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Studio su venetoclax, azacitidina e infusione di linfociti per pazienti con sindromi mielodisplastiche o leucemia mieloide acuta in recidiva dopo trapianto

Centro verificatoFarmaco autorizzatoSenza placebo
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Di che cosa tratta questo studio?

Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici

Lo studio clinico si concentra su due malattie del sangue: le Sindromi Mielodisplastiche (MDS) e la Leucemia Mieloide Acuta (AML), in particolare quando le cellule malate nel midollo osseo sono meno del 30%. Queste condizioni possono ripresentarsi dopo un trapianto di cellule staminali ematopoietiche, un trattamento che sostituisce le cellule del sangue malate con cellule sane da un donatore. Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e l'efficacia di una combinazione di farmaci, venetoclax e Azacitidina, insieme a un'infusione di linfociti del donatore, per trattare queste malattie in caso di ricaduta.

Venetoclax, noto anche con il codice ABT-199, è un farmaco in compresse rivestite che si assume per via orale. Azacitidina, invece, è una polvere che viene miscelata per formare una sospensione iniettabile. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno questi trattamenti per valutare la loro sicurezza e per determinare la dose più adatta per la fase successiva dello studio. L'infusione di linfociti del donatore è un trattamento che utilizza cellule del sistema immunitario del donatore per aiutare a combattere le cellule malate.

Lo studio è diviso in due fasi. La prima fase si concentra sulla sicurezza dei trattamenti e sulla determinazione della dose ottimale. La seconda fase mira a valutare quanto bene i trattamenti funzionano nel migliorare le condizioni dei pazienti. I partecipanti saranno monitorati attentamente per eventuali effetti collaterali e per vedere come rispondono al trattamento. Lo studio si propone di fornire nuove informazioni su come trattare efficacemente le ricadute di MDS e AML dopo un trapianto di cellule staminali.

Come si svolge lo studio

Lo studio si svolge in 5 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.

  1. Passaggio 1

    Inizio del trattamento

    Il trattamento inizia con la somministrazione di venetoclax in forma di compresse rivestite con film. Questo farmaco viene assunto per via orale.

    La dose iniziale di venetoclax viene gradualmente aumentata fino a raggiungere la dose raccomandata per la fase II dello studio.

  2. Passaggio 2

    Somministrazione di azacitidina

    Parallelamente al venetoclax, viene somministrata azacitidina sotto forma di sospensione per iniezione.

    L'azacitidina viene somministrata tramite iniezione sottocutanea.

  3. Passaggio 3

    Infusione di linfociti del donatore

    Durante il trattamento, è prevista l'infusione di linfociti del donatore per supportare il sistema immunitario.

    Questa procedura è parte integrante del protocollo di trattamento.

  4. Passaggio 4

    Monitoraggio e valutazione

    Il paziente è sottoposto a monitoraggio regolare per valutare la sicurezza e l'efficacia del trattamento.

    Sono previsti prelievi di sangue periodici e valutazioni cliniche presso l'istituto di cura.

  5. Passaggio 5

    Conclusione del trattamento

    Il trattamento continua fino al raggiungimento degli obiettivi clinici o fino alla conclusione dello studio prevista per il 23 maggio 2026.

    La durata del trattamento può variare in base alla risposta individuale del paziente.

Chi può partecipare allo studio?

14 criteri

  • Il paziente deve avere una ricaduta documentata di Sindrome Mielodisplastica (MDS) o Leucemia Mieloide Acuta (AML) dopo un trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche, con un numero di globuli bianchi (WBC) inferiore a 15.000/mm³.
  • Il paziente deve essere in grado di ingerire capsule.
  • Il paziente deve avere almeno 18 anni.
  • Il paziente deve avere uno stato di salute generale valutato con un punteggio ≤ 2 secondo l'Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG), che è una scala che misura quanto una persona è in grado di svolgere attività quotidiane.
  • Il paziente deve avere una funzione degli organi adeguata, dimostrata da specifici valori di laboratorio:
  • Creatinina sierica inferiore a 2 mg/dl o clearance della creatinina calcolata ≥ 30 mL/min per pazienti con livelli di creatinina superiori a 1,5 volte il limite superiore normale (ULN) dell'istituzione.
  • Bilirubina totale sierica ≤ 2,5 volte l'ULN o bilirubina diretta ≤ ULN per pazienti con livelli di bilirubina totale ≥ 2 mg/dL.
  • AST (SGOT) e ALT (SGPT) ≤ 2,5 volte l'ULN.
  • Fosfatasi alcalina ≤ 5 volte l'ULN (se superiore a 2,5 volte l'ULN, la frazione epatica deve essere ≤ 2,5 volte l'ULN).
  • Il paziente non deve essere refrattario alle trasfusioni di piastrine, cioè le trasfusioni di piastrine devono essere efficaci.
  • Le donne in età fertile devono utilizzare almeno un metodo di controllo delle nascite specificato dal protocollo, a partire dal primo giorno dello studio fino ad almeno 30 giorni dopo l'ultima dose di venetoclax o 3 mesi dopo l'ultima dose di azacitidina.
  • Gli uomini sessualmente attivi con partner femminili in età fertile devono concordare di utilizzare la contraccezione specificata dal protocollo dal primo giorno di somministrazione del farmaco dello studio fino ad almeno 30 giorni dopo l'ultima dose di venetoclax o 3 mesi dopo l'ultima dose di azacitidina, a seconda di quale sia il periodo più lungo.
  • Il paziente deve essere disponibile per prelievi di sangue periodici, valutazioni legate allo studio e gestione clinica appropriata presso l'istituzione che lo cura per tutta la durata dello studio.
  • Il paziente deve avere la capacità di comprendere e la volontà di firmare un modulo di consenso informato che indichi la natura sperimentale dello studio.

Chi non può partecipare allo studio?

2 criteri

  • Presenza di sindrome mielodisplastica o leucemia mieloide acuta con meno del 30% di cellule tumorali nel midollo osseo. La sindrome mielodisplastica è una condizione in cui il midollo osseo non produce abbastanza cellule del sangue sane. La leucemia mieloide acuta è un tipo di cancro del sangue e del midollo osseo.
  • Recidiva dopo un trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche. Questo è un tipo di trapianto in cui una persona riceve cellule staminali da un donatore per aiutare a produrre nuove cellule del sangue.
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Dove si svolge lo studio

Dove puoi partecipare a questo studio

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Farmaci in studio

  • Venetoclax

    Questo farmaco viene utilizzato per trattare alcuni tipi di cancro del sangue. Nel contesto di questo studio, venetoclax viene somministrato ai pazienti per valutare la sua sicurezza ed efficacia quando combinato con altre terapie. Aiuta a indurre la morte delle cellule cancerose, contribuendo a ridurre il numero di cellule tumorali nel corpo.

  • Azacitidina

    Questo è un farmaco che viene utilizzato per trattare alcuni tipi di sindromi mielodisplastiche e leucemie. In questo studio, l'azacitidina viene utilizzata in combinazione con venetoclax per migliorare l'efficacia del trattamento. Funziona interferendo con la crescita delle cellule tumorali e può aiutare a ripristinare la normale produzione di cellule del sangue.

  • Infusione di linfociti del donatore (DLI)

    Questa è una terapia che coinvolge l'infusione di globuli bianchi da un donatore compatibile. Viene utilizzata per aiutare a combattere il cancro dopo un trapianto di cellule staminali. In questo studio, l'infusione di linfociti del donatore viene combinata con venetoclax e azacitidina per migliorare la risposta del paziente al trattamento e ridurre il rischio di recidiva del cancro.

Che cosa si sa già del trattamento

Venetoclax – Venetoclax è un farmaco somministrato per via orale, utilizzato principalmente per trattare sindromi mielodisplastiche o leucemia mieloide acuta con meno del 30% di blasti nel midollo osseo. Attualmente è in fase di studio clinico per valutare la sua sicurezza ed efficacia in combinazione con azacitidina e infusione di linfociti del donatore in pazienti in recidiva dopo trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche. Il farmaco agisce a livello molecolare inibendo la proteina BCL-2, che aiuta le cellule tumorali a sopravvivere. Appartiene alla classe farmacologica degli inibitori di BCL-2.

Malattie studiate

  • Sindrome mielodisplastica

    È un gruppo di disturbi del sangue in cui le cellule del midollo osseo non maturano correttamente, portando a una produzione insufficiente di cellule del sangue sane. Questo può causare anemia, infezioni frequenti e sanguinamenti facili. La malattia può progredire lentamente o rapidamente e, in alcuni casi, può evolvere in leucemia mieloide acuta. I sintomi possono includere stanchezza, pallore, eccessiva facilità a sviluppare lividi o sanguinamenti, e infezioni ricorrenti. La sindrome è più comune negli anziani e può essere associata a precedenti trattamenti con chemioterapia o radioterapia.

  • Leucemia mieloide acuta

    È un tipo di cancro del sangue e del midollo osseo caratterizzato dalla rapida crescita di cellule mieloidi anormali. Queste cellule immature, chiamate blasti, si accumulano nel midollo osseo e interferiscono con la produzione di cellule del sangue normali. I sintomi possono includere febbre, stanchezza, perdita di peso, eccessiva facilità a sviluppare lividi o sanguinamenti, e infezioni frequenti. La malattia progredisce rapidamente e richiede un intervento medico tempestivo. È più comune negli adulti, ma può verificarsi a qualsiasi età. La causa esatta è spesso sconosciuta, ma può essere associata a fattori genetici o esposizione a sostanze chimiche.

Dettagli dello studioUltimo aggiornamento 30 ott 2026
Etàda 18 anni in suFaseFase INumero dello studio2024-514877-23-00Codice del protocolloVENTOGRAFTPartecipanti previsti55 personePromotoreGroupe Francophone Des Myelodysplasies

fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri

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