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Non ancora in reclutamentoMalattia rara

Studio di fase 2 su pazienti con leucemia a cellule capellute recidivante o refrattaria: terapia orale combinata di vemurafenib e venetoclax seguita da rituximab

Centro verificatoFarmaco autorizzatoSenza placebo
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Di che cosa tratta questo studio?

Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici

Il trial riguarda la Hairy Cell Leukemia, una forma rara di leucemia che colpisce le cellule del sangue chiamate linfociti B. I pazienti inclusi hanno una malattia che è tornata dopo i trattamenti precedenti o che non ha risposto a questi. Il protocollo prevede una terapia orale breve che combina vemurafenib, un farmaco che blocca una proteina coinvolta nella crescita delle cellule tumorali, e venetoclax, un farmaco che aiuta a far morire le cellule tumorali inibendo una proteina che le protegge dalla morte.

Lo scopo principale è valutare se questa combinazione può raggiungere un tasso di remissione completa superiore a quello osservato con i singoli farmaci. Dopo le quattro cicli di terapia orale, i pazienti con risposta incompleta o con tracce di malattia residua vengono trattati con rituximab, un anticorpo che riconosce la proteina CD20 presente sulla superficie delle cellule leucemiche, per eliminare le cellule rimanenti. Verranno inoltre monitorati la qualità della vita e diversi indicatori di sopravvivenza.

Durante lo studio i pazienti assumono le compresse per diverse settimane, seguite da infusioni di rituximab se necessario. La presenza di cellule tumorali residue viene valutata con test di MRD usando tecniche come PCR (amplificazione di materiale genetico), flow cytometry (analisi delle caratteristiche cellulari) e immunohistochemistry (colorazione delle cellule in laboratorio). Alcuni pazienti possono anche essere sottoposti a PET-CT per vedere l’estensione della malattia nel corpo. Le visite di controllo avvengono regolarmente per verificare la risposta al trattamento e gli eventuali effetti collaterali.

Come si svolge lo studio

Lo studio si svolge in 4 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.

  1. Passaggio 1

    Inizio della terapia orale combinata

    Dopo l'iscrizione, si inizia la terapia orale con vemurafenib e venetoclax. Vemurafenib viene assunto per via orale alla dose di 1920 mg al giorno, suddivisa in compresse da 240 mg. Venetoclax viene assunto per via orale alla dose di 400 mg al giorno, in compresse da 100 mg. Entrambe le medicine vengono assunte quotidianamente per quattro cicli consecutivi. La durata di ciascun ciclo non è specificata, ma l’intero periodo di terapia orale corrisponde a quattro cicli complessivi.

    Durante questi cicli, è importante seguire esattamente le indicazioni sul momento di assunzione (ad esempio, a stomaco vuoto o pieno) fornite dal personale sanitario.

  2. Passaggio 2

    Valutazione della risposta molecolare (MRD)

    Al termine dei quattro cicli di vemurafenib e venetoclax, viene effettuata una valutazione della MRD (malattia residua minima) mediante PCR, citometria a flusso o immunoistochimica su campioni di midollo osseo, sangue periferico e plasma.

    Questa valutazione determina se la malattia è stata completamente eradicata o se è ancora presente in forma residua.

  3. Passaggio 3

    Terapia anti‑CD20 guidata dalla MRD

    Se la valutazione di MRD mostra la presenza di cellule residui, viene iniziata la terapia anti‑CD20 con rituximab. Rituximab è somministrato per via endovenosa (infusione endovenosa) alla dose di 375 mg per metro quadrato di superficie corporea.

    La somministrazione avviene secondo il protocollo stabilito dal centro di ricerca e può includere più infusioni, a seconda della risposta individuata dalla valutazione di MRD.

  4. Passaggio 4

    Follow‑up e monitoraggio

    Dopo la conclusione della terapia con rituximab, si prosegue con un periodo di follow‑up per monitorare la risposta clinica, la qualità della vita e l’eventuale comparsa di effetti collaterali.

    Durante il follow‑up vengono effettuati controlli regolari del sangue, valutazioni della MRD e, se necessario, ulteriori esami di imaging per verificare l’assenza di recidiva.

Chi può partecipare allo studio?

12 criteri

  • Età di almeno 18 anni, sia uomini che donne.
  • Uso di metodi contraccettivi molto efficaci durante il trattamento e per il periodo indicato dopo: dispositivi intrauterini, impianti ormonali o legatura delle tube per le donne; vasectomia o preservativo per gli uomini. (La pillola orale non è considerata efficace.)
  • Nessuna condizione medica, psicologica, familiare, sociale o geografica che possa impedire di seguire le visite e le procedure dello studio.
  • Firma del consenso informato prima di qualsiasi procedura.
  • Diagnosi confermata di leucemia a cellule capillari (HCL) secondo i criteri internazionali, con presenza della mutazione BRAF‑V600E (una specifica alterazione genetica) rilevata con test di laboratorio.
  • Appartenenza a una delle seguenti categorie di pazienti HCL che hanno bisogno di trattamento anti‑leucemico: (1) non risposta al primo ciclo di un farmaco purinico (cladribina o pentostatina), con o senza terapia anti‑CD20 (rituximab o obinutuzumab); (2) recidiva entro 2 anni dal primo ciclo di purinico o entro 5 anni dal primo ciclo di chemioterapia‑immunoterapia (purinico più rituximab o obinutuzumab); (3) recidiva o mancata risposta a una seconda o successive linee di terapia; (4) precedente trattamento con venetoclax o inibitore BRAF (vemurafenib o dabrafenib), da soli o in combinazione, con almeno risposta parziale e ultimo dose più di 6 mesi fa; (5) gravi effetti collaterali da farmaci purinici, o inadeguatezza medica per questi farmaci per età avanzata, altre malattie, rifiuto della chemioterapia o infezione attiva, anche se non trattati prima.
  • Necessità clinica di trattamento, cioè presenza di almeno uno dei seguenti: neutrofili < 1.000/mm³ (bassa difesa contro le infezioni), emoglobina < 10 g/dL (anemia), piastrine < 100.000/mm³ (rischio di sanguinamento), splenomegalia ingombrante o sintomatica (milza molto grande), infiltrazione clinicamente rilevante di altri organi (ad es. linfonodi), infezioni opportunistiche legate alla malattia, o disturbi auto‑immuni correlati.
  • Stato di performance ECOG 0‑2 (capacità di svolgere le attività quotidiane senza limitazioni gravi).
  • Assenza di nausea e vomito persistenti, problemi di assorbimento intestinale, shunt biliare esterno, resezione intestinale importante o disturbi neurologici che impedirebbero l’assorbimento del farmaco.
  • Possibilità di inghiottire compresse.
  • Intervallo QTc ≤ 500 ms (misura dell’attività elettrica del cuore; valori più alti aumentano il rischio di aritmie).
  • Test di gravidanza negativo entro 14 giorni prima dell’inizio del trattamento; le donne non in età fertile possono partecipare se sono sterili chirurgicamente o in menopausa (assenza di mestruazioni per almeno un anno senza contraccettivi).

Chi non può partecipare allo studio?

4 criteri

  • Non si può partecipare se si sta assumendo contemporaneamente altri trattamenti contro il cancro, come la chemioterapia, altre terapie mirate, farmaci sperimentali o simili, tranne che per la terapia ormonale. (La chemioterapia è un trattamento che usa farmaci per uccidere le cellule cancerose; le terapie mirate agiscono su specifici meccanismi della cellula tumorale.)
  • Non si può partecipare se si è incinta o si sta allattando. (La gravidanza è la condizione in cui una donna porta un bambino in sviluppo; l'allattamento è l'atto di nutrire il neonato con il latte materno.)
  • Non si può partecipare se si ha un altro cancro avanzato attivo con un'aspettativa di vita inferiore a un anno. (Un cancro avanzato è una malattia che si è diffusa e non è più curabile; l'aspettativa di vita è il tempo medio che una persona può aspettarsi di vivere.)
  • Le citolessie (bassi livelli di cellule del sangue) non escludono la partecipazione, perché sono dovute all'HCL stessa.
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Farmaci in studio

  • Vemurafenib

    è un farmaco da prendere per bocca che blocca l’azione di una proteina chiamata BRAF, spesso anormale nelle cellule di alcuni tumori, tra cui la leucemia a cellule capellute. Nel trial viene usato insieme a un altro medicinale per cercare di distruggere più efficacemente le cellule cancerose.

  • Venetoclax

    è un medicinale da prendere per bocca che inibisce la proteina BCL‑2, che aiuta le cellule tumorali a non morire. Quando è combinato con vemurafenib, l’obiettivo è aumentare la morte delle cellule leucemiche e migliorare la risposta al trattamento.

  • Rituximab

    è un anticorpo monoclonale somministrato per via endovenosa che si lega a una proteina chiamata CD20 presente sulla superficie delle cellule B, comprese quelle leucemiche. Dopo il ciclo di terapia orale, viene usato per eliminare eventuali cellule residue, basandosi su test molto sensibili che verificano la presenza di cellule tumorali (MRD).

Che cosa si sa già del trattamento

  • Rituximab

    è somministrato per infusione endovenosa come soluzione o concentrato da diluire; è un farmaco già approvato e ampiamente studiato per il trattamento di alcuni linfomi e leucemie; è indicato principalmente per eliminare le cellule B anomale nei tumori del sangue, come la leucemia a cellule capellute; agisce legandosi alla proteina CD20 sulla superficie delle cellule B, bloccandola e attivando il sistema immunitario a distruggerle; è classificato come anticorpo monoclonale anti‑CD20.

  • Venetoclax

    è una compressa rivestita da assumere per via orale; è un farmaco approvato e ben documentato per alcune leucemie, in particolare la leucemia linfatica cronica; è indicato per bloccare la sopravvivenza delle cellule tumorali che dipendono dalla proteina BCL‑2; il suo meccanismo consiste nell’inibire BCL‑2, permettendo alle cellule cancerose di morire; è classificato come inibitore selettivo della BCL‑2.

  • Vemurafenib

    è una compressa rivestita da assumere per via orale; è un farmaco già approvato e studiato per tumori con mutazione BRAF, soprattutto melanoma e alcuni linfomi; è indicato per bloccare la crescita delle cellule tumorali che possiedono la mutazione BRAF V600; agisce inibendo l’enzima BRAF mutato, interrompendo il segnale che porta alla proliferazione cellulare; è classificato come inibitore della chinasi BRAF.

Malattie studiate

Leucemia a cellule capellute - è una neoplasia del sangue caratterizzata da una proliferazione di cellule B mature con un aspetto “capelluto” al microscopio. Le cellule si accumulano principalmente nel midollo osseo e nella milza, causando un progressivo ridotto numero di globuli rossi, piastrine e leucociti. Con il tempo, la malattia può provocare anemia, aumentata suscettibilità alle infezioni e ingrossamento della milza. Alcuni pazienti possono sperimentare recidive dopo un periodo di remissione, mentre altri presentano forme resistenti ai trattamenti standard. La progressione è generalmente lenta, ma può variare da un individuo all’altro.
Dettagli dello studioUltimo aggiornamento 5 nov 2026
Etàda 18 anni in suFaseFase IINumero dello studio2026-527434-31-00Partecipanti previsti26 personePromotoreAzienda Ospedaliera Di Perugia

fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri

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