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Non ancora in reclutamentoMalattia rara

Studio di fase 3 sulla sicurezza e l’efficacia di melpida in combinazione con altri farmaci in pazienti con paraplegia spastica ereditaria tipo 50

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Di che cosa tratta questo studio?

Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici

Lo studio riguarda la Hereditary Spastic Paraplegia Type 50 (SPG50), una malattia rara che causa rigidità e debolezza progressiva delle gambe, rendendo difficile camminare e svolgere attività quotidiane. Il trattamento sperimentale è melpida, somministrato per via intratecale, cioè iniettato direttamente nel liquido che circonda il midollo spinale. Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e l'efficacia di questo farmaco nei soggetti affetti da SPG50.

Durante lo studio i partecipanti riceveranno il farmaco secondo un calendario prestabilito e saranno seguiti per circa tre anni. In vari momenti verranno effettuati test per misurare i progressi motorii, come il GMFM-88, che valuta le capacità di movimento, e test cognitivi, come il Bayley-3, che misura lo sviluppo mentale nei bambini piccoli. Altri strumenti includono la Spastic Paraplegia Rating Scale (SPRS) per valutare la gravità della spasticità, il Clinical Global Impression (CGI-I) per l'opinione del medico sul miglioramento, il test della camminata di 10 metri, il Differential Ability Scales, 2nd Edition (DAS-II), il Vineland-3 per le abilità adattive e la misurazione del Neurofilament light chain (NfL) nel sangue, che indica eventuali danni ai nervi. I risultati di questi esami saranno confrontati con quelli di un gruppo di controllo gestito nello stesso periodo.

Come si svolge lo studio

Lo studio si svolge in 6 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.

  1. Passaggio 1

    Ingresso nello studio

    Viene chiesto di firmare il consenso informato, che spiega lo scopo dello studio e le procedure previste.

    Vengono verificate i criteri di ammissibilità per confermare la diagnosi di Hereditary spastic paraplegia type 50 (SPG50).

  2. Passaggio 2

    Valutazioni di base

    Vengono eseguiti esami clinici iniziali, inclusi test di mobilità, forza muscolare e tono spastico.

    Vengono misurati i punteggi di GMFM‑88 (Gross Motor function Measure), Bayley‑3 (cognitive domain), sprs (spastic paraplegia Rating scale), CGI‑i (clinical Global Impression) e altri questionari di qualità della vita.

    Vengono raccolti campioni di sangue per analizzare i biomarcatori, ad esempio il livello di neurofilamento leggero (NfL).

  3. Passaggio 3

    Somministrazione intratecale di melpida

    Viene effettuata una singola iniezione intratecale di melpida, la terapia in studio.

    La dose è di 1 000 000 000 000 000 vector genomes per millilitro (vg/ml), somministrata secondo la procedura standard di iniezione intratecale.

  4. Passaggio 4

    Monitoraggio immediato post‑somministrazione

    Dopo l’iniezione, il paziente rimane sotto osservazione per diverse ore per verificare eventuali reazioni immediate.

    Vengono registrati segni di febbre, irritabilità, cambiamenti nella pressione sanguigna o altri sintomi di possibile reazione avversa.

  5. Passaggio 5

    Visite di follow‑up periodiche

    Vengono programmate visite di controllo a intervalli regolari: settimana 4, 12, 24, 36, 48, 60, 72, 84, 96, 108, 120, 132, 144 e 156.

    Ad ogni visita si ripetono le valutazioni di mobilità (GMFM‑88), funzioni cognitive (Bayley‑3), tono spastico (sprs) e gli altri questionari di qualità della vita.

    Vengono inoltre raccolti nuovamente campioni di sangue per monitorare i biomarcatori e verificare la sicurezza del trattamento.

  6. Passaggio 6

    Valutazione finale a settimana 156

    Al termine di 156 settimane (circa tre anni) vengono effettuate le valutazioni definitive di tutti gli endpoint dello studio.

    Si confrontano i punteggi finali con quelli di base per determinare il cambiamento nei principali traguardi motori, nella funzione cognitiva, nella gravità della spasticità e nella qualità della vita.

    Vengono analizzati i risultati dei test di cammino di 10 metri, dei questionari di sviluppo (Vineland‑3, DAS‑II) e dei livelli di neurofilamento leggero.

Chi può partecipare allo studio?

7 criteri

  • Età compresa tra 4 mesi e 72 mesi (circa 0,3‑6 anni) al momento dello screening.
  • I genitori o i tutori legali devono firmare un consenso informato scritto prima che il bambino possa partecipare.
  • Deve esserci una diagnosi molecolare confermata di SPG50 (per il gruppo di trattamento) oppure di SPG47, SPG50 o SPG52 (per il gruppo di controllo). Questo significa che un laboratorio certificato (CLIA, CE‑marked o equivalente) ha trovato due varianti (una su ciascun cromosoma) nel gene AP4M1 (o nei geni AP4B1 o AP4S1 per gli altri tipi) che sono considerate patogeniche o probabilmente patogeniche.
  • Il bambino deve mostrare segni di disfunzione neurologica, cioè problemi legati al sistema nervoso, identificati nella storia clinica e nell’esame fisico.
  • Deve essere in grado di rispettare tutte le richieste e le procedure previste dal protocollo dello studio.
  • Il bambino e i suoi caregiver devono poter viaggiare fino al centro di studio; inoltre, per i 30 giorni successivi al trattamento, la famiglia deve vivere entro 100 miglia (circa 160 km) dal sito clinico.
  • Se il bambino assume farmaci per il controllo della spasticità, delle convulsioni, della gestione comportamentale, del sonno, diete speciali, integratori o supporto nutrizionale, le dosi devono essere stabili da almeno 3 mesi prima dello screening. Cambiamenti più recenti possono essere valutati dal medico responsabile.

Chi non può partecipare allo studio?

15 criteri

  • Perdita di uno dei otto principali traguardi motori negli ultimi 12 mesi (ad esempio: stare seduti senza supporto per 3 secondi, strisciare o camminare 1,8 m, stare in piedi senza aiuto per 3 secondi, camminare 10 passi con o senza supporto, salire o scendere 4 gradini con una ringhiera, saltare da uno scalino di 15 cm). Se ciò è avvenuto, la partecipazione non è possibile.
  • Interventi chirurgici programmati o recenti (entro i 6 mesi) che potrebbero interferire con i risultati dello studio.
  • Impossibilità di ottenere un consenso informato adeguato, cioè l’autorizzazione scritta del paziente (o dei genitori) dopo aver compreso lo studio.
  • Motivo per credere che il paziente o i genitori non seguiranno le procedure richieste dallo studio.
  • Avere assunto un farmaco sperimentale entro 30 giorni prima dello screening o pianificare di assumerne uno (eccetto le terapie geniche) durante lo studio.
  • Aver partecipato a un altro trial clinico interventistico entro 90 giorni prima della prima visita.
  • Incapacità di partecipare alla valutazione clinica, secondo il giudizio degli investigatori.
  • Qualsiasi altra situazione che impedisca al paziente di sottoporsi a procedure richieste dallo studio.
  • Presenza di un significativo disturbo del sistema nervoso centrale (CNS) legato al gene AP‑4 o di disturbi comportamentali che possano alterare i risultati.
  • Valori di laboratorio fuori dai limiti di sicurezza, ad esempio: emoglobina <6 g/dL o >20 g/dL, globuli bianchi >20 000 cmm, piastrine <100 000 cmm, INR (tempo di coagulazione) superiore al normale, enzimi epatici (GGT, ALT, AST) o bilirubina totale >1,5 volte il limite superiore, creatinina ≥1,5 mg/dL.
  • Condizione medica concomitante (come scoliosi o disturbi emorragici) che impedisce una puntura lombare (prelievo di liquido cerebrospinale) o l’uso di anestetici per procedure sedate.
  • Diagnosi di cardiomiopatia (malattia del muscolo cardiaco) o anomalie cardiache congenite significative.
  • Storia di reazioni allergiche gravi o potenzialmente letali a sirolimus, tacrolimus, corticosteroidi o gadolinio (contrasto usato in risonanza magnetica).
  • Presenza di una malattia o di un trattamento farmacologico cronico che, secondo il medico, aumenterebbe i rischi per il trasferimento genico o interagirebbe con i farmaci immunosoppressivi.
  • Qualsiasi condizione che impedisca di effettuare una risonanza magnetica (MRI) secondo le politiche dell’istituto o di altre procedure richieste dallo studio.
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Dove si svolge lo studio

Dove puoi partecipare a questo studio

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Farmaci in studio

  • Prednisone

    è un farmaco corticosteroideo somministrato per via endovenosa. Nel trial viene usato come terapia di base per ridurre l’infiammazione e supportare il sistema immunitario dei partecipanti, aiutando a gestire eventuali reazioni infiammatorie durante lo studio.

  • Melpida

    è il farmaco sperimentale testato nello studio. Viene somministrato direttamente nello spazio intratecale, cioè nella zona intorno al midollo spinale, tramite un’iniezione. L’obiettivo è introdurre materiale genetico che possa correggere il difetto responsabile della paraplegia spastica ereditaria tipo 50 (SPG50) e migliorare la funzione neurologica dei pazienti.

  • Tacrolimus

    è un immunosoppressore somministrato per via endovenosa. È incluso nel protocollo di base per prevenire il rigetto o una risposta immunitaria eccessiva al trattamento sperimentale, mantenendo il sistema immunitario sotto controllo durante lo studio.

  • Diphenhydramine

    è un antistaminico assunto per via orale. Viene utilizzato come terapia di supporto per ridurre eventuali reazioni allergiche o sintomi di prurito che potrebbero comparire durante il trial.

  • Methylprednisolone

    è un corticosteroide somministrato per via endovenosa, spesso combinato con lidocaina per ridurre il dolore. Nel contesto dello studio, aiuta a controllare l’infiammazione e a gestire il dolore associato alle procedure di somministrazione dei farmaci.

  • Paracetamol

    è un analgesico e antipiretico somministrato per via endovenosa, spesso combinato con buclizina e codeina. Serve a controllare il dolore e la febbre nei partecipanti, migliorando il comfort durante il periodo di osservazione.

Che cosa si sa già del trattamento

  • Prednisone

    è somministrata per via endovenosa in infusione; è un corticosteroide ben conosciuto e ampiamente studiato nella letteratura medica; viene utilizzata principalmente per ridurre infiammazioni e sopprimere il sistema immunitario in diverse patologie; agisce legandosi ai recettori dei glucocorticoidi cellulari, modificando l’espressione di geni coinvolti nella risposta infiammatoria, e appartiene alla classe dei glucocorticoidi.

  • Melpida

    è somministrata per via intratecale come soluzione per iniezione; è un prodotto sperimentale attualmente in fase di studio clinico e non ancora approvato per uso generale; è destinata a trattare la paraplegia spastica ereditaria tipo 50 (SPG50) mediante correzione genetica; il suo meccanismo prevede l’introduzione di un vettore virale che trasporta il gene corretto nelle cellule nervose, permettendo la produzione di una proteina mancante, e rientra nella categoria delle terapie geniche.

  • Tacrolimus

    è somministrato per via endovenosa in infusione; è un immunosoppressore ben consolidato e documentato nella pratica clinica; è indicato principalmente per prevenire il rigetto negli organi trapiantati e per trattare alcune malattie autoimmuni; blocca la proteina calcineurina all’interno delle cellule immunitarie, impedendo l’attivazione di fattori che avviano la risposta immunitaria, e appartiene alla classe degli inibitori della calcineurina.

  • Diphenhydramine

    è somministrata per via orale; è un antistaminico di lunga data con ampia presenza in testi medici; è usata per alleviare sintomi di allergie, prurito e nausea; blocca i recettori dell’istamina H1 impedendo l’effetto dell’istamina nel corpo, e viene classificata come antagonista degli istamina H1.

  • Methylprednisolone

    è somministrato per via endovenosa in infusione; è un corticosteroide sintetico molto studiato e usato nella pratica clinica; è indicato per ridurre infiammazioni gravi e per gestire reazioni allergiche o autoimmune; agisce legandosi ai recettori dei glucocorticoidi e modulando l’espressione genica che controlla l’infiammazione, ed è classificato come glucocorticoide.

  • Paracetamol

    è somministrato per via endovenosa in infusione; è un analgesico e antipiretico ben noto e presente in numerosi studi; è usato per alleviare il dolore lieve‑moderato e per ridurre la febbre; agisce inibendo una forma di enzima coinvolto nella produzione di prostaglandine nel sistema nervoso centrale, ed è classificato come analgesico/antipiretico.

Malattie studiate

Paraplegia spastica ereditaria di tipo 50 (SPG50) - È una malattia genetica caratterizzata da un progressivo indebolimento e rigidità dei muscoli delle gambe. I sintomi iniziano spesso nella prima infanzia con difficoltà nella postura e nella camminata. Col tempo, la spasticità può aumentare, rendendo più difficile muoversi e mantenere l’equilibrio. La condizione può influenzare anche altre funzioni motorie, ma la sua evoluzione varia da persona a persona.
Dettagli dello studioUltimo aggiornamento 30 ott 2026
Età0-17FaseFase IIINumero dello studio2025-524576-28-00Codice del protocolloCT-MEL-03Partecipanti previsti24 personePromotoreElpida Therapeutics SPC

fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri

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