Azienda Ospedaliera Di Perugia
Centro verificato
Perugia, Italia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Il trial riguarda la Hairy Cell Leukemia, una forma rara di leucemia che colpisce le cellule del sangue chiamate linfociti B. I pazienti inclusi hanno una malattia che è tornata dopo i trattamenti precedenti o che non ha risposto a questi. Il protocollo prevede una terapia orale breve che combina vemurafenib, un farmaco che blocca una proteina coinvolta nella crescita delle cellule tumorali, e venetoclax, un farmaco che aiuta a far morire le cellule tumorali inibendo una proteina che le protegge dalla morte.
Lo scopo principale è valutare se questa combinazione può raggiungere un tasso di remissione completa superiore a quello osservato con i singoli farmaci. Dopo le quattro cicli di terapia orale, i pazienti con risposta incompleta o con tracce di malattia residua vengono trattati con rituximab, un anticorpo che riconosce la proteina CD20 presente sulla superficie delle cellule leucemiche, per eliminare le cellule rimanenti. Verranno inoltre monitorati la qualità della vita e diversi indicatori di sopravvivenza.
Durante lo studio i pazienti assumono le compresse per diverse settimane, seguite da infusioni di rituximab se necessario. La presenza di cellule tumorali residue viene valutata con test di MRD usando tecniche come PCR (amplificazione di materiale genetico), flow cytometry (analisi delle caratteristiche cellulari) e immunohistochemistry (colorazione delle cellule in laboratorio). Alcuni pazienti possono anche essere sottoposti a PET-CT per vedere l’estensione della malattia nel corpo. Le visite di controllo avvengono regolarmente per verificare la risposta al trattamento e gli eventuali effetti collaterali.
Lo studio si svolge in 4 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco da prendere per bocca che blocca l’azione di una proteina chiamata BRAF, spesso anormale nelle cellule di alcuni tumori, tra cui la leucemia a cellule capellute. Nel trial viene usato insieme a un altro medicinale per cercare di distruggere più efficacemente le cellule cancerose.
è un medicinale da prendere per bocca che inibisce la proteina BCL‑2, che aiuta le cellule tumorali a non morire. Quando è combinato con vemurafenib, l’obiettivo è aumentare la morte delle cellule leucemiche e migliorare la risposta al trattamento.
è un anticorpo monoclonale somministrato per via endovenosa che si lega a una proteina chiamata CD20 presente sulla superficie delle cellule B, comprese quelle leucemiche. Dopo il ciclo di terapia orale, viene usato per eliminare eventuali cellule residue, basandosi su test molto sensibili che verificano la presenza di cellule tumorali (MRD).
è somministrato per infusione endovenosa come soluzione o concentrato da diluire; è un farmaco già approvato e ampiamente studiato per il trattamento di alcuni linfomi e leucemie; è indicato principalmente per eliminare le cellule B anomale nei tumori del sangue, come la leucemia a cellule capellute; agisce legandosi alla proteina CD20 sulla superficie delle cellule B, bloccandola e attivando il sistema immunitario a distruggerle; è classificato come anticorpo monoclonale anti‑CD20.
è una compressa rivestita da assumere per via orale; è un farmaco approvato e ben documentato per alcune leucemie, in particolare la leucemia linfatica cronica; è indicato per bloccare la sopravvivenza delle cellule tumorali che dipendono dalla proteina BCL‑2; il suo meccanismo consiste nell’inibire BCL‑2, permettendo alle cellule cancerose di morire; è classificato come inibitore selettivo della BCL‑2.
è una compressa rivestita da assumere per via orale; è un farmaco già approvato e studiato per tumori con mutazione BRAF, soprattutto melanoma e alcuni linfomi; è indicato per bloccare la crescita delle cellule tumorali che possiedono la mutazione BRAF V600; agisce inibendo l’enzima BRAF mutato, interrompendo il segnale che porta alla proliferazione cellulare; è classificato come inibitore della chinasi BRAF.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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