Wojskowy Instytut Medyczny Państwowy Instytut Badawczy
Varsavia, Polonia
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Varsavia, Polonia
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda persone con Peripheral Artery Disease, una condizione in cui le arterie delle gambe si restringono e il flusso di sangue può diminuire, aumentando il rischio di problemi come l’ischemia degli arti o l’infarto. I partecipanti avranno ricevuto una delle seguenti terapie: l’iniezione di REGN7508 (cenvacibart), l’iniezione di REGN9933 (amrecibart), il farmaco anticoagulante orale rivaroxaban, oppure un placebo. Lo scopo dello studio è valutare l’efficacia e la sicurezza di questi farmaci nel prevenire eventi vascolari gravi e nel ridurre le complicazioni emorragiche.
I partecipanti saranno assegnati casualmente a uno dei gruppi di trattamento e seguiti per diversi mesi con visite regolari in cui verranno raccolti dati sulla salute, eventuali sanguinamenti e la comparsa di problemi come infarto, ictus o perdita di un arto. Alcuni termini tecnici vengono spiegati per chiarezza: un “evento trombotico maggiore” indica un coagulo che causa infarto, ictus, perdita improvvisa della circolazione al piede o morte cardiovascolare; le abbreviazioni ISTH e CRNM si riferiscono a definizioni internazionali di sanguinamento grave e di sanguinamento clinicamente rilevante ma non letale; VTE indica un coagulo venoso, ad esempio una trombosi profonda; i test aPTT, PT e INR sono esami del sangue che controllano la capacità di coagulare. Durante lo studio verranno monitorati eventuali effetti indesiderati e la risposta immunitaria al farmaco, ma non saranno richieste procedure invasive o studi di imaging complessi.
Lo studio si svolge in 6 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco anticoagulante assunto per via orale. Aiuta a prevenire la formazione di coaguli di sangue nei vasi, riducendo il rischio di trombosi. Nel trial viene usato come trattamento di confronto per capire se le nuove terapie sono più efficaci o più sicure.
è un anticorpo monoclonale sperimentale che agisce contro il fattore XI, una proteina coinvolta nella coagulazione del sangue. Viene somministrato per iniezione come polvere da sciogliere in soluzione. L’obiettivo è ridurre gli eventi trombotici dopo un intervento di rivascolarizzazione, cercando di mantenere un rischio di sanguinamento più basso rispetto ai trattamenti tradizionali.
è un altro anticorpo monoclonale sperimentale che, come il REGN7508, blocca il fattore XI. Anche questo è dato per via iniettiva sotto forma di polvere da diluire. Serve a valutare se può prevenire le complicazioni trombotiche nei pazienti con recente rivascolarizzazione, con un profilo di sicurezza che includa meno sanguinamenti rispetto ai farmaci standard.
È una compressa da assumere per via orale; è già approvato e usato nella pratica clinica per prevenire coaguli di sangue. Viene impiegato soprattutto per ridurre il rischio di trombosi in pazienti con malattie cardiache e vascolari, come la malattia arteriosa periferale. Agisce bloccando direttamente il fattore Xa, una proteina chiave nella formazione del coagulo. È classificato come anticoagulante orale diretto (DOAC).
Si presenta come polvere da recostituire in soluzione per iniezione o infusione; è ancora in fase di sperimentazione clinica e non è ancora approvato per uso comune. È studiato per prevenire eventi trombotici in pazienti con ri‑vascularizzazione arteriosa periferica. Il farmaco è un anticorpo monoclonale che si lega al fattore XI, impedendone l’attivazione e quindi la formazione del coagulo. È classificato come anticorpo monoclonale anti‑fattore XI.
Anche questo è fornito come polvere per soluzione da iniettare o infondere; è un prodotto sperimentale non ancora disponibile sul mercato. Viene testato per ridurre il rischio di coaguli dopo interventi di ri‑vascularizzazione nelle arterie delle gambe. Funziona legando il fattore XI, blocca la sua azione e quindi rallenta la cascata coagulante. È classificato come anticorpo monoclonale anti‑fattore XI.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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