Amsterdam UMC
Centro verificato
Amsterdam, Paesi Bassi
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
La Oral cavity squamous cell carcinoma è un tumore raro che si sviluppa nella bocca. In questo studio si utilizza una combinazione di due farmaci immunoterapici: nivolumab, somministrato per via endovenosa, e ipilimumab, iniettato direttamente nel tumore.
Lo scopo dello studio è valutare quanto è tollerabile e efficace questa combinazione prima dell’intervento chirurgico. I pazienti ricevono una piccola dose di ipilimumab direttamente nel tumore (iniezione intratumorale) e, contemporaneamente, una dose di nivolumab per tutta l’organismo (somministrazione sistemica) per alcune settimane, seguita dalla rimozione chirurgica del tumore.
Il farmaco ipilimumab agisce bloccando la proteina CTLA-4, mentre il nivolumab blocca la proteina PD-1, permettendo al sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Durante il percorso i pazienti vengono monitorati con esami del sangue, visite mediche e una risonanza magnetica MRI per osservare i cambiamenti nel tumore. Dopo la chirurgia, i medici valuteranno la risposta al trattamento e registreranno eventuali effetti collaterali.
Lo studio si svolge in 6 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco immunoterapico che agisce bloccando la proteina PD‑1 sul sistema immunitario. In questo studio viene somministrato per via endovenosa prima dell’intervento chirurgico. Il suo scopo è aiutare il corpo a riconoscere e attaccare le cellule cancerose dell’organo orale, migliorando la risposta del sistema immunitario al tumore.
è un altro farmaco immunoterapico che blocca la proteina CTLA‑4, anch’essa coinvolta nella regolazione del sistema immunitario. In questo trial viene iniettato direttamente nel tumore nella bocca (somministrazione intratumorale). L’obiettivo è stimolare localmente una risposta immunitaria più forte contro le cellule cancerose, in combinazione con il nivolumab per aumentare l’efficacia complessiva del trattamento neoadiuvante.
Nivolumab viene somministrato per via endovenosa mediante infusione lenta. È un farmaco già approvato e ampiamente descritto in letteratura per il trattamento di diversi tumori avanzati. Agisce bloccando la proteina PD‑1 sul sistema immunitario, permettendo alle cellule difensive di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. È classificato come anticorpo monoclonale immunocheckpoint inhibitor.
Ipilimumab è iniettato direttamente nel tumore (via intratumorale) nella sperimentazione corrente. È un farmaco noto e usato in alcune indicazioni oncologiche, ma il suo uso intratumorale è ancora in fase di studio. Il suo meccanismo blocca la proteina CTLA‑4, favorendo l’attivazione delle cellule immunitarie contro il cancro. È classificato come anticorpo monoclonale immunocheckpoint inhibitor.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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