Centr Georges Francois Leclerc
Centro verificato
Digione, Francia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio coinvolge pazienti con cancro alle ova che hanno risposto poco bene alla prima chemioterapia e hanno avuto un intervento chirurgico incompleto. Il trattamento sperimentale combina ubamatamab, un nuovo anticorpo monoclonale, con carboplatin, paclitaxel e bevacizumab, tutti somministrati per via endovenosa, e con filgrastim per supportare la produzione di globuli bianchi. Questa combinazione è valutata come terapia di “salvage”, cioè un’opzione terapeutica usata quando le cure precedenti non hanno funzionato sufficientemente.
Lo scopo principale è verificare la sicurezza e l’efficacia della combinazione di farmaci. Inizialmente, un piccolo gruppo di pazienti riceve il trattamento per valutare gli effetti collaterali più gravi; se la dose è ritenuta sicura, si passa a un gruppo più ampio per osservare quanto il tumore possa ridursi. Le infusioni vengono somministrate ogni tre settimane e i pazienti vengono monitorati con esami del sangue e con scansioni radiologiche per controllare la dimensione del tumore. Il trattamento continua finché il tumore non progredisce o si verificano effetti indesiderati non tollerabili.
Lo studio si svolge in 8 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco chemioterapico usato per trattare diversi tipi di tumore, incluso il cancro ovarico. Nello studio viene somministrato per via endovenosa insieme ad altri farmaci per valutare la sicurezza e l’efficacia del nuovo trattamento.
è un anticorpo monoclonale che aiuta a bloccare la crescita dei vasi sanguigni che alimentano il tumore. Viene dato per via endovenosa e, in questo studio, è parte della combinazione standard di terapia di base.
è un medicinale che stimola la produzione di globuli bianchi, aiutando il corpo a combattere le infezioni. Viene usato per supportare i pazienti durante la chemioterapia, riducendo il rischio di neutropenia.
è un altro farmaco chemioterapico che interferisce con la capacità delle cellule tumorali di dividersi. Viene somministrato per via endovenosa insieme a carboplatino e bevacizumab come parte della terapia di base.
è un nuovo anticorpo monoclonale sperimentale, ancora in fase di studio, progettato per colpire specifiche cellule tumorali del cancro ovarico. Viene testato in combinazione con i farmaci di base per capire se può migliorare i risultati nei pazienti che non hanno risposto bene alla prima linea di trattamento.
è somministrato per via endovenosa come soluzione per infusione; è un farmaco approvato e ben documentato nella letteratura oncologica; viene usato soprattutto per trattare tumori ovarici, polmonari e della vescica; agisce legandosi al DNA delle cellule tumorali impedendone la divisione e appartiene alla classe dei chemioterapici alchilanti.
è somministrato per via endovenosa in soluzione per iniezione; è un anticorpo monoclonale già approvato e largamente studiato per diversi tumori; è indicato per il trattamento di tumori ovarici, del colon e del rene; blocca una proteina che favorisce la crescita dei vasi sanguigni nel tumore, riducendo così l’apporto di nutrimento alle cellule cancerose, ed è classificato come agente anti‑angiogenico.
è somministrato per via endovenosa come soluzione per infusione; è un farmaco approvato e ben conosciuto per supportare il midollo osseo; è usato per aumentare il numero di globuli bianchi nei pazienti che ricevono chemioterapia; stimola la produzione di cellule del sangue dal midollo, rientrando nella classe dei fattori di crescita ematopoietici.
è somministrato per via endovenosa in soluzione per infusione; è un farmaco già approvato e ampiamente studiato in oncologia; è indicato per tumori ovarici, al seno e del polmone; interferisce con la struttura interna delle cellule tumorali impedendone la divisione, ed è classificato come agente chetogenico.
è somministrato per via endovenosa come soluzione per iniezione; è un nuovo anticorpo monoclonale ancora in fase di sperimentazione clinica; è destinato a pazienti con tumori ovarici poco sensibili ai trattamenti standard; si lega a una proteina presente sulla superficie delle cellule tumorali, bloccandone la crescita, e appartiene alla classe degli anticorpi monoclonali terapeutici.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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