare batterica e causando la lisi del patogeno.
È somministrato per infusione endovenosa; è un antibiotico cefalosporinico di terza generazione, conosciuto e usato da lungo tempo; è indicato per infezioni gravi da gram‑negativi, soprattutto in pazienti critici con sepsi; inibisce la sintesi della parete cellulare batterica legandosi alle proteine penicillina‑leganti, portando alla morte del batterio.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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