Hospital Universitario Hm Sanchinarro
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Madrid, Spagna
Malattie rare
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Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Il colorectal cancer è un tumore che nasce nell’intestino crasso o nel retto. Quando il tumore si trova nella parte sinistra dell’intestino, non può essere rimosso con la chirurgia (unresectable) o si è diffuso in altre parti del corpo (metastatico). In questo studio vengono selezionati pazienti il cui tumore non presenta mutazioni nei geni RAS e BRAF (definiti “wild‑type”).
Il trial confronta due combinazioni di farmaci somministrati per via endovenosa (medicina data attraverso una vena). Un gruppo riceve il nuovo farmaco Petosemtamab insieme a una chemioterapia standard composta da calcium folinate, irinotecan, oxaliplatin e fluorouracil. L’altro gruppo riceve il farmaco già usato cetuximab più la stessa chemioterapia. Entrambe le terapie vengono date in infusioni regolari per diversi cicli.
Lo scopo dello studio è valutare quale delle due combinazioni sia più efficace nel controllare la crescita del tumore. I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi e ricevono le infusioni ogni due settimane per un periodo di diversi mesi, con controlli periodici per verificare la risposta del tumore e la comparsa di effetti collaterali. Dopo il trattamento, i pazienti continuano a essere seguiti per osservare la durata della risposta e la sopravvivenza.
Lo studio si svolge in 8 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un anticorpo sperimentale che viene somministrato per via endovenosa. Nel trial è abbinato alla chemioterapia standard (mFOLFOX6 o FOLFIRI) e serve a valutare se può migliorare i risultati rispetto al trattamento di riferimento nei pazienti con cancro del colon sinistro metastatico non operabile.
(folinato di calcio) è una forma di vitamina che aiuta a potenziare l'azione del fluorouracile e a ridurne gli effetti collaterali. Viene infusa insieme agli altri farmaci chemioterapici per aumentare l'efficacia del trattamento.
è un farmaco chemioterapico che interferisce con la capacità delle cellule tumorali di replicare il DNA. È parte del regime FOLFIRI, combinato con fluorouracile e folinic acid, e viene usato per trattare il cancro del colon avanzato.
è un agente chemioterapico che provoca danni al DNA delle cellule tumorali. Viene impiegato nel regime mFOLFOX6, insieme a fluorouracile e folinic acid, per trattare la malattia in via avanzata.
è un farmaco che inibisce la sintesi di DNA e RNA nelle cellule che si dividono rapidamente. È un componente chiave sia del regime mFOLFOX6 sia di quello FOLFIRI, contribuendo a bloccare la crescita delle cellule tumorali.
è un anticorpo monoclonale già in uso clinico che si lega al recettore EGFR presente su molte cellule tumorali del colon. Nel trial è usato come comparatore, combinato con le stesse chemioterapie (mFOLFOX6 o FOLFIRI), per confrontare la sua efficacia con quella di Petosemtamab.
Somministrato per via endovenosa come soluzione per infusione, è un anticorpo monoclonale sperimentale attualmente in fase di studio clinico e non ancora approvato per uso commerciale. Viene testato per il trattamento del carcinoma colorettale avanzato, soprattutto nei pazienti con profilo genetico RAS e BRAF wild‑type. Agisce legandosi a un bersaglio specifico sulla superficie delle cellule tumorali, bloccandone la crescita e la diffusione. È classificato come agente immunoterapico in via di sviluppo.
Si presenta come soluzione per iniezione o infusione endovenosa e è ampiamente utilizzato nella pratica clinica, approvato per l'uso in oncologia. È indicato per ridurre gli effetti tossici del fluorouracile e per potenziare l'efficacia di alcuni regimi chemioterapici nel carcinoma colorettale. Il suo meccanismo consiste nel bypassare l'enzima diidrofolato reduttasi, fornendo folati attivi che favoriscono la sintesi del DNA nelle cellule sane. È classificato come agente di supporto (folato).
Viene somministrato per via endovenosa come soluzione per infusione ed è un farmaco approvato per il trattamento di tumori gastrointestinali, incluso il carcinoma colorettale. È indicato in combinazione con altri farmaci chemioterapici nella terapia di prima linea o di seconda linea. L’irinotecano è convertito in una forma attiva che inibisce l’enzima topoisomerasi I, impedendo il riavvolgimento del DNA e provocando la morte delle cellule tumorali. È classificato come inibitore della topoisomerasi.
Somministrato per via endovenosa come soluzione per infusione, è un farmaco consolidato e approvato per il trattamento del carcinoma colorettale, spesso usato in regimi combinati. Viene impiegato come parte della terapia di prima linea nei pazienti con tumori avanzati. L’ossaliplatino contiene platino che forma legami con il DNA, bloccandone la replicazione e causando la morte cellulare. È classificato come agente alchilante/platinico.
È una soluzione per iniezione o infusione endovenosa, ampiamente usata e approvata per diversi tumori, incluso il carcinoma colorettale. È indicato sia da solo sia in combinazione con altri farmaci chemioterapici nella terapia di prima linea. Il fluorouracile si trasforma in un metabolita che inibisce l’enzima timidilato sintasi, bloccando la sintesi del DNA e impedendo la crescita delle cellule tumorali. È classificato come antimetabolita.
Somministrato per via endovenosa come soluzione per infusione, è un anticorpo monoclonale già approvato per il carcinoma colorettale metastatico con recettori EGFR positivi. È indicato in combinazione con regimi chemioterapici come mFOLFOX6 o FOLFIRI. Il cetuximab si lega al recettore EGFR sulla superficie delle cellule tumorali, bloccandone l’attivazione e quindi la proliferazione. È classificato come inibitore del recettore EGFR (terapia mirata).
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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