Aalborg University Hospital
Aalborg, Danimarca
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Il progetto riguarda persone che attualmente non hanno problemi di memoria ma hanno un rischio aumentato di sviluppare la forma sintomatica della Alzheimer’s disease. Lo studio vuole capire se il farmaco sperimentale Trontinemab, somministrato per via endovenosa, può ritardare l’insorgenza dei sintomi rispetto a una sostanza inattiva (placebo).
I partecipanti saranno seguiti per diversi anni; riceveranno infusioni periodiche in ambulatorio e saranno sottoposti a visite di controllo, test di memoria e valutazioni della capacità di svolgere le attività quotidiane. Alcune visite includeranno una scansione cerebrale con MRI e l’iniezione di un tracciante chiamato [18F]MK-6240 per osservare eventuali cambiamenti legati all’amiloide. Verranno inoltre prelevati campioni di sangue per misurare marcatori associati alla malattia.
Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
6 criteri
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è un anticorpo monoclonale sperimentale somministrato per via endovenosa come soluzione per infusione. Nel trial viene dato ai partecipanti per valutare se può rallentare o prevenire la comparsa di sintomi dell’Alzheimer in persone che al momento non hanno problemi cognitivi ma sono a rischio. Lo studio confronta gli effetti di Trontinemab con un placebo per capire se il farmaco è efficace e sicuro.
è un tracciante radioattivo utilizzato per la tomografia a emissione di positroni (PET). Viene iniettato rapidamente in vena e permette di visualizzare la presenza di proteine tau nel cervello, che sono associate all’Alzheimer. Nel trial il tracciante è usato come strumento di valutazione di base per osservare i cambiamenti cerebrali nei partecipanti, ma non è un trattamento terapeutico.
Si presenta come una soluzione per infusione endovenosa somministrata tramite una pompa IV; è attualmente in fase III di sperimentazione clinica e non è ancora approvata per l’uso comune. È destinato a persone senza sintomi ma a rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer, con l’obiettivo di rallentare la comparsa dei sintomi. Agisce come un anticorpo monoclonale che si lega alle proteine tau anormali nel cervello, facilitandone la rimozione. È classificato come anticorpo monoclonale modificatore della malattia neurodegenerativa.
È una soluzione per iniezione somministrata come bolo endovenoso, contenente il radioisotopo fluor-18; è un agente di imaging ancora in fase di studio e non è commercializzato. Viene usato per visualizzare le accumulazioni di tau nel cervello di persone a rischio di Alzheimer mediante una scansione PET. Si lega alle fibre di tau patologiche e, grazie al radioisotopo, emette segnali rilevabili dal PET. È classificato come radiofarmaco, tracciante PET per la ricerca sulla tau.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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