Institut De Cancerologie De Lorraine
Centro verificato
Vandoeuvre-lès-Nancy, Francia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Il carcinoma uroteliale metastatico è un tumore che si è diffuso oltre la vescica. In alcuni pazienti le cellule tumorali mostrano una proteina chiamata HER2 sulla loro superficie (HER2-positiva). Il nuovo farmaco in studio è trastuzumab brengitecan, indicato con il nome in codice T-bren (BL-M07D1), somministrato per via endovenosa. Il confronto è con la chemioterapia tradizionale a base di cisplatin, gemcitabine o carboplatin, tutti farmaci comunemente usati per questo tipo di cancro.
Lo scopo dello studio è valutare se il nuovo trattamento può ritardare la crescita del tumore rispetto alla chemioterapia tradizionale. I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi, ricevono il loro trattamento per diverse settimane e vengono controllati regolarmente per verificare la risposta del tumore e la tolleranza del farmaco; il trattamento può essere interrotto se il tumore peggiora o se si verificano effetti indesiderati gravi.
I pazienti inclusi hanno già ricevuto una terapia immunitaria basata su anti-PD-(L)1 e hanno mostrato una progressione della malattia. Durante lo studio vengono monitorati per eventuali effetti collaterali e per la loro qualità della vita.
Lo studio si svolge in 8 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco sperimentale, un anticorpo coniugato (ADC) che unisce un anticorpo diretto contro HER2 a una sostanza che uccide le cellule tumorali. Viene somministrato tramite infusioni endovenose. Nel trial è usato per trattare pazienti con carcinoma uroteliale metastatico HER2‑positivo che hanno già ricevuto terapie anti‑PD‑(L)1, con l’obiettivo di verificare se rallenta la crescita del tumore rispetto alla chemioterapia standard.
è un farmaco di chemioterapia a base di platino. Viene dato per via endovenosa e agisce danneggiando il DNA delle cellule tumorali, impedendo loro di crescere e di dividersi. Nel trial è utilizzato come parte della chemioterapia tradizionale per i pazienti con carcinoma uroteliale avanzato.
è un altro farmaco di chemioterapia, somministrato per infusione endovenosa. Interferisce con la produzione di DNA nelle cellule tumorali, contribuendo a fermare la loro crescita. Viene combinato con altri farmaci a base di platino nel trattamento di controllo del trial.
è un agente chemioterapico a base di platino, simile al cisplatino ma con un profilo di effetti collaterali diverso. Viene somministrato per via endovenosa e danneggia il DNA delle cellule tumorali. È una delle opzioni di chemioterapia standard usata nel gruppo di controllo del trial.
È un farmaco somministrato per infusione endovenosa; il principio è fornito come polvere da ricostituire in soluzione per infusione. È ancora in fase sperimentale e viene studiato in studi clinici per il carcinoma uroteliale metastatico HER2‑positivo. È indicato per tumori che esprimono la proteina HER2, in particolare dopo che altre terapie hanno fallito. Agisce legandosi al recettore HER2 sulle cellule tumorali, venendo internalizzato e rilasciando un inibitore della topoisomerasi I che rompe il DNA; è classificato come anticorpo‑farmaco coniugato (terapia mirata).
Viene somministrato per infusione endovenosa come soluzione pronta per iniezione. È un farmaco approvato e ampiamente usato nella pratica clinica per diversi tumori solidi, incluso il carcinoma uroteliale metastatico. È indicato come chemioterapia di prima linea o di seconda linea in combinazione con altri farmaci. Il suo meccanismo consiste nel legarsi al DNA formando legami crociati che impediscono la replicazione cellulare, ed è classificato come agente alchilante di tipo platino.
Si somministra per infusione endovenosa in soluzione per infusione. È un farmaco già approvato e presente nella letteratura medica per il trattamento di diversi tumori, tra cui il carcinoma uroteliale metastatico. È indicato come chemioterapia, spesso in combinazione con platino, per pazienti con tumori avanzati. Agisce come analogo nucleosidico che viene incorporato nel DNA, bloccandone la sintesi e provocando la morte cellulare; è classificato come antimetabolita (analogo della nucleoside).
Viene somministrato per infusione endovenosa come soluzione per infusione. È un farmaco approvato e utilizzato nella pratica clinica per vari tumori solidi, incluso il carcinoma uroteliale metastatico. È indicato come chemioterapia, spesso in combinazione con altri agenti, per pazienti che non possono tollerare la cisplatina. Il suo meccanismo è simile a quello della cisplatina: forma legami crociati con il DNA che inibiscono la replicazione cellulare; è classificato come agente alchilante di tipo platino.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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