Akershus University Hospital
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Lorenskog, Norvegia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio si concentra su pazienti con ischemic heart disease, una condizione in cui il flusso di sangue al muscolo cardiaco è ridotto, aumentando il rischio di infarto o ictus. Vengono confrontati diversi farmaci antitrombotici, tra cui prasugrel (dosaggio orale di 60 mg), una combinazione di acetylsalicylic acid e dipyridamole (100 mg) e ticagrelor (180 mg). Lo scopo dello studio è valutare l'incidenza di morte, infarto non fatale o ictus entro 12 mesi.
I partecipanti assumono il farmaco assegnato per un periodo prolungato e sono monitorati mediante visite di controllo periodiche, durante le quali vengono registrati eventuali eventi clinici e la comparsa di sanguinamenti. I sanguinamenti vengono classificati secondo la scala BARC, che misura la gravità delle emorragie da lievi a molto gravi. Il periodo di osservazione dura un anno, al termine del quale vengono analizzati i dati raccolti per capire quale trattamento sia più sicuro ed efficace nella prevenzione di eventi cardiaci gravi.
Lo studio si svolge in 4 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco antitrombotico che agisce impedendo alle piastrine del sangue di aggregarsi e formare coaguli. Nel trial viene testato per valutare se, assunto dopo un evento coronarico acuto, riduce il rischio di morte, infarto non fatale o ictus entro 12 mesi.
è una combinazione di due farmaci antitrombotici: l’aspirina (acido acetilsalicilico) e il dipiridamolo. Entrambi riducono la capacità delle piastrine di aderire tra loro, contribuendo a prevenire la formazione di coaguli. Nel contesto dello studio questa combinazione è valutata per capire se può migliorare la protezione contro gli eventi cardiovascolari rispetto ad altri trattamenti.
è un altro farmaco antitrombotico che blocca un recettore specifico sulle piastrine, impedendone l’attivazione e la formazione di coaguli. Il suo ruolo nello studio è quello di confrontare la sua efficacia nel prevenire morte, infarto non fatale o ictus nei pazienti con sindrome coronarica acuta.
Il farmaco è disponibile in compresse da 60 mg da assumere per via orale. È un medicinale già approvato e ampiamente studiato nella pratica clinica per la prevenzione di coaguli in pazienti con sindrome coronarica acuta. Agisce bloccando in modo permanente il recettore P2Y12 sulle piastrine, riducendo così la loro capacità di aggregarsi. È classificato come antitrombotico della classe dei tioenopiridine.
Il prodotto è una compressa combinata da 100 mg, assunta per via orale. È un medicinale registrato e ben documentato per la prevenzione di infarto e ictus in pazienti a rischio cardiovascolare. L’acido acetilsalicilico inibisce l’enzima COX, diminuendo la formazione di sostanze che favoriscono la coagulazione, mentre il dipiridamolo impedisce l’attivazione delle piastrine e dilata i vasi sanguigni. Viene classificato come antitrombotico a doppio meccanismo (aspirina + vasodilatatore).
Si presenta sotto forma di compresse da 180 mg da assumere per via orale. È un farmaco approvato e supportato da numerosi studi per il trattamento di pazienti con sindrome coronarica acuta. Blocca in modo reversibile il recettore P2Y12 delle piastrine, limitando la loro aggregazione senza legarsi in modo permanente. È classificato come antitrombotico della classe dei ciclopentiltriazolopirimidine.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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