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Palermo, Italia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
La sperimentazione riguarda pazienti affetti da Mantle Cell Lymphoma, un tipo raro di linfoma che colpisce il sistema linfatico. Il farmaco in studio è glofitamab, somministrato per via endovena (cioè tramite una flebo). In alcuni partecipanti vengono aggiunti obinutuzumab e tocilizumab, anch’essi somministrati per via endovena. I pazienti inclusi nella sperimentazione hanno già ricevuto un trattamento precedente chiamato CAR T-cell therapy, una terapia che usa cellule immunitarie modificate per attaccare le cellule tumorali.
L’obiettivo è valutare quanto bene il nuovo trattamento controlla la malattia. Dopo l’arruolamento, i partecipanti ricevono le infusioni del farmaco secondo un calendario prefissato e vengono seguiti regolarmente con visite cliniche e esami per verificare la risposta della malattia e monitorare eventuali effetti indesiderati. La risposta viene classificata come completa, quando non si osservano più segni di tumore, o parziale, quando il tumore diminuisce ma non scompare del tutto.
Lo studio si svolge in 9 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un anticorpo monoclonale sperimentale somministrato per via endovenosa. Nel trial viene usato per cercare di ridurre le cellule tumorali nei pazienti con linfoma a cellule del mantello che hanno avuto una risposta insufficiente o una recidiva dopo la terapia con cellule CAR‑T. Il farmaco è studiato come nuovo trattamento per migliorare i risultati di questi pazienti.
è un altro anticorpo monoclonale somministrato per via endovenosa. Nello studio è impiegato insieme a glofitamab per valutare se la combinazione può aumentare l’efficacia contro il linfoma a cellule del mantello. Obinutuzumab è già usato in altre forme di linfoma e agisce legandosi a una proteina presente sulle cellule tumorali, aiutando il sistema immunitario a eliminarle.
è un farmaco già approvato che viene somministrato per via endovenosa. Nel contesto di questo studio è usato come terapia di supporto per gestire possibili reazioni infiammatorie o la sindrome da rilascio di citochine che possono insorgere durante il trattamento con gli anticorpi. Aiuta a ridurre l’infiammazione e a mantenere i pazienti stabili durante la terapia.
Somministrato per via endovenosa, è un anticorpo bispecifico ancora in fase di sperimentazione clinica e classificato come farmaco orfano. Viene studiato principalmente per il linfoma a cellule del mantello che è ricomparso o non ha risposto a terapie con cellule CAR‑T. Il suo meccanismo consiste nel legare contemporaneamente il CD20 sulle cellule tumorali B e il CD3 sui linfociti T, così da attivare i T‑cellule a distruggere il tumore. È classificato come immunoterapia bispecifica di tipo T‑cell engager.
Si somministra per infusione endovenosa ed è un anticorpo monoclonale già approvato per alcune leucemie e linfomi, quindi è un farmaco riconosciuto in letteratura medica. È indicato per il trattamento di linfomi a cellule B, incluso il linfoma a cellule del mantello in alcuni schemi terapeutici. Funziona legandosi al recettore CD20 presente sulle cellule B, attivando il sistema immunitario a eliminare queste cellule. È classificato come anticorpo anti‑CD20, appartenente alla classe delle immunoterapie.
Viene dato per via endovenosa ed è un anticorpo monoclonale ampiamente usato e approvato per malattie infiammatorie come l’artrite reumatoide e la sindrome da rilascio di citochine. È impiegato in questo studio come terapia di supporto per gestire l’infiammazione associata al trattamento del linfoma. Blocca il recettore dell’interleuchina‑6, impedendo così l’azione di questa molecola infiammatoria. È classificato come antagonista del recettore IL‑6, una forma di immunomodulatore.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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