Azienda Ospedaliera Universitaria Senese
Centro verificato
Siena, Italia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda il Non-Small Cell Lung Cancer in stage 4, una forma avanzata di tumore del polmone che si è diffusa oltre il punto di origine. Il trattamento in studio combina pembrolizumab, un farmaco somministrato in vena, con EIK1001 e con la chemioterapia. È previsto anche un confronto con un trattamento identico nell’aspetto ma senza la sostanza attiva di EIK1001, chiamato placebo. Lo scopo dello studio è capire se l’aggiunta di EIK1001 possa aiutare a controllare meglio la malattia e a migliorare la sopravvivenza.
Lo studio segue le persone per un periodo di tempo mentre ricevono il trattamento assegnato. I partecipanti vengono distribuiti in modo casuale tra i gruppi di trattamento, e né i partecipanti né il personale sanno quale trattamento viene dato. Durante lo studio, il trattamento viene somministrato a cicli e i medici controllano l’andamento della malattia e la presenza di eventuali effetti indesiderati. In una parte dello studio vengono confrontate due dosi di EIK1001 per capire quale combinazione sia più adatta.
Il tumore del polmone non a piccole cellule è il tipo più comune di tumore del polmone. La chemioterapia è un trattamento con farmaci che distruggono o rallentano la crescita delle cellule tumorali. Pembrolizumab è un farmaco che aiuta il sistema di difesa del corpo a riconoscere e attaccare il tumore.
Lo studio si svolge in 6 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco immunoterapico dato per via endovenosa. Aiuta il sistema immunitario del paziente a riconoscere e attaccare meglio le cellule tumorali. In questo studio viene usato insieme alla chemioterapia e a un altro trattamento sperimentale per vedere se può aiutare a controllare meglio il tumore del polmone.
è il trattamento sperimentale principale dello studio, somministrato come iniezione in vena. Viene studiato in associazione con pembrolizumab e chemioterapia per capire se può rendere il trattamento più efficace contro il tumore del polmone avanzato. Lo studio valuta anche quale dose sia più adatta e quanto sia sicuro usarlo insieme agli altri farmaci.
è la chemioterapia usata come parte del trattamento standard per il tumore del polmone non a piccole cellule in fase avanzata. Serve ad attaccare e distruggere le cellule tumorali o a rallentarne la crescita. In questo studio viene somministrata insieme a pembrolizumab e a EIK1001, oppure agli stessi trattamenti senza EIK1001, per confrontare i risultati.
Si somministra per via endovenosa, cioè attraverso una flebo in ospedale o in centro specialistico, di solito a intervalli regolari stabiliti dal medico. È un farmaco già approvato e ampiamente descritto nella letteratura medica, usato soprattutto in diversi tipi di tumore, tra cui il tumore del polmone non a piccole cellule in fase avanzata. Appartiene alla classe degli anticorpi monoclonali anti-PD-1: si lega a una proteina chiamata PD-1 sulle cellule immunitarie e le aiuta a riconoscere e attaccare meglio le cellule tumorali.
Si somministra per via endovenosa come soluzione per iniezione, quindi direttamente in vena sotto controllo medico. È una sostanza ancora in fase di studio e non è un trattamento di uso comune nella pratica clinica; nei lavori scientifici viene valutata soprattutto per il possibile effetto contro i tumori e per la capacità di stimolare le difese dell’organismo. Appartiene ai farmaci immunomodulatori: agisce attivando alcuni segnali del sistema immunitario, in particolare recettori che aiutano a “mettere in allerta” le cellule di difesa, con l’obiettivo di rendere più efficace la risposta contro il tumore.
Si somministra nello stesso modo del farmaco sperimentale, in questo studio per via endovenosa, ma non contiene il principio attivo del medicinale in prova. Non è un farmaco terapeutico e non ha un ruolo nella cura del cancro; viene usato negli studi clinici per confrontare in modo corretto gli effetti del trattamento vero. Serve a capire se i benefici osservati dipendono davvero dal farmaco studiato e non da altri fattori, come l’assistenza ricevuta o le aspettative del paziente.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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