Samodzielny Publiczny Szpital Kliniczny Nr 4 W Lublinie
Lublino, Polonia
Malattie rare
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Lublino, Polonia
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
La ricerca riguarda la chronic lymphocytic leukemia, una forma di cancro del sangue in cui le cellule bianche crescono in modo incontrollato. Il trattamento studiato combina un farmaco orale chiamato venetoclax, che blocca una proteina necessaria alla sopravvivenza delle cellule tumorali, con un farmaco somministrato per via endovenosa chiamato rituximab, un anticorpo che aiuta il sistema immunitario a eliminare le cellule cancerose. Lo scopo dello studio è valutare quanto questa combinazione sia efficace e sicura nella pratica clinica.
I pazienti con la malattia in fase di recidiva riceveranno venetoclax sotto forma di compresse da assumere a casa, iniziando con una dose bassa che verrà aumentata gradualmente, e rituximab tramite infusione in ambulatorio. Durante i successivi due anni saranno effettuati controlli regolari, inclusi esami del sangue, visite mediche e questionari sulla qualità della vita. Per verificare la presenza di eventuali cellule tumorali residue, gli specialisti utilizzeranno la flow cytometry, un esame di laboratorio che conta le cellule; la mancanza di cellule rilevabili è definita minimal residual disease. Verranno inoltre analizzati alcuni marcatori genetici, come le alterazioni del gene TP53, lo stato del gene IGHV e l’espressione di CD38, attraverso tecniche quali FISH e sequenziamento (Sanger e next‑generation sequencing). La percezione del paziente sarà valutata con il questionario QLQ‑C30.
Lo studio si svolge in 5 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco somministrato tramite infusione endovenosa. Agisce legandosi a una proteina chiamata CD20 presente sulla superficie delle cellule B, che sono coinvolte nella leucemia linfatica cronica. Legandosi a questa proteina, rituximab aiuta il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule cancerose. Nel trial, rituximab viene usato come “comparatore”, cioè il suo effetto viene confrontato con quello del nuovo trattamento per capire quanto sia efficace quest’ultimo.
è una compressa da assumere per via orale. È un inibitore della proteina BCL‑2, una molecola che le cellule tumorali usano per evitare la morte programmata (apoptosi). Bloccando BCL‑2, venetoclax favorisce la morte delle cellule leucemiche. Nel trial viene dato insieme a rituximab per testare se la combinazione (regime VR) è più efficace nel far scomparire le cellule tumorali rispetto al trattamento standard.
È somministrato per via endovenosa come soluzione da infondere, quindi il farmaco viene introdotto lentamente nella vena. È un anticorpo monoclonale già approvato e ben documentato nella letteratura medica, usato da molti anni. Viene indicato principalmente per le leucemie linfocitarie croniche, i linfomi non Hodgkin e alcune malattie autoimmuni. Agisce legandosi al marcatore CD20 presente sulla superficie delle cellule B, attivando il sistema immunitario a distruggere queste cellule; è classificato come anticorpo anti‑CD20, immunoterapia antineoplastica.
Si presenta sotto forma di compresse rivestite da assumere per via orale, quindi il paziente lo prende con acqua. È un farmaco di nuova generazione, approvato e ampiamente studiato per la leucemia linfatica cronica e alcune forme di leucemia mieloide acuta. È indicato per pazienti con CLL, soprattutto in caso di recidiva o progressione della malattia. Il suo meccanismo consiste nel bloccare la proteina BCL‑2, che normalmente impedisce la morte delle cellule cancerose, permettendo così l’apoptosi delle cellule tumorali; è classificato come inibitore di BCL‑2, terapia mirata orale antineoplastica.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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