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In reclutamento

Studio randomizzato aperto su tolebrutinib e rituximab in pazienti con sclerosi multipla

Farmaco autorizzatoSenza placebo
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Di che cosa tratta questo studio?

Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici

La Multiple Sclerosis è una malattia cronica del sistema nervoso centrale che può provocare problemi di vista, debolezza e difficoltà di movimento. In questo studio vengono confrontati due farmaci: il nuovo composto orale tolebrutinib, somministrato in compresse da 60 mg, e l’iniezione endovenosa rituximab, già utilizzata per questa patologia. Lo scopo dello studio è valutare come questi trattamenti influenzino un indicatore di danno nervoso presente nel liquido cerebrospinale.

I partecipanti resteranno sotto osservazione per circa un anno, durante il quale verranno raccolti campioni di liquido cerebrospinale (CSF) e sangue a intervalli prestabiliti. Il principale indicatore analizzato è il NfL, una proteina che aumenta quando le fibre nervose sono danneggiate; verrà misurato il cambiamento rispetto al valore iniziale. Verranno inoltre esaminati altri marcatori, come la proteina GFAP, che può riflettere danni alle cellule di supporto del cervello, e diverse sostanze chimiche legate all’infiammazione e al sistema immunitario.

Come si svolge lo studio

Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.

  1. Passaggio 1

    Randomizzazione e assegnazione al gruppo

    Dopo l'iscrizione allo studio, viene effettuata una randomizzazione automatica che assegna il paziente al gruppo di tolebrutinib (farmaco in prova) o al gruppo di rituximab (farmaco di confronto). la decisione è presa dal sistema di studio e non dipende dalla scelta del paziente.

  2. Passaggio 2

    Valutazione di base

    Vengono eseguiti esami clinici, una risonanza magnetica del cervello e prelievi di liquido cerebrospinale (CSF) e sangue. Il liquido cerebrospinale è il fluido che circonda il cervello e il midollo spinale; viene prelevato mediante una puntura lombare. Questi campioni servono a misurare i biomarcatori, ad esempio la neurofilament light chain (nf l), una proteina che indica danno nervoso.

  3. Passaggio 3

    Inizio del trattamento

    Se assegnato al gruppo tolebrutinib, il paziente inizia a prendere una compressa da 60 mg per via orale ogni giorno.

    Se assegnato al gruppo rituximab, il paziente riceve un'infusione endovenosa di 500 mg di rituximab. l'infusione avviene in una singola seduta all'inizio dello studio; una seconda dose di 500 mg può essere somministrata a 12 mesi, secondo il protocollo dello studio.

  4. Passaggio 4

    Assunzione quotidiana di tolebrutinib

    Il paziente prende la compressa da 60 mg di tolebrutinib con acqua, preferibilmente alla stessa ora ogni giorno, per tutta la durata di 12 mesi.

  5. Passaggio 5

    Visite di controllo periodiche

    Vengono programmate visite di controllo ogni tre mesi. Durante queste visite vengono valutati gli effetti collaterali, viene effettuato un esame del sangue e, se necessario, vengono raccolti ulteriori campioni di CSF.

    Per il gruppo rituximab, le visite includono il monitoraggio dell'infusione e la verifica della risposta al trattamento.

  6. Passaggio 6

    Valutazione a 12 mesi

    Vengono ripetuti i prelievi di CSF e sangue per misurare la variazione della neurofilament light chain e di altri biomarcatori (ad es. GFAP, chemokine).

    Viene eseguita una nuova risonanza magnetica per valutare eventuali cambiamenti nella lesione cerebrale.

    Questa valutazione costituisce il punto finale primario dello studio.

  7. Passaggio 7

    Follow‑up fino a 24 mesi

    Dopo i 12 mesi, il paziente continua a essere seguito fino a 24 mesi per gli esiti secondari. Vengono raccolti nuovamente campioni di sangue per misurare la neurofilament light chain nel siero e altri biomarcatori come GFAP, chemokine, e marcatori del sistema immunitario.

    Le visite di controllo continuano con la stessa frequenza di tre mesi.

Chi può partecipare allo studio?

11 criteri

  • Ha firmato il consenso informato scritto per partecipare allo studio.
  • È disposto e capace di seguire tutte le procedure e le valutazioni previste dallo studio.
  • Se è una donna in età fertile o un uomo che può avere figli, deve usare metodi contraccettivi altamente efficaci per tutta la durata dello studio e per almeno 5 mesi dopo l'ultima dose del farmaco.
  • Ha una diagnosi di sclerosi multipla confermata secondo i criteri McDonald 2017 (un insieme di regole usate dai medici per riconoscere la malattia).
  • Ha ricevuto il farmaco rituximab come parte della sua cura abituale per almeno 24 mesi prima della visita di screening, e l'ultima dose è stata tra 3 e 9 mesi prima dello screening.
  • Ha un punteggio sulla scala di disabilità espansa (EDSS) compreso tra 2 e 6 al momento dello screening (questa scala misura quanto la malattia influenza le capacità motorie).
  • Ha mostrato un peggioramento clinico negli ultimi 12 mesi in almeno uno dei seguenti ambiti: capacità di camminare (valutata con il test di 6 minuti (6MWT) o quello di 25 piedi (T25FW)), funzioni cognitive (valutate con il test SDMT), necessità di ausili per camminare o problemi di vescica/intestino, o cambiamenti osservati alla risonanza magnetica (MRI) o nella vita quotidiana.
  • Ha almeno 18 anni di età.
  • Non ha usato altri farmaci modificanti la malattia (DMT) diversi da rituximab negli ultimi 24 mesi.
  • Non ha controindicazioni per gli esami di biomarcatori, cioè non ha problemi che impediscano di fare risonanza magnetica, prelievi di sangue o di liquido cerebrospinale (CSF).
  • È d'accordo a sottoporsi a un massimo di tre punture lombari (prelievo di liquido cerebrospinale dalla colonna vertebrale).

Chi non può partecipare allo studio?

21 criteri

  • Diagnosi attuale di Sclerosi Multipla progressiva primaria (PPMS): forma della SM che peggiora in modo costante.
  • Ricaduta (attacco) della SM entro gli ultimi 12 mesi o lesione con gadolinio alla risonanza magnetica (MRI) di screening.
  • Eventi neurologici acuti significativi, come un trauma cranico, negli ultimi 12 mesi.
  • Altre malattie diverse dalla SM, ad esempio mielite o neurite ottica bilaterale, che potrebbero spiegare meglio i sintomi.
  • Grave problema medico o psichiatrico che impedirebbe di seguire le richieste dello studio.
  • Grave patologia cardiaca, ad esempio aritmia non controllata, angina, cardiomiopatia, insufficienza cardiaca congestizia avanzata (classe NYHA 3‑4) o risultati anormali dell’ECG considerati clinicamente significativi.
  • Disturbi della coagulazione o problemi con le piastrine, o un conteggio piastrinico inferiore a 150 000/μL al momento dello screening.
  • Malattia epatica significativa o risultati di esami del fegato anormali (AST o ALT > 1,5 volte il limite superiore normale, bilirubina coniugata > 1,5 volte, fosfatasi alcalina > 2 volte, o GGT > 3 volte), a meno che non siano dovuti a condizioni non epatiche o a una malattia epatica stabile.
  • Cancro attivo negli ultimi 5 anni.
  • Gravidanza o allattamento.
  • Impossibilità di fare una risonanza magnetica (MRI) per motivi tecnici o di salute.
  • Incapacità di seguire le istruzioni dello studio o di completare le valutazioni richieste.
  • Incapacità legale o capacità legale limitata.
  • Storia o risultato positivo per epatite B virale non spiegato da vaccinazione.
  • Storia o risultato positivo per epatite C virale o HIV in qualsiasi momento.
  • Test di gravidanza positivo al momento dello screening.
  • Uso di farmaci specifici entro i 24 mesi precedenti lo screening, inclusi interferone beta, glatiramer acetato, immunoglobuline per via endovenosa, dimetil fumarato, teriflunomide, mitoxantrone, cladribina, alemtuzumab, ciclofosfamide, terapia citotossica sistemica, irradiazione linfoide totale, trapianto di midollo osseo, natalizumab, oculizumab, ofatumumab, fingolimod, siponimod, ozanimod, terapie anti‑citosina, plasmaferesi, azatioprina, altri inibitori BTK, o trattamenti sperimentali non sospesi per almeno 5 emivite o 24 mesi (eccetto rituximab, che è consentito).
  • Assunzione di farmaci che inducono o inibiscono fortemente gli enzimi epatici CYP3A o CYP2C8.
  • Assunzione di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici.
  • Linfonopenia di grado 2 o superiore secondo la classificazione CTCAE (basso numero di linfociti nel sangue).
  • Altre malattie concomitanti significative (cardiovascolari, renali, epatiche o metaboliche) o condizioni mediche instabili che il medico ritenga possano compromettere la partecipazione allo studio.
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Dove si svolge lo studio

Dove puoi partecipare a questo studio

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Farmaci in studio

  • Tolebrutinib

    è un farmaco somministrato per via orale sotto forma di compressa rivestita. In questo studio è il trattamento sperimentale, cioè il nuovo farmaco che i ricercatori stanno valutando per capire se può ridurre l’attività della sclerosi multipla. I partecipanti al gruppo che riceve tolebrutinib lo assumono quotidianamente e i ricercatori confrontano i cambiamenti dei biomarcatori nel liquido cerebrospinale rispetto a chi rimane in trattamento con il farmaco di confronto.

  • Rituximab

    è un farmaco somministrato mediante infusione endovenosa. È già usato come terapia standard per la sclerosi multipla e, in questo studio, funge da trattamento di confronto. I pazienti che continuano a ricevere rituximab lo fanno tramite infusioni periodiche in ospedale, e i ricercatori osservano come i loro biomarcatori cambiano rispetto a chi passa al nuovo farmaco tolebrutinib.

Che cosa si sa già del trattamento

  • Tolebrutinib

    è disponibile in compresse rivestite da 60 mg da assumere per via orale; è attualmente in fase di sperimentazione clinica e non è ancora approvato per uso commerciale. Viene studiato principalmente per il trattamento della sclerosi multipla. Agisce inibendo una proteina chiamata Bruton's tyrosine kinase (BTK), riducendo l’attivazione delle cellule immunitarie che contribuiscono all’infiammazione nel cervello. È classificato come inibitore orale di BTK, appartenente alla classe dei piccoli molecoli modulatori del sistema immunitario.

  • Rituximab

    è somministrato per via endovenosa in infusione, di solito 500 mg per dose; è un farmaco già approvato e ampiamente descritto nella letteratura medica. È indicato per alcuni tumori del sangue e per malattie autoimmuni, ed è usato anche “off‑label” nella sclerosi multipla. Il suo meccanismo consiste nel legarsi a una proteina chiamata CD20 presente sulla superficie dei linfociti B, portando alla loro distruzione e riducendo l’attività anomala del sistema immunitario. È classificato come anticorpo monoclonale anti‑CD20, appartenente alla categoria degli immunosoppressori.

Malattie studiate

Sclerosi multipla - è una malattia del sistema nervoso centrale in cui il rivestimento protettivo delle fibre nervose, la mielina, viene danneggiato. Questo danno interferisce con la trasmissione degli impulsi elettrici tra il cervello e il resto del corpo. Con il tempo, le lesioni si accumulano e possono causare un graduale peggioramento delle funzioni motorie, sensoriali e cognitive. La malattia segue spesso un percorso di fluttuazioni, con periodi di peggioramento seguiti da fasi di stabilizzazione.
Dettagli dello studioUltimo aggiornamento 26 ott 2026
Etàda 18 anni in suFaseFase IIINumero dello studio2025-523892-50-00Codice del protocolloMSBenefiTPartecipanti previsti60 personePromotoreRegion Stockholm – SLSO

fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri

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