Azienda Ospedaliero Universitaria Di Modena
Centro verificato
Modena, Italia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Questo studio riguarda l'ictus ischemico non cardioembolico, una condizione che si verifica quando il flusso di sangue al cervello viene bloccato da un coagulo che non proviene dal cuore. I farmaci che verranno utilizzati nello studio sono la ticlopidina, il clopidogrel e l'acido acetilsalicilico, tutti medicinali che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue. Questi farmaci vengono presi per bocca sotto forma di compresse e appartengono a una categoria chiamata farmaci antipiastrinici, che rendono il sangue meno propenso a formare coaguli. Lo scopo dello studio è dimostrare che una prescrizione personalizzata di questi farmaci antipiastrinici può ridurre il numero di eventi cardiovascolari gravi che si verificano entro dodici mesi rispetto alle cure abituali.
Lo studio durerà complessivamente tre anni e coinvolgerà persone che hanno avuto un ictus ischemico non cardioembolico nelle due settimane precedenti. I partecipanti riceveranno uno o due farmaci antipiastrinici come parte della loro terapia per prevenire un nuovo ictus. Durante lo studio verranno effettuate visite di controllo a tre mesi e a dodici mesi per verificare come i pazienti rispondono al trattamento e quanto bene seguono le indicazioni per assumere i farmaci. Verranno eseguiti anche test per misurare la funzione delle piastrine nel sangue, che sono le cellule responsabili della formazione dei coaguli.
I medici osserveranno se si verificano nuovi ictus ischemici, infarti del miocardio o decessi per cause cardiovascolari durante i dodici mesi di osservazione. Verrà inoltre valutato lo stato funzionale dei partecipanti, cioè quanto bene riescono a svolgere le attività quotidiane dopo l'ictus. Lo studio presterà particolare attenzione alle possibili differenze tra uomini e donne nei risultati del trattamento e controllerà eventuali episodi di sanguinamento che possono verificarsi come effetto collaterale dei farmaci antipiastrinici. Alcuni partecipanti saranno sottoposti a test genetici per verificare se particolari caratteristiche del loro patrimonio genetico influenzano la risposta ai farmaci.
Lo studio si svolge in 4 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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Farmaci antiaggreganti: Questi sono medicinali che aiutano a prevenire la formazione di coaguli di sangue. Funzionano rendendo le piastrine (piccole cellule nel sangue) meno appiccicose, riducendo così il rischio che si attacchino insieme e formino coaguli pericolosi. In questo studio, i farmaci antiaggreganti vengono scelti in modo personalizzato per ogni paziente, per vedere se questo approccio su misura può ridurre meglio il rischio di problemi cardiovascolari rispetto al trattamento standard.
Si tratta di un tipo di ictus ischemico che si verifica quando il flusso sanguigno verso una parte del cervello viene bloccato, ma non a causa di un coagulo proveniente dal cuore. La causa principale è solitamente l'accumulo di depositi di grasso nelle arterie che portano sangue al cervello, oppure la formazione di coaguli direttamente nei vasi sanguigni cerebrali. Quando il sangue non riesce a raggiungere una zona del cervello, le cellule cerebrali in quella area iniziano a danneggiarsi per mancanza di ossigeno e nutrienti. I sintomi possono includere debolezza improvvisa di un lato del corpo, difficoltà nel parlare o nel comprendere, problemi di vista e perdita di equilibrio. La gravità dei sintomi dipende da quale area del cervello è stata colpita e da quanto esteso è il danno. Dopo l'evento acuto, la condizione può evolvere con un recupero parziale o completo delle funzioni, oppure con disabilità permanenti.
L'infarto miocardico si verifica quando il flusso di sangue verso una parte del muscolo cardiaco viene bloccato in modo significativo o completamente interrotto. Questo blocco è generalmente causato dall'accumulo di sostanze grasse, colesterolo e altre sostanze che formano una placca nelle arterie coronarie. Quando una placca si rompe, si può formare un coagulo di sangue che ostruisce l'arteria. Senza un adeguato apporto di sangue, il tessuto del muscolo cardiaco inizia a danneggiarsi o a morire. I sintomi tipici includono dolore o fastidio al petto, che può irradiarsi verso braccia, spalle, collo o mandibola, accompagnato da sudorazione, nausea e difficoltà respiratorie. Il danno al muscolo cardiaco può influenzare la capacità del cuore di pompare sangue in modo efficace.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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