Akershus University Hospital
Centro verificato
Loerenskog, Norvegia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
La ricerca riguarda il Metastatic colorectal cancer, una forma di cancro del colon che si è diffusa ad altri organi. Nel contesto di questo studio, il tumore è caratterizzato dal profilo MSS/pMMR, che indica una specifica situazione genetica in cui il sistema di riparazione del DNA non è difettoso. Il trattamento sperimentale combina una chemioterapia a breve termine basata su oxaliplatin e fluorouracil, supportata da folic acid, con l’aggiunta di bevacizumab, un farmaco che blocca la crescita dei vasi sanguigni del tumore, e alterna l’uso di tislelizumab, un inibitore di checkpoint immunitario che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule cancerose.
L’obiettivo principale è valutare se questa combinazione possa trasformare un tumore normalmente poco responsivo al sistema immunitario in uno più vulnerabile, migliorando il controllo della malattia; il risultato principale sarà la progression-free survival, cioè il periodo durante il quale il tumore non peggiora.
Nel corso dello studio, i pazienti ricevono infusioni dei farmaci in cicli regolari, seguiti da controlli medici, esami del sangue e scansioni per verificare la risposta del tumore e monitorare gli eventuali effetti indesiderati; la partecipazione prosegue per diversi mesi, con visite programmate per osservare la durata del beneficio e la sicurezza del trattamento.
Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un anticorpo monoclonale che blocca un fattore di crescita chiamato VEGF, impedendo ai tumori di formare nuovi vasi sanguigni. Nel trial viene somministrato per via endovenosa insieme alla chemioterapia, con l’obiettivo di ridurre l’apporto di sangue al tumore e migliorare l’efficacia degli altri farmaci.
è un agente chemioterapico appartenente alla classe dei composti di platino. Agisce danneggiando il DNA delle cellule tumorali, impedendo loro di dividersi e crescere. Viene dato per via endovenosa come parte della “short‑course” di chemioterapia, fornendo un primo colpo contro il cancro del colon.
è un anticorpo monoclonale che blocca la proteina PD‑1 presente sulle cellule immunitarie. Inibendo questa via, il farmaco aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Nel protocollo viene alternato con la chemioterapia per cercare di trasformare il tumore da “non immunogenico” a “immunogenico”.
(acido folico) è una forma di folato somministrata per via endovenosa. Viene usata per potenziare l’effetto di alcuni farmaci chemioterapici, in particolare il fluorouracile, riducendo il rischio di tossicità e migliorando l’efficacia del trattamento.
è un farmaco chemioterapico tradizionale che interferisce con la sintesi del DNA nelle cellule tumorali, rallentandone la crescita. Viene somministrato per via endovenosa come parte della combinazione di chemioterapia FLOX/FOLFOX, contribuendo al controllo della malattia.
È una soluzione per infusione endovenosa somministrata per via intravenosa. È un farmaco già approvato e ampiamente studiato per diversi tumori, inclusi i tumori del colon-retto. Agisce bloccando la proteina VEGF, impedendo la formazione di nuovi vasi sanguigni che nutrono il tumore. È classificato come anticorpo monoclonale anti‑angiogenico.
Si presenta come una soluzione per infusione endovenosa somministrata tramite infusioni venose. È un farmaco consolidato in oncologia, usato soprattutto nei regimi chemioterapici per il cancro colorettale. Danneggia il DNA delle cellule tumorali legandosi al loro materiale genetico, impedendo la loro replicazione. È classificato come agente alchilante a base di platino.
È una soluzione per infusione endovenosa somministrata per via intravenosa. È un farmaco relativamente nuovo, già approvato per alcune indicazioni oncologiche e in fase di studio per altri tumori. Blocca il recettore PD‑1, permettendo al sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. È classificato come anticorpo monoclonale anti‑PD‑1, cioè un inibitore del checkpoint immunitario.
Si presenta come una soluzione per iniezione o infusione endovenosa somministrata come bolo o infusioni. È un medicinale consolidato e ben documentato, usato soprattutto per ridurre la tossicità del fluorouracile e come co‑fattore nella sintesi del DNA. Fornisce una forma attiva di folato necessaria per la produzione di nuove cellule. È classificato come vitamina/derivato del folato.
È una soluzione per iniezione o infusione endovenosa somministrata per via intravenosa. È un farmaco molto noto e ampiamente studiato, indicato per il trattamento del cancro colorettale. Interferisce con la costruzione del DNA bloccando la produzione di nucleotidi, impedendo così la crescita delle cellule tumorali. È classificato come antimetabolita, un analogo della pirimidina.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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