Region Midtjylland
Centro verificato
Århus, Danimarca
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda le malattie ematologiche, cioè i disturbi che colpiscono il sangue, il midollo osseo, il sistema linfatico o gli organi che producono le cellule del sangue. I trattamenti testati includono diversi farmaci: IBRUTINIB (assunzione per via orale), LINVOSELTAMAB (somministrato tramite infusione endovenosa), ELRANATAMAB (iniezione sottocutanea), ZANUBRUTINIB (pillola), TECLISTAMAB (iniezione sottocutanea) e TALQUETAMAB (iniezione sottocutanea). Le modalità di somministrazione sono spiegate ai partecipanti: “orale” significa prendere una compressa, “infusione” indica un liquido che viene lentamente introdotto in una vena, mentre “iniezione sottocutanea” è una puntura leggera sotto la pelle.
Lo scopo principale è individuare la dose più efficace e sicura per questi farmaci. I partecipanti vengono assegnati casualmente a ricevere il farmaco reale o un placebo, senza sapere quale hanno ricevuto. Il periodo di trattamento può durare diversi mesi, con visite regolari per controllare la salute, esami del sangue e la risposta al farmaco. Durante lo studio vengono registrati eventuali effetti indesiderati e la qualità della vita, per capire se il trattamento è vantaggioso rispetto al placebo.
Lo studio si svolge in 5 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è una pillola che blocca una proteina chiamata BTK, importante per la crescita di alcune cellule del sangue cancerose. Nel trial viene somministrato per capire quale quantità è più efficace e sicura nei pazienti con malattie ematologiche.
è un anticorpo monoclonale somministrato per via endovenosa. Agisce legandosi a cellule tumorali del sangue e aiuta il sistema immunitario a riconoscerle e distruggerle. Il suo ruolo nello studio è valutare la dose ottimale per migliorare la sopravvivenza dei pazienti.
è un farmaco iniettato sotto la pelle. È un anticorpo progettato per attaccare specifiche cellule maligne del sangue e potenziare la risposta immunitaria. Nel trial viene testato per stabilire la dose più efficace con il minor numero di effetti collaterali.
è una compressa che, come l’Ibrutinib, inibisce la proteina BTK coinvolta nella crescita delle cellule tumorali del sangue. Lo studio lo utilizza per confrontare diverse intensità di trattamento e trovare la dose ideale per i pazienti.
è un anticorpo somministrato tramite iniezione sottocutanea. È progettato per collegare le cellule tumorali del sangue alle cellule del sistema immunitario, favorendo la loro distruzione. Il trial ne valuta la dose ottimale per massimizzare i benefici clinici.
è un altro anticorpo iniettato sotto la pelle. Agisce su specifici bersagli presenti sulle cellule tumorali del sangue, aiutando il corpo a combattere la malattia. Nello studio viene testato per stabilire la dose più efficace e sicura per i pazienti.
È una compressa da assumere per via orale; il farmaco è già approvato e molto studiato nella letteratura medica. Viene usato principalmente per trattare alcuni tumori del sangue come la leucemia linfatica cronica e il linfoma a cellule del mantello. Agisce bloccando una proteina (BTK) che è necessaria alla crescita delle cellule tumorali. È classificato come inibitore della tirosina chinasi (BTK) e appartiene alla categoria degli antineoplasici.
Si somministra mediante infusione endovenosa; è ancora in fase di sperimentazione clinica e non è ancora approvato. È destinato a pazienti con malattie del sangue, in particolare i mielomi multipli. Funziona collegando le cellule immunitarie ai tumori, così il sistema difensivo può riconoscere e distruggere le cellule cancerose. È classificato come anticorpo bispecifico immunoterapico.
Viene iniettato sottocutaneamente; è un farmaco in via di sviluppo con dati preliminari in pubblicazioni scientifiche. È indicato per trattare tumori del sangue come il mieloma multiplo. Il suo meccanismo consiste nel legare due bersagli diversi, permettendo alle cellule immunitarie di attaccare le cellule tumorali. È un anticorpo bispecifico appartenente alla classe delle immunoterapie.
Si assume per via orale sotto forma di compressa; è già approvato e presente nella letteratura medica per diverse neoplasie ematologiche. È indicato per alcune forme di linfoma e leucemia, in particolare quelle con mutazioni di BTK. Blocca la stessa proteina BTK di ibrutinib, ma con una maggiore precisione, riducendo la crescita delle cellule tumorali. È classificato come inibitore della tirosina chinasi (BTK) e rientra tra gli antineoplasici.
Viene iniettato sottocutaneamente; è un farmaco sperimentale ancora in fase di studi clinici. È destinato a pazienti con mieloma multiplo e altre malattie del sangue. Lavorando come anticorpo bispecifico, collega le cellule immunitarie al tumore, favorendo la sua distruzione. È classificato come immunoterapia bispecifica.
Si somministra mediante iniezione sottocutanea; è attualmente in fase di sperimentazione clinica e non è ancora approvato. È indicato per il trattamento di tumori del sangue, in particolare il mieloma multiplo. Il farmaco collega le cellule immunitarie a un nuovo bersaglio sui tumori, aiutando il sistema immunitario a eliminarli. È un anticorpo bispecifico appartenente alla categoria delle immunoterapie.
Una condizione che colpisce principalmente il sangue, il midollo osseo, il sistema linfatico o gli organi che formano il sangue. Può iniziare con una produzione anormale di cellule ematiche, modificando il numero o la funzione dei globuli rossi, dei globuli bianchi o delle piastrine. Con il tempo, le cellule alterate possono accumularsi o diminuire, riducendo l’efficienza dei tessuti coinvolti. La malattia può evolvere gradualmente con variazioni nei parametri ematici e con l’ingrossamento dei linfonodi o della milza.
Una crescita anormale di cellule che forma una massa o un tumore. Si sviluppa quando le cellule perdono il controllo della divisione e si accumulano in un punto specifico. Man mano che il tumore aumenta, può comprimere i tessuti circostanti e alterare la funzione dell’organo interessato. Alcuni neoplasmi rimangono localizzati, mentre altri possono diffondersi in altre parti del corpo.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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