Azienda Ospedaliero Universitaria Parma
Centro verificato
Parma, Italia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda il small cell lung cancer, una forma di tumore del polmone che cresce e si diffonde rapidamente. L’obiettivo dello studio è valutare se una nuova terapia con obrixtamig aggiunta a atezolizumab, carboplatin ed etoposide possa aiutare a vivere più a lungo rispetto al trattamento standard con atezolizumab, carboplatin ed etoposide da soli. I medicinali vengono somministrati tramite infusione in vena, cioè lentamente attraverso una flebo.
Nel corso dello studio, le persone ricevono uno dei due trattamenti previsti e vengono seguite per un periodo di tempo per osservare come procede la malattia e come vengono tollerati i medicinali. Durante il trattamento vengono controllati anche eventuali effetti indesiderati, come CRS (una reazione infiammatoria del corpo che può comparire con alcune terapie) e ICANS (disturbi del cervello causati da una reazione al trattamento, che possono influire su attenzione, parola o confusione). Vengono inoltre valutati sintomi come respiro corto, dolore al petto e tosse.
Lo studio confronta quindi una nuova combinazione di farmaci con il trattamento standard per capire se offre un beneficio maggiore nelle persone con small cell lung cancer in stadio avanzato.
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è un farmaco chemioterapico somministrato per via endovenosa. Agisce interferendo con il DNA delle cellule tumorali, impedendo loro di crescere e di dividersi. Nel trial è usato come parte della combinazione standard per il trattamento del carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso.
è un farmaco sperimentale, definito “IGG‑like T‑cell engager”. Si lega a due bersagli: la proteina DLL3 presente sulle cellule tumorali e la CD3 delle cellule T del sistema immunitario. Questo legame aiuta le cellule T a riconoscere e attaccare il tumore. Nel trial è il nuovo farmaco (obrixtamig) che viene aggiunto alla combinazione standard per verificare se migliora la sopravvivenza.
è una chemioterapia somministrata per via endovenosa. Danneggia il DNA delle cellule tumorali, rendendole incapaci di replicarsi. Viene usato insieme ad altri farmaci per trattare il carcinoma polmonare a piccole cellule, sia nel gruppo di studio che nel gruppo di controllo.
è un anticorpo monoclonale che blocca la proteina PD‑L1, una “chiave” che i tumori usano per nascondersi dal sistema immunitario. Bloccandola, il farmaco permette al sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. È parte della terapia di prima linea nel trial, sia da solo sia in combinazione con il nuovo farmaco.
è un anticorpo che inibisce l’interleuchina‑6, una sostanza che può causare infiammazioni e reazioni avverse. Nel trial è indicato come terapia di background, cioè viene somministrato per gestire possibili effetti collaterali o condizioni infiammatorie nei pazienti durante il trattamento.
Carboplatin è un medicinale per infusione endovenosa, cioè viene somministrato direttamente in vena in ospedale. È ancora molto usato nella pratica medica e nella letteratura scientifica, soprattutto contro diversi tipi di tumore, incluso il tumore del polmone a piccole cellule. Appartiene ai farmaci che danneggiano il materiale genetico delle cellule tumorali, bloccando la loro capacità di crescere e dividersi; per questo è classificato come agente antitumorale a base di platino.
Tocilizumab si somministra come infusione endovenosa e viene dato da personale sanitario in ambiente controllato. È un medicinale già affermato in medicina e ben descritto nella letteratura, usato soprattutto per alcune malattie infiammatorie e autoimmuni. Agisce bloccando una sostanza del corpo chiamata interleuchina-6, che aiuta a far partire e mantenere l’infiammazione; per questo è classificato come anticorpo monoclonale immunomodulatore.
Atezolizumab si somministra per infusione endovenosa e viene preparato e dato in ospedale. È un farmaco già noto e ampiamente studiato, usato in oncologia per vari tumori, tra cui il tumore del polmone a piccole cellule. Blocca una proteina chiamata PD-L1, che normalmente aiuta il tumore a “nascondersi” dal sistema immunitario; in questo modo permette alle difese del corpo di riconoscere e attaccare meglio le cellule tumorali. È classificato come anticorpo monoclonale immunoterapico.
BI 764532 è un medicinale sperimentale somministrato per infusione endovenosa, quindi direttamente in vena. Al momento è ancora in fase di studio e non è un trattamento di uso comune nella pratica medica. È progettato per aiutare il sistema immunitario a colpire le cellule tumorali: si lega a DLL3 sulle cellule del tumore e a CD3 sulle cellule T, avvicinando queste cellule immunitarie al tumore per farlo distruggere; per questo è un anticorpo bispecifico, cioè un farmaco immunoterapico mirato.
Etoposide si somministra per infusione endovenosa e viene usato sotto stretto controllo medico. È un farmaco ben conosciuto e ancora molto presente nella pratica clinica e nella letteratura, soprattutto nei tumori del polmone e di altri organi. Agisce bloccando un enzima che le cellule usano per copiare e riparare il proprio DNA, così le cellule tumorali non riescono più a dividersi correttamente e muoiono; appartiene alla classe dei farmaci antitumorali che bloccano la divisione cellulare.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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