Helse Stavanger HF
Verificato
Stavanger, Norvegia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda la Retinopathy of prematurity, una condizione che colpisce gli occhi dei neonati molto prematuri e che richiede un esame oculare per valutare la gravità. L’esame prevede l’inserimento di uno strumento speciale nell’occhio, che può essere doloroso. Per cercare di ridurre questo disagio, viene somministrato dexmedetomidine per via intranasale, cioè spruzzato nel naso, come aggiunta alla cura abituale. Lo scopo è verificare se questo farmaco diminuisce il dolore rispetto a una sostanza inattiva (placebo).
Nel corso dello studio, i neonati ricevono il farmaco o il placebo poco prima dell’esame degli occhi, poi gli specialisti effettuano l’ispezione. Durante e subito dopo l’esame viene valutato il livello di dolore con un sistema chiamato PIPP-R, che assegna un punteggio basato su segni come espressioni facciali, battito cardiaco e respirazione. Vengono anche osservati eventuali cambiamenti nella frequenza respiratoria, nella necessità di ossigeno e altri segni vitali, per assicurarsi che il trattamento sia sicuro. Dopo l’esame i piccoli vengono seguiti per qualche ora per raccogliere ulteriori informazioni sul loro benessere.
Lo studio si svolge in 11 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è una soluzione oftalmica sotto forma di gocce oculari. Viene utilizzata per intorpidire temporaneamente la superficie dell’occhio prima di esami o procedure, riducendo il fastidio e il riflesso di chiusura dell’occhio.
è una soluzione oftalmica contenente fenilefrina. Le gocce oculari di questo farmaco servono a dilatare la pupilla, permettendo al medico di vedere meglio l’interno dell’occhio durante lo screening della retinopatia della prematurità.
è una soluzione oftalmica a base di ciclopentolato. Anche questo farmaco viene usato per dilatare la pupilla e ridurre il riflesso dell’occhio, facilitando l’esame retinico nei neonati prematuri.
è un farmaco somministrato per via intranasale. Nel contesto dello studio, viene dato insieme alle cure standard per cercare di ridurre il dolore percepito dai neonati durante lo screening della retinopatia della prematurità.
È una soluzione oftalmica da somministrare sotto forma di gocce oculari; è ampiamente usata nella pratica clinica come anestetico locale per esami oculari. Il farmaco è approvato e ben documentato nella letteratura medica. Agisce bloccando i canali del sodio nelle terminazioni nervose dell’occhio, impedendo la trasmissione del dolore. È classificato come anestetico locale oftalmico.
Viene somministrato per via intranasale in forma di soluzione per infusione; è già approvato per sedazione e analgesia in contesti intensivi e chirurgici. La letteratura ne descrive l’uso come adiuvante per ridurre il dolore procedurale. Il principio attivo attiva selettivamente i recettori alfa‑2 adrenergici, diminuendo l’attività del sistema nervoso simpatico e generando sedazione e analgesia. È classificato come agonista selettivo alfa‑2.
Si presenta come gocce oftalmiche in soluzione e viene usato per dilatare la pupilla durante gli esami oculari. È un farmaco consolidato e molto diffuso nella pratica oftalmica. Agisce stimolando i recettori alfa‑1 dei muscoli dell’iride, provocando la costrizione della pupilla. È classificato come agente simpaticomimetico miotico.
È una soluzione fisiologica al 0,9 % per iniezione, somministrata per via intranasale come placebo nell’ambito dello studio. È un prodotto di uso comune e ampiamente descritto nella letteratura come diluente e reidratante. Fornisce un bilancio isotono di sodio e cloro, senza effetti farmacologici specifici. È classificato come soluzione elettrolitica e diluente.
Viene fornito come gocce oftalmiche in soluzione e si utilizza per dilatare la pupilla e paralizzare l’accomodazione durante gli esami. È un farmaco ben noto e frequentemente impiegato nella pratica clinica. Il suo meccanismo consiste nel bloccare i recettori muscarinici dell’iride, impedendo la contrazione muscolare. È classificato come anticolinergico miotico.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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