Assistance Publique Hopitaux De Marseille
Centro verificato
Marsiglia, Francia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda pazienti con Non-Small Cell Lung Cancer avanzato e Interstitial Lung Disease. Il primo è un tumore dei polmoni che nasce dalle cellule che rivestono le vie respiratorie, mentre il secondo è un insieme di condizioni che provocano cicatrici nel tessuto polmonare, rendendo la respirazione più difficile. Sono stati valutati diversi farmaci somministrati per via endovenosa, inclusi bevacizumab, carboplatin, paclitaxel, pembrolizumab e nivolumab. La chemioterapia è un trattamento che utilizza medicinali per uccidere le cellule tumorali, mentre l’immunoterapia aiuta il sistema immunitario a riconoscere e combattere il cancro.
Lo scopo dello studio è valutare l’efficacia e la sicurezza di questi trattamenti. Nella prima fase, i pazienti ricevono una combinazione di carboplatin e paclitaxel ogni settimana, con la possibilità di aggiungere bevacizumab. Nella seconda fase, i soggetti possono ricevere la chemioterapia scelta dal medico oppure un’immunoterapia con pembrolizumab o nivolumab. Durante il periodo di studio i pazienti vengono monitorati con visite regolari, esami del sangue e controlli tramite CT (una tomografia computerizzata che produce immagini dettagliate dei polmoni) per verificare la risposta del tumore e la possibile evoluzione della malattia polmonare interstiziale, nonché per rilevare eventuali effetti collaterali.
Lo studio si svolge in 6 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco che aiuta a bloccare i vasi sanguigni che alimentano il tumore. In questo studio viene usato insieme a chemioterapia per vedere se può migliorare l’efficacia del trattamento nei pazienti con cancro al polmone avanzato e malattia polmonare interstiziale.
è un tipo di immunoterapia che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule cancerose. Nel trial è valutato come possibile seconda opzione di trattamento per i pazienti che hanno già ricevuto la prima linea di terapia.
è un altro farmaco di immunoterapia che stimola il sistema immunitario a combattere il cancro. Come il pembrolizumab, viene testato nella seconda linea di trattamento per verificare la sua sicurezza e efficacia nei pazienti con cancro al polmone e malattia polmonare interstiziale non grave.
è una chemioterapia che interferisce con la crescita delle cellule tumorali. Viene somministrata per valutare se, da sola o in combinazione, può aiutare a controllare il tumore nei pazienti con NSCLC avanzato.
è un farmaco che danneggia il DNA delle cellule tumorali, impedendone la replicazione. Nel contesto dello studio, è parte di alcune combinazioni di chemioterapia usate per trattare il cancro al polmone.
è una chemioterapia che interferisce con la sintesi del DNA e dell’RNA delle cellule cancerose. È inclusa nelle terapie testate per capire se può migliorare i risultati nei pazienti con NSCLC avanzato.
È somministrato per via endovenosa ed è un anticorpo monoclonale approvato per diversi tumori, tra cui il carcinoma polmonare non a piccole cellule. Il farmaco agisce bloccando una proteina chiamata VEGF, che normalmente aiuta i tumori a creare nuovi vasi sanguigni. È classificato come agente anti‑angiogenico. In medicina è ampiamente usato e descritto nella letteratura clinica.
Viene iniettato in vena ed è un anticorpo monoclonale già autorizzato per il trattamento di più tipi di cancro, incluso il carcinoma polmonare non a piccole cellule. Funziona impedendo al sistema immunitario di “spegnere” le sue difese, bloccando la proteina PD‑1. È un inibitore del checkpoint immunitario. È molto studiato e considerato una terapia di riferimento.
Si somministra per via endovenosa ed è un farmaco chemioterapico usato nel carcinoma polmonare non a piccole cellule. Agisce interferendo con la formazione dei microtubuli, strutture fondamentali per la divisione cellulare. È classificata come alcaloide della famiglia dei vincoli. È presente da anni nella pratica clinica e nella letteratura oncologica.
È una terapia endovenosa a base di un analogo nucleosidico, approvata per diversi tumori, compreso il carcinoma polmonare non a piccole cellule. Il farmaco si inserisce nel DNA delle cellule tumorali e provoca rotture che ne bloccano la crescita. È un antimetabolita. È ben documentata negli studi clinici e usata regolarmente.
Viene somministrato per via endovenosa ed è un anticorpo monoclonale già autorizzato per il carcinoma polmonare non a piccole cellule e altri tumori. Blocca la proteina PD‑1, permettendo al sistema immunitario di attaccare le cellule tumorali. È un inibitore del checkpoint immunitario. È ampiamente studiato e fa parte delle terapie più recenti.
Viene iniettato in vena ed è un farmaco chemioterapico antimetabolita approvato per il carcinoma polmonare non a piccole cellule. Interrompe la sintesi di acido folico, necessario per la crescita delle cellule tumorali. È classificato come antifolato. È ben conosciuto e usato nella pratica oncologica.
È un tumore che nasce nelle cellule dei polmoni che non appartengono al tipo a cellule piccole. Cresce generalmente in modo più lento rispetto ad altri tumori polmonari e può aumentare di dimensione localmente. Con il tempo può invadere i linfonodi vicini e diffondersi ad altri organi. I sintomi si intensificano man mano che il massiccio occupa più spazio nel polmone, causando difficoltà respiratorie e tosse. La sua evoluzione è tipicamente seguita con esami di imaging per valutare le variazioni di dimensione.
È un insieme di patologie che provocano infiammazione e cicatrizzazione del tessuto di supporto tra gli alveoli polmonari. Questo processo rende il tessuto più spesso e meno elastico, limitando lo scambio di ossigeno. La malattia progredisce lentamente, con un peggioramento graduale della capacità respiratoria. I pazienti sperimentano affanno crescente, soprattutto durante l’attività fisica, e una tosse secca persistente. In alcuni casi l’attecimento può accelerare, portando a una riduzione più rapida della funzione polmonare.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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