Aalborg University Hospital
Aalborg, Danimarca
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio riguarda il cancro del pancreas avanzato e confronta una terapia scelta in base alle caratteristiche molecolari del tumore con le cure standard. Le terapie in studio includono diversi farmaci, tra cui olaparib, erlotinib, crizotinib, trametinib, pemigatinib, selpercatinib, axitinib, vismodegib, pembrolizumab, larotrectinib, dabrafenib e Phesgo (una combinazione di trastuzumab e pertuzumab). Le cure standard possono includere oxaliplatin, capecitabine, irinotecan, fluorouracil, calcium folinate, gemcitabine e paclitaxel albumin-bound. Lo scopo dello studio è capire se la terapia scelta in base alle caratteristiche del tumore funziona meglio delle cure abituali.
Nel corso dello studio, le persone ricevono uno dei trattamenti previsti e vengono seguite nel tempo per osservare come procede la malattia e come viene tollerata la terapia. Alcuni farmaci vengono assunti per bocca, mentre altri vengono dati con iniezione o infusione in vena. Il trattamento può cambiare in base al tipo di alterazione molecolare presente nel tumore, cioè a piccoli cambiamenti nei geni o in altre parti delle cellule tumorali che possono rendere il tumore più adatto a un farmaco specifico.
Lo studio confronta la terapia personalizzata con le cure standard nel cancro del pancreas avanzato con alterazioni molecolari trattabili con farmaci già disponibili. Vengono valutati la durata del controllo della malattia, la sopravvivenza e gli effetti indesiderati, oltre al benessere generale durante il trattamento.
Lo studio si svolge in 6 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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olaparib: farmaco orale usato nel trial come terapia mirata. È pensato per bloccare la crescita delle cellule tumorali in persone con specifiche alterazioni molecolari.
erlotinib: farmaco orale usato come terapia mirata. Nel trial viene studiato per vedere se può aiutare a controllare il tumore agendo su segnali che favoriscono la crescita delle cellule cancerose.
crizotinib: farmaco orale usato come terapia mirata. Viene testato per capire se può rallentare il tumore in pazienti con una modifica genetica adatta a questo tipo di trattamento.
oxaliplatin: farmaco dato in vena usato come trattamento standard di confronto. Serve come parte della chemioterapia abituale per il tumore del pancreas e viene usato per confrontare la nuova terapia mirata con la cura standard.
trametinib: farmaco orale usato come terapia mirata. Nel trial viene valutato per capire se può bloccare vie di crescita del tumore in pazienti con alterazioni molecolari specifiche.
pemigatinib: farmaco orale usato come terapia mirata. È studiato perché può agire su un bersaglio molecolare preciso presente in alcuni tumori, con l’obiettivo di rallentarne la crescita.
selpercatinib: farmaco orale usato come terapia mirata. Viene testato per vedere se, nelle persone con la giusta alterazione genetica, può aiutare a tenere sotto controllo la malattia.
axitinib: farmaco orale usato come terapia mirata. Nel trial viene usato per verificare se può ostacolare la crescita del tumore bloccando alcuni segnali che lo aiutano a svilupparsi.
vismodegib: farmaco orale usato come terapia mirata. È studiato per capire se può rallentare il tumore agendo su un percorso biologico coinvolto nella crescita delle cellule cancerose.
capecitabine: farmaco orale usato come trattamento standard di confronto. È una chemioterapia che serve a confrontare l’effetto della terapia mirata con quello della cura abituale.
pembrolizumab: farmaco dato in vena usato come immunoterapia. Aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare meglio le cellule tumorali.
irinotecan: farmaco dato in vena usato come trattamento standard di confronto. È una chemioterapia impiegata per vedere come si comporta la terapia mirata rispetto alla cura standard.
larotrectinib: farmaco orale usato come terapia mirata. Nel trial viene studiato per pazienti con una specifica alterazione genetica, con l’obiettivo di bloccare la crescita del tumore.
dabrafenib: farmaco orale usato come terapia mirata. Viene testato per capire se può aiutare a controllare il tumore quando è presente una particolare mutazione.
fluorouracil: farmaco dato in vena usato come trattamento standard di confronto. È una chemioterapia comune che serve a confrontare la nuova terapia con la cura abituale.
Phesgo: iniezione sotto la pelle che contiene due farmaci, trastuzumab e pertuzumab. È una terapia mirata usata per trattare tumori con una certa proteina presente sulle cellule tumorali, e nel trial viene valutata come opzione di trattamento.
calcium folinate: farmaco dato in vena usato come trattamento standard di confronto. Viene spesso usato insieme ad altri farmaci chemioterapici per far parte della cura standard.
gemcitabine: farmaco dato in vena usato come trattamento standard di confronto. È una chemioterapia usata per confrontare la terapia mirata con il trattamento abituale del tumore del pancreas.
paclitaxel albumin-bound: farmaco dato in vena usato come trattamento standard di confronto. È una chemioterapia usata nel trial come parte della cura standard per confrontarla con i trattamenti mirati.
Si assume per bocca, in compresse, e viene inghiottito con acqua; nel contesto di questo studio è un farmaco già noto e usato nella pratica clinica e nella letteratura medica per alcuni tumori con difetti nella riparazione del DNA. È indicato soprattutto quando le cellule tumorali hanno alterazioni in geni come BRCA, perché blocca un enzima chiamato PARP e rende più difficile al tumore riparare i danni al proprio DNA. Appartiene alla classe degli inibitori di PARP, cioè farmaci mirati che colpiscono un punto preciso della crescita tumorale.
Si assume per bocca, di solito in compresse, e viene preso con acqua seguendo lo schema indicato dal medico. È un farmaco già consolidato in medicina e ben descritto nella letteratura, usato soprattutto in alcuni tumori con alterazioni del recettore EGFR, in particolare nel polmone e in altre situazioni selezionate. Blocca EGFR sulla superficie delle cellule tumorali, spegnendo segnali che favoriscono crescita e sopravvivenza cellulare; per questo appartiene agli inibitori della tirosin-chinasi, una classe di terapie mirate.
Si assume per bocca, in capsule o compresse a seconda della formulazione, e viene preso con acqua. È un medicinale già noto e ampiamente studiato, usato soprattutto in alcuni tumori del polmone con alterazioni di ALK o ROS1, e in altri contesti molecolari specifici. Agisce bloccando proteine anomale chiamate chinasi, che inviano segnali di crescita alle cellule tumorali; rientra quindi tra gli inibitori di tirosin-chinasi.
Si somministra per via endovenosa, cioè tramite infusione in una vena in ospedale o in day hospital. È un farmaco ben conosciuto e molto usato in oncologia, soprattutto nei tumori dell’intestino e in altri schemi di chemioterapia. Danneggia il DNA delle cellule tumorali formando legami che ne impediscono la copia corretta; appartiene ai farmaci a base di platino, cioè chemioterapici classici.
Si assume per bocca, in compresse, con acqua e secondo un orario preciso. È un farmaco già presente nella pratica clinica e nella letteratura, usato soprattutto in tumori con alterazioni della via MAPK, spesso insieme ad altri farmaci mirati. Blocca una proteina chiamata MEK, che trasmette segnali di crescita dentro la cellula tumorale; appartiene agli inibitori di MEK, una classe di terapie mirate.
Si assume per bocca, in compresse, con acqua. È un medicinale già noto e studiato, usato soprattutto in alcuni tumori delle vie biliari con alterazioni di FGFR2 e in altri casi selezionati. Blocca i recettori FGFR, che aiutano le cellule tumorali a crescere e a dividersi; appartiene agli inibitori di FGFR, cioè farmaci mirati.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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