Questo studio riguarda pazienti con linfoma non-Hodgkin a cellule B recidivante o refrattario oppure leucemia linfocitica cronica. Queste malattie fanno parte di un gruppo di tumori del sangue che colpiscono un tipo particolare di globuli bianchi chiamati cellule B. Quando si parla di malattia recidivante significa che il tumore è ritornato dopo un trattamento precedente, mentre refrattario indica che non ha risposto alle terapie già ricevute. Lo studio prevede l’utilizzo di Allo-QuadCAR01-T, una terapia innovativa che utilizza cellule immunitarie modificate per riconoscere e attaccare le cellule tumorali che presentano sulla loro superficie due proteine specifiche chiamate CD19 e CD20. Queste cellule terapeutiche provengono da donatori sani e vengono modificate in laboratorio per potenziare la loro capacità di combattere il tumore.
Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza del trattamento nelle prime fasi e successivamente verificare quanto sia efficace nel combattere la malattia. Lo studio è diviso in tre parti progressive: nella prima fase si testano diverse quantità del farmaco per trovare la dose più sicura, nella seconda fase si conferma la dose migliore da utilizzare, e nella terza fase si valuta in modo più approfondito l’efficacia del trattamento nel far scomparire i segni della malattia. Durante lo studio i pazienti ricevono prima una chemioterapia preparatoria di breve durata che serve a preparare il corpo ad accogliere le nuove cellule terapeutiche, e successivamente ricevono Allo-QuadCAR01-T attraverso un’infusione in vena.
Nel corso dello studio vengono eseguiti controlli regolari per monitorare come il corpo risponde al trattamento, misurare la presenza delle cellule terapeutiche nel sangue e verificare la riduzione o scomparsa del tumore. I medici controllano anche se il corpo produce anticorpi contro le cellule del trattamento e misurano i livelli dei diversi tipi di cellule del sistema immunitario presenti nel sangue. Lo studio richiede che i pazienti abbiano determinate caratteristiche genetiche compatibili con le cellule del trattamento disponibili e che la loro condizione generale di salute sia sufficientemente buona per affrontare la terapia.

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