Katholieke Universiteit te Leuven
Centro verificato
Lovanio, Belgio
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda il Gastroesophageal adenocarcinoma, un tumore che si sviluppa nello stomaco o nell’esofago, nella sua forma HER2-positive, cioè caratterizzata dalla presenza di una proteina HER2 che favorisce la crescita delle cellule tumorali. Il trattamento sperimentato combina il farmaco zanidatamab, somministrato per via endovenosa (cioè attraverso una flebo), con il regime chemioterapico noto come FLOT, una combinazione di diversi farmaci anticancro, e in alcuni pazienti include anche il farmaco tislelizumab, anch’esso dato per via endovenosa.
Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e la fattibilità di questa combinazione e verificare se aumenta la percentuale di pazienti che, al termine del trattamento preoperatorio, non mostrano più cellule tumorali nel tessuto rimosso (cosiddetto “risposta patologica completa”). I partecipanti ricevono le infusioni di farmaco per diversi cicli prima dell’intervento chirurgico (trattamento “neoadiuvante”), poi vengono sottoposti all’operazione per rimuovere il tumore e infine continuano a essere seguiti per monitorare eventuali effetti collaterali e la salute generale.
Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un anticorpo monoclonale progettato per legarsi a HER2, una proteina che può essere presente in grandi quantità su alcune cellule tumorali dell’esofago e dello stomaco. Nel trial, il farmaco viene somministrato per via endovenosa come parte di un trattamento combinato, con l’obiettivo di aiutare il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule cancerose. L’uso di zanidatamab in questo studio serve a valutare se, insieme alla chemioterapia, può aumentare la probabilità che il tumore scompaia completamente prima dell’intervento chirurgico.
è una combinazione di quattro farmaci chemioterapici somministrati per via endovenosa: 5‑fluorouracile, leucovorina, oxaliplatino e docetaxel. Questa terapia è usata prima dell’intervento chirurgico per ridurre le dimensioni del tumore e per eliminare le cellule cancerose nascoste. Nel trial, il regime FLOT viene dato insieme a zanidatamab per verificare se la combinazione è sicura e se può migliorare il tasso di risposta patologica completa, cioè l’assenza di cellule tumorali nel tessuto rimosso durante la chirurgia.
è somministrato per via endovenosa in infusione e si presenta come concentrato da diluire prima dell'uso. È già approvato per alcuni tumori solidi e compare regolarmente nella letteratura medica come terapia immunitaria. Viene usato principalmente per trattare tumori che esprimono la proteina PD‑1, aiutando il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule cancerose. È classificato come inibitore del checkpoint immunitario a base di anticorpo monoclonale.
si somministra anch’esso per via endovenosa mediante infusione, ma al momento è ancora in fase sperimentale e non è ancora approvato per uso generale. È studiato per tumori gastrointestinali HER2‑positivi, in particolare in combinazione con la chemioterapia FLOT. Il suo meccanismo consiste nel legarsi a due parti della proteina HER2, bloccando i segnali che favoriscono la crescita del tumore. È classificato come anticorpo bispecifico diretto contro HER2.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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