Isala Klinieken Stichting
Centro verificato
Zwolle, Paesi Bassi
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Il Diffuse large B-cell lymphoma è un tumore del sangue che colpisce le cellule B, più frequente negli adulti più anziani. Il trattamento standard per questa malattia è una combinazione chiamata R-mini-CHOP, che include il farmaco rituximab insieme a diversi chemioterapici. Nel presente studio viene valutato l’aggiunta di epcoritamab, un anticorpo monoclonale somministrato sotto la pelle, al regime R-mini-CHOP già consolidato.
Lo scopo è verificare se l’integrazione di epcoritamab migliori la risposta al trattamento rispetto al solo R-mini-CHOP. I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a ricevere o il trattamento standard da solo, o il trattamento standard più epcoritamab, con somministrazioni ripetute durante diversi cicli seguiti da controlli periodici. Durante il follow‑up si valutano la completa scomparsa della malattia (remissione completa), la durata della risposta e la comparsa di eventuali recidive; il tempo fino al peggioramento della malattia o al decesso è indicato come PFS, mentre la presenza di piccolissime quantità di cellule tumorali residue viene monitorata con test di MRD, entrambi spiegati al medico curante per garantire la comprensione da parte del paziente.
Lo studio si svolge in 7 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
9 criteri
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è un farmaco a base di anticorpi monoclonali che si lega a una proteina chiamata CD20 presente sulla superficie delle cellule B, un tipo di globuli bianchi. Nel contesto dello studio, il rituximab viene somministrato insieme ad altri farmaci standard (il regime R‑mini‑CHOP) per aiutare il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali del linfoma.
è un nuovo anticorpo monoclonale progettato per attivare il sistema immunitario contro le cellule di linfoma. Viene iniettato sotto la pelle (via sottocutanea) e, quando è combinato con il regime R‑mini‑CHOP, dovrebbe aumentare la capacità di eliminare le cellule tumorali rispetto al trattamento standard da solo.
è un regime di chemioterapia standard usato per trattare il linfoma a grandi cellule B. Include una combinazione di farmaci che agiscono in modi diversi: uno che interferisce con il DNA delle cellule tumorali, uno che blocca la crescita cellulare, uno che impedisce la formazione di nuovi vasi sanguigni per il tumore e un corticosteroide che riduce l'infiammazione e aiuta a uccidere le cellule cancerose. In questo studio, R‑mini‑CHOP è somministrato a tutti i partecipanti, ma in un gruppo viene aggiunto anche l'epcoritamab per valutare se il risultato terapeutico è migliore.
È un anticorpo monoclonale somministrato per via endovenosa o mediante iniezione sottocutanea, disponibile in forma di soluzione per infusione o iniezione. È già approvato e ampiamente usato nella pratica clinica per trattare diversi tumori del sangue, in particolare il linfoma a grandi cellule B. Agisce legandosi a una proteina chiamata CD20 presente sulla superficie delle cellule B, segnalando al sistema immunitario di distruggerle. È classificato come anticorpo monoclonale anti‑CD20.
È un anticorpo bispecifico somministrato mediante iniezione sottocutanea in soluzione per iniezione. È ancora in fase di sperimentazione clinica e non è ancora approvato per uso generale. È studiato per il trattamento del linfoma a grandi cellule B, specialmente nei pazienti anziani o fragili. Il suo meccanismo fa sì che si leghi contemporaneamente al CD3 dei linfociti T e al CD20 delle cellule B, facendo avvicinare le cellule immunitarie al tumore per eliminarlo. È classificato come anticorpo bispecifico o T‑cell engager.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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