Hospital Universitario De Jaen
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Jaén, Spagna
Malattie rare
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Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Il Gastroesophageal Adenocarcinoma è un tumore che nasce nella parte inferiore dell'esofago o nella parte alta dello stomaco. Per trattarlo si sta studiando una combinazione di chemioterapia e immunoterapia. La chemioterapia prevede l'uso di fluorouracil, calcium folinate, oxaliplatin e docetaxel, mentre l'immunoterapia utilizza durvalumab, una sostanza che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e combattere le cellule tumorali.
Lo studio ha lo scopo di valutare l'efficacia di questo approccio completo, chiamato trattamento neoadiuvante totale. I pazienti ricevono la chemioterapia e l'immunoterapia per diverse settimane prima dell'intervento chirurgico (trattamento “neoadiuvante”), poi si sottopongono all'operazione per rimuovere il tumore, e infine continuano a ricevere l'immunoterapia per un periodo dopo l'intervento (trattamento “adiuvante”).
Il risultato principale che si vuole osservare è la percentuale di pazienti in cui, dopo l'intervento, non si trovano più cellule tumorali nel tessuto rimosso, cioè una risposta patologica completa. Si monitorano anche la durata della vita senza recidiva, la sicurezza del trattamento, e la qualità della vita dei partecipanti, valutata tramite questionari semplici.
Lo studio si svolge in 10 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco chemioterapico usato per impedire alle cellule tumorali di produrre nuovo DNA, rallentando così la loro crescita. Nel trial fa parte della combinazione FLOT somministrata prima dell’intervento chirurgico.
è un farmaco che aiuta a potenziare l’effetto del fluorouracil e a ridurre alcuni dei suoi effetti collaterali. Viene dato insieme al fluorouracil nella terapia neoadiuvante.
è un chemioterapico a base di platino che danneggia il DNA delle cellule cancerose, impedendo loro di moltiplicarsi. È uno dei componenti della combinazione FLOT somministrata prima dell’intervento.
è un farmaco di immunoterapia che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Nel trial viene dato sia prima dell’intervento in combinazione con la chemioterapia FLOT, sia dopo l’intervento come trattamento di mantenimento.
è un chemioterapico che interferisce con la divisione delle cellule tumorali, contribuendo a ridurre la dimensione del tumore. È l’ultimo componente della combinazione FLOT usata nella fase preoperatoria.
Si presenta come soluzione per iniezione somministrata per infusione endovenosa; è un farmaco di chemio consolidato e ampiamente studiato. È indicato principalmente per tumori del tratto gastrointestinale, incluso l'adenocarcinoma gastroesofageo. Agisce bloccando la sintesi del DNA nelle cellule tumorali, impedendone la crescita. È classificato come antimetabolita antineoplastico.
È una soluzione per iniezione somministrata per infusione endovenosa e viene usata per potenziare l'effetto del fluorouracile. È un principio ben noto nella pratica clinica e appare nella letteratura come coadiuvante della chemio. Indicato per il supporto al trattamento di tumori gastrointestinali. Agisce fornendo una forma attiva di folato che aumenta la capacità del fluorouracile di danneggiare il DNA delle cellule tumorali. È classificato come agente di supporto chetogenico, noto anche come acido folinico.
Si presenta come concentrato per soluzione per infusione endovenosa; è un farmaco di chemio consolidato e presente in numerosi studi clinici. È indicato per tumori del colon, del retto e per l'adenocarcinoma gastroesofageo. Il suo meccanismo consiste nel formare legami incrociati nel DNA, bloccando la divisione delle cellule tumorali. È classificato come composto di platino antineoplastico.
È un concentrato per soluzione per infusione endovenosa e rappresenta una terapia immunitaria relativamente nuova, già approvata per diversi tumori solidi. È indicato per alcuni tumori polmonari e della vescica e, in questo studio, per l'adenocarcinoma gastroesofageo. Funziona bloccando la proteina PD‑L1, permettendo al sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. È classificato come inibitore del checkpoint immunitario, anticorpo monoclonale.
Si presenta come concentrato per soluzione per infusione endovenosa; è un farmaco di chemio ben consolidato e largamente documentato. È indicato per vari tumori solidi, inclusi quelli del seno, del polmone e dell'apparato digerente. Il suo meccanismo consiste nel fissare i microtubuli, impedendo loro di smontarsi e bloccando la divisione cellulare. È classificato come taxano, antineoplastico.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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