Azienda Ospedaliero Universitaria Parma
Centro verificato
Parma, Italia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda il carcinoma a cellule renali metastatico, una forma di cancro che ha avuto origine nei reni e si è diffusa ad altre parti del corpo. I pazienti possono ricevere terapie che stimolano il sistema immunitario, come nivolumab, pembrolizumab, ipilimumab, oppure farmaci che bloccano specifici segnali di crescita delle cellule tumorali, noti come inibitori della tirosina chinasi (TKI), tra cui axitinib, cabozantinib, sorafenib, sunitinib e lenvatinib mesilate. Le terapie possono essere somministrate per via orale (pillole) o per via endovenosa, cioè attraverso una piccola siringa inserita in una vena.
Lo scopo dello studio è confrontare due strategie di trattamento: una sequenza di due farmaci immunoterapici (io‑io) rispetto a una sequenza che inizia con un farmaco immunoterapico seguito da un TKI e, al verificarsi di una progressione della malattia, da un ulteriore TKI. I partecipanti vengono assegnati casualmente a uno dei due gruppi e ricevono il trattamento previsto per diversi mesi, con controlli regolari per valutare l’andamento del tumore.
Durante lo studio i pazienti vengono monitorati con visite mediche, esami del sangue, scansioni radiografiche (ad esempio TAC o risonanza magnetica) e questionari per capire come si sentono. Se il tumore dovesse progredire, la terapia può essere modificata secondo il protocollo previsto. Gli effetti indesiderati vengono osservati e gestiti dal team medico, che fornisce supporto per alleviare i sintomi e garantire la sicurezza dei partecipanti.
Lo studio si svolge in 9 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è una pillola che blocca le proteine coinvolte nella crescita dei vasi sanguigni che alimentano il tumore. Nel trial viene usato come parte della combinazione con farmaci immunoterapici (IO‑TKI) per capire se questa strategia rallenta la progressione della malattia.
è un farmaco somministrato per via endovenosa che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Nel studio è uno dei farmaci immunoterapici usati nella strategia IO‑IO o nella combinazione IO‑TKI.
è una pillola che inibisce più bersagli (TKI) coinvolti nella crescita dei vasi sanguigni tumorali. Viene testato come parte della terapia IO‑TKI per valutare se, insieme a un immunoterapia, può migliorare i risultati rispetto alla sola immunoterapia.
è un anticorpo monoclonale somministrato per infusione endovenosa che libera le difese immunitarie dal freno imposto dal tumore. È usato nella combinazione IO‑IO o IO‑TKI per verificare la sua efficacia nel prolungare la sopravvivenza.
è una pillola che blocca una proteina chiave nella formazione dei vasi sanguigni del tumore. Nel trial è incluso nella strategia IO‑TKI per valutare se il suo utilizzo dopo l’immunoterapia può ritardare la progressione della malattia.
è una terapia orale che interferisce con diverse proteine responsabili della crescita dei vasi sanguigni tumorali. Viene testato come parte della sequenza IO‑TKI, seguito da una seconda linea di TKI, per capire se questa sequenza è vantaggiosa.
Si presenta sotto forma di compresse da assumere per via orale. È un farmaco già approvato e ampiamente studiato per il carcinoma renale metastatico. Agisce bloccando le proteine VEGFR che favoriscono la crescita dei vasi sanguigni tumorali, rallentando così la crescita del tumore. È classificato come inibitore della tirosina chinasi.
Viene somministrato mediante infusione endovenosa. È un anticorpo monoclonale già approvato per il carcinoma renale metastatico. Si lega alla proteina PD‑1 sulle cellule immunitarie, impedendo al tumore di “nascondersi” al sistema immunitario. È classificato come inibitore del checkpoint immunitario.
Si assume per via orale in forma di compressa. È un farmaco approvato e usato nel carcinoma renale con metastasi. Inibisce diverse proteine, tra cui VEGFR e MET, riducendo la formazione di nuovi vasi sanguigni e la crescita delle cellule tumorali. Appartiene alla classe dei multikinase inhibitor.
Viene somministrato tramite infusione endovenosa. È un anticorpo monoclonale già approvato per il carcinoma renale metastatico. Blocca la proteina PD‑1, permettendo al sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. È classificato come inibitore del checkpoint immunitario.
Si prende per via orale sotto forma di compressa. È un farmaco approvato per il carcinoma renale avanzato. Inibisce le proteine RAF e VEGFR, interferendo con la crescita delle cellule tumorali e la formazione di nuovi vasi sanguigni. È un inibitore multikinase.
Si somministra per via orale in compresse. È un farmaco già approvato per il carcinoma renale metastatico. Blocca le proteine VEGFR e PDGFR, riducendo l’apporto di sangue al tumore e limitandone la crescita. Rientra nella classe degli inibitori della tirosina chinasi.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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