Tartu University Hospital
Centro verificato
Tartu, Estonia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio valuta persone con sovrappeso e obesità senza diabete e confronta l’uso di semaglutide, un medicinale somministrato con iniezione sottocutanea, con granisetron, un medicinale assunto per bocca, e con placebo. Lo scopo dello studio è capire se un trattamento aggiuntivo possa rendere la semaglutide più tollerabile, cioè più facile da assumere con meno disturbi.
Nel corso dello studio, le persone ricevono il trattamento assegnato e vengono seguite per un breve periodo dopo la somministrazione iniziale. Durante questo tempo vengono osservati i disturbi più comuni che possono comparire con la semaglutide, come nausea, vomito, stipsi (difficoltà ad andare di corpo), diarrea, dolore alla pancia, capogiri, stanchezza e mal di testa. Vengono anche considerati il senso di fame, il peso corporeo e il benessere generale.
Il confronto tra i gruppi serve a capire se l’associazione tra semaglutide e il trattamento aggiuntivo migliori la tollerabilità nelle persone con sovrappeso o obesità senza diabete.
Lo studio si svolge in 4 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
9 criteri
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è il trattamento principale studiato in questa sperimentazione. Viene somministrato con un’iniezione sotto la pelle e serve ad aiutare a valutare se questo farmaco è tollerato bene da adulti in sovrappeso senza diabete. In questo studio, i ricercatori vogliono capire soprattutto quanto sia facile per i pazienti continuare la terapia e se gli effetti indesiderati, come nausea o disturbi digestivi, siano gestibili.
è un trattamento aggiuntivo usato insieme a semaglutide. Si assume per bocca e viene studiato per vedere se può migliorare la tollerabilità della terapia principale, cioè se può aiutare a ridurre i disturbi che alcune persone possono avere durante il trattamento. Il suo ruolo nello studio è quindi di supporto, per rendere più semplice proseguire con semaglutide.
La farina di riso è usata come placebo, cioè una sostanza senza effetto farmacologico attivo, e viene somministrata per bocca o in una forma simile al trattamento vero, così da rendere lo studio più affidabile. Non è un medicinale e non ha un ruolo terapeutico nelle malattie, ma in ricerca clinica serve a confrontare gli effetti del farmaco studiato. Non agisce su recettori o processi molecolari nel corpo, perché il suo scopo è solo imitare l’aspetto del trattamento senza produrre un’azione biologica specifica. Dal punto di vista farmacologico, non appartiene a una classe di farmaci.
La semaglutide è un medicinale somministrato con iniezione sottocutanea, cioè sotto la pelle, ed è progettata per essere usata con cadenza regolare secondo il piano del medico. È un farmaco ben noto nella medicina moderna e nella letteratura scientifica, usato soprattutto per il trattamento dell’obesità e del diabete di tipo 2, e oggi è considerato una terapia importante per il controllo del peso. Agisce imitendo un ormone naturale che aiuta a regolare appetito e zuccheri nel sangue: rallenta lo svuotamento dello stomaco, aumenta il senso di sazietà e stimola il rilascio di insulina quando la glicemia è alta. Dal punto di vista farmacologico, appartiene alla classe degli agonisti del recettore GLP-1.
Il granisetron è un medicinale assunto per via orale, quindi in compresse o in una forma simile da deglutire, e nel contesto di questo studio viene usato come trattamento di supporto. È un farmaco ben conosciuto e ampiamente descritto nella letteratura medica, usato soprattutto per prevenire nausea e vomito, in particolare quando questi sintomi sono causati da altri trattamenti o da disturbi gastrointestinali. Agisce bloccando in modo selettivo un segnale chimico chiamato serotonina su un recettore specifico, riducendo così lo stimolo che porta alla nausea e al vomito. Dal punto di vista farmacologico, appartiene alla classe degli antiemetici e degli antagonisti dei recettori 5-HT3.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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