Hospital General Universitario Gregorio Maranon
Centro verificato
Madrid, Spagna
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
La Extensive-stage small cell lung cancer è una forma di cancro al polmone molto aggressiva che si è già diffusa al di fuori del polmone. Lo studio valuta una terapia cellulare innovativa denominata DJI136, una terapia CAR‑T che utilizza cellule del sistema immunitario modificate per riconoscere una proteina chiamata DLL3 presente sulle cellule tumorali. Nel protocollo vengono utilizzati anche i farmaci bendamustine hydrochloride, cyclophosphamide, fludarabine phosphate e tocilizumab per preparare il paziente alla terapia cellulare.
Lo scopo principale è valutare la sicurezza e la tollerabilità della terapia e identificare la dose consigliata per studi futuri; in una fase successiva si verifica l’attività anti‑tumorale preliminare, misurata con il tasso di risposta complessiva. La “sicurezza” si riferisce alla comparsa e alla gravità degli effetti avversi, mentre la “dose‑limiting toxicity” indica un effetto collaterale che impedisce di aumentare ulteriormente la dose. Il “tasso di risposta complessiva” indica la percentuale di pazienti i cui tumori mostrano una riduzione significativa delle dimensioni.
Il percorso dello studio prevede una fase di valutazione iniziale, seguita da una somministrazione endovenosa della terapia cellulare, dopodiché i pazienti rimangono sotto osservazione per alcuni giorni. Successivamente sono programmati controlli periodici con esami del sangue, monitoraggio dei segni vitali e imaging radiologico per verificare l’evoluzione della malattia per diversi mesi.
Lo studio si svolge in 6 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco chemioterapico somministrato per via endovenosa. Viene usato per “preparare” il corpo prima della terapia con le cellule CAR‑T, aiutando a ridurre il numero di cellule cancerose e creando spazio affinché le nuove cellule modificate possano agire meglio.
è un altro farmaco chemioterapico somministrato per via endovenosa. Come la bendamustina, serve a ridurre le cellule tumorali e a indebolire il sistema immunitario del paziente in modo controllato, favorendo l’efficacia della terapia con le cellule CAR‑T.
è un farmaco chemioterapico dato per via endovenosa. Viene utilizzato insieme alla bendamustina e alla ciclosfosfamide per preparare il paziente alla terapia CAR‑T, contribuendo a diminuire le cellule tumorali e a facilitare l’ingresso delle cellule modificate.
è un anticorpo monoclonale somministrato per via endovenosa. Il suo scopo è bloccare una sostanza chiamata interleuchina‑6, che può causare una forte risposta infiammatoria (sindrome da rilascio di citochine) dopo l’infusione delle cellule CAR‑T. Aiuta a controllare questi effetti collaterali.
è una terapia sperimentale di tipo CAR‑T che mira a una proteina chiamata DLL3 presente sulle cellule del carcinoma polmonare a piccole cellule. Le cellule T del paziente vengono prelevate, modificate in laboratorio per riconoscere DLL3 e poi reinfuse nel corpo. L’obiettivo è che queste cellule modificate trovino e distruggano le cellule tumorali.
È somministrato per via endovenosa in infusioni lente. È un farmaco già approvato per alcuni linfomi e leucemie croniche ed è ben documentato in letteratura oncologica. Agisce legandosi al DNA delle cellule tumorali, provocando rotture che impediscono la loro divisione. È classificato come agente alchilante, una forma di chemioterapia.
Si somministra per via endovenosa in soluzione. È un farmaco consolidato, usato da decenni per molte neoplasie e anche per alcune malattie autoimmuni. Dopo essere attivato nel fegato, crea legami incrociati nel DNA, bloccando la crescita delle cellule cancerose. Appartiene alla classe degli agenti alchilanti e ha proprietà immunosoppressive.
Viene infuso per via endovenosa come dispersione per infusione. È una terapia CAR‑T sperimentale in fase I/II, non ancora autorizzata, studiata per il carcinoma polmonare a piccole cellule. Le cellule T del paziente vengono modificate per esprimere un recettore che riconosce la proteina DLL3 presente sulle cellule tumorali, inducendo una risposta immunitaria diretta. È classificata come terapia cellulare CAR‑T, una forma di immunoterapia mirata.
Si somministra per via endovenosa. È un farmaco approvato per alcune forme di leucemia e linfoma, con ampia presenza nella letteratura medica. Simula i mattoni naturali del DNA, si incorpora nella catena del DNA e blocca la sintesi, causando la morte delle cellule che si dividono rapidamente. È un antimetabolita, più precisamente un analogo delle purine.
È somministrato per via endovenosa in infusioni. È un anticorpo monoclonale già approvato per artrite reumatoide e per la sindrome da rilascio di citochine. Blocca il recettore dell’interleuchina‑6, riducendo l’infiammazione e la risposta immunitaria eccessiva. È classificato come antagonista del recettore IL‑6, appartenente agli immunosoppressori biologici.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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