Uppsala University Hospital
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Uppsala, Svezia
Malattie rare
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Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Il cancro del colon-retto con metastasi peritoneali è una forma di tumore che origina nell’intestino crasso o retto e si diffonde alla membrana che riveste l’addome. In questo studio vengono testati due regimi di chemioterapia somministrata direttamente nella cavità addominale (intraperitoneale) utilizzando farmaci come cisplatin, paclitaxel, docetaxel, gemcitabine, oxaliplatin, doxorubicin, mitomycin e irinotecan. La somministrazione intraperitoneale consiste nell’inserire una piccola sonda nell’addome per far arrivare i farmaci vicino alle metastasi.
Lo scopo dello studio è confrontare la percentuale di pazienti che mostrano una riduzione visibile dei tumori (tasso di risposta oggettiva) dopo tre cicli di trattamento. I partecipanti ricevono tre cicli di chemioterapia a intervalli regolari, seguiti da esami di imaging (come la tomografia) per valutare la dimensione dei tumori. In base ai risultati, i medici decidono se è possibile procedere con un intervento chirurgico più ampio. Durante tutto il periodo vengono monitorati gli effetti collaterali e i pazienti vengono seguiti per diversi anni per osservare la sopravvivenza e la possibile recidiva della malattia.
Lo studio si svolge in 10 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco chemioterapico somministrato direttamente nella cavità addominale (uso intraperitoneale). Viene usato per cercare di ridurre le metastasi peritoneali del colon, in modo da rendere più possibile un intervento chirurgico successivo.
è un farmaco chemioterapico somministrato per via intraperitoneale. Aiuta a impedire la crescita delle cellule tumorali nel peritoneo e può contribuire a diminuire la dimensione delle metastasi.
è un altro agente chemioterapico dato nella cavità addominale. Agisce interferendo con la divisione cellulare delle cellule cancerose, con l’obiettivo di ridurre le metastasi peritoneali.
è una chemioterapia somministrata intraperitonealmente. Il suo ruolo è quello di danneggiare le cellule tumorali del colon presenti nel peritoneo, cercando di ridurne la diffusione.
è un farmaco chemioterapico introdotto nella cavità addominale. Viene utilizzato per cercare di bloccare la crescita delle cellule tumorali peritoneali e migliorare la possibilità di un trattamento chirurgico.
è una chemioterapia somministrata per via intraperitoneale. Agisce danneggiando il DNA delle cellule tumorali, contribuendo a ridurre le metastasi peritoneali del colon.
è una soluzione per infusione somministrata direttamente nella cavità addominale; è un farmaco approvato da molti anni e ampiamente studiato in oncologia; è indicato per tumori solidi come il cancro del colon; agisce legandosi al DNA delle cellule tumorali e impedendone la divisione, classificandosi come agente alchilante.
è una soluzione per infusione intraperitoneale; è un farmaco già approvato e usato in numerosi studi clinici; è indicato per diversi tumori, tra cui quello del colon, del seno e dell'ovaio; stabilizza i microtubuli delle cellule tumorali bloccandone la divisione, appartenendo alla classe dei taxani antimitotici.
è una soluzione per infusione somministrata per via intraperitoneale; è un farmaco consolidato e ben documentato nella letteratura oncologica; è usato per tumori solidi come il cancro del colon e della prostata; rafforza i microtubuli impedendo la separazione dei cromosomi durante la divisione cellulare, classificandosi come taxano antimitotico.
è una soluzione per infusione intraperitoneale; è un farmaco approvato e ampiamente studiato per diversi tumori, incluso il cancro del colon; è indicato per tumori pancreatici, del seno e del colon; si incorpora al DNA come falso nucleoside bloccandone la sintesi, rientrando nella classe degli antimetaboliti.
è una soluzione per infusione somministrata nella cavità addominale; è un farmaco già approvato e ben conosciuto in oncologia; è indicato soprattutto per il cancro del colon e altri tumori solidi; lega il DNA delle cellule tumorali provocando danni che ne impediscono la replicazione, classificandosi come agente alchilante.
è una soluzione per infusione intraperitoneale; è un farmaco approvato da decenni e molto studiato per i tumori solidi; è usato per diversi tumori, compreso il cancro del colon; si inserisce tra le basi del DNA e inibisce la produzione di proteine necessarie alla crescita cellulare, appartenendo alla classe degli antibiotici antraciclinici.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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